05 MAR 2002

Capezzone: La Vigilanza Rai ammette l'illegalità, ma non basta

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 20 min
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Registrazione di "Capezzone: La Vigilanza Rai ammette l'illegalità, ma non basta", registrato martedì 5 marzo 2002 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione ha una durata di 4 ore e 20 minuti.
  • Intervista a Daniele Capezzone subito dopo l'audizione

    <strong>Al sedicesimo giorno di sciopero della fame Daniele Capezzone viene ascoltato dalla Commissione Vigilanza Rai</strong> <p>Roma, 5 marzo 2002 - Sedici giorni dopo aver avanzato una richiesta urgente di audizione, trascorsi tutti in sciopero della fame, Daniele Capezzone è stato ascoltato a Palazzo San Macuto. Tra due settimane scadrà il termine fissato dalla legge per raccogliere le firme necessarie a depositare in Parlamento le 25 proposte di legge di iniziativa popolare promosse da Radicali Italiani ed i sei mesi precedenti sono passati senza che gli italiani abbiano potuto saperne nulla.<p>«Dall'autunno scorso ad oggi, ovvero da quando è iniziata questa raccolta di firme - ha ripetuto oggi il segretario radicale - l'intero dibattito politico nazionale si è centrato su questi temi: l'articolo 18, le pensioni, la giustizia, la clonazione terapeutica e il divorzio. Tutti temi oggetto delle nostre 25 proposte di legge. Ma da settembre a oggi i principali spazi di approfondimento della Rai pur avendo discusso decine di volte su questi temi non hanno mai concesso un solo secondo ad un esponente radicale».<p>Il problema, secondo Capezzone, non sta tanto nel minutaggio concesso agli esponenti politici, quanto «nel capire quali temi vengono sottratti all'attenzione dei cittadini, quello che lo stesso Stefano Balassone chiamava il tema dell'agenda setting, ovvero la definizione dei temi sui quali si deve discutere».<p>La scorsa campagna elettorale<p>Nella sua relazione introduttiva, però, il segretario di Radicali Italiani non si è limitato a ricordare gli ultimi sei mesi, ma ha puntulmente rievocato quanto accadde l'anno scorso in prossimità delle elezioni politiche, con l'iniziativa nonviolenta di Emma Bonino, Luca Coscioni e di tantissime altre persone, che ottenne anche un pronunciamento del capo dello Stato e dell'allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato. Il risultato fu un aggravamento dell'opera di censura contro i radicali e di violazione dei diritti civili degli italiani. <br>«Su 249 trasmissioni di Biagi, Vespa e Santoro, - ha ricordato Capezzone - i temi radicali sono stati affrontati solo quattro volte e i Radicali sono stati invitati solo due volte su quattro». --<p>Un problema di dirittoCapezzone, ha più volte ribadito che quella posta dai Radicali, è una questione di legalità, che trova spunto dalla campagna di raccolta firme sulle 25 proposte di legge di iniziativa popolare ("è solo un esempio"), ma solleva un problema più ampio, quello dei diritti fondamentali dei cittadini. <br> "Sto cercando di porre un problema di diritto" ha detto Capezzone poichè "sono stati colpiti i diritti dei cittadini". <p>In questo contesto il segretario di Radicali Italiani ha ribadito di non chiedere nulla per sè o per il proprio partito alla commissione di Vigilanza, ma - al contrario - ha rivolto un invito ai parlamentari a valutare la necessità di intraprendere le iniziative più opportune per far tornare il servizio pubblico alla sua missione originaria: "rispettare la legge", "entrare nella legalità" e dunque, la Commissione dovrebbe intervenire per offrire ai cittadini italiani "un risarcimento" sulla specifica iniziativa, ma anche per valutare la "tempestività delle risposte" che il servizio pubblico darà a tale richiesta e soprattutto evitare che tali episodi possano ripetersi per il futuro.<p>Il riconoscimento dei parlamentariNel corso del dibattito che è seguito alle dichiarazioni di Capezzone, tutti i parlamentari hanno accolto ed ammesso che le denuncie avanzate dal segretario di Radicali Italiani sono indubitabilmente fondate. <p>Nessuno dei parlamentari presenti in commissione di Vigilanza, ha in alcun modo contestato che il vulnus alla legalità ed al diritto si sia effettivamente verificato.<p>Due parlamentari, da parti opposte e con motivazioni opposte, il socialista Del Turco e il leghista Caparini, sono arrivati ad affermare che le denuncie di Capezzone erano palesemente note alla commissione di Vigilanza.<p>La decisione: Lettera a Baldassarre<p>Dal punto di vista operativo, la Commissione ha deciso di inviare, attraverso il suo presidente, Claudio Petruccioli una lettera al neo-presidente della Rai, Antonio Baldassarre per chiedere che il servizio pubblico incrementi il più possibile l'informazione sulle iniziative dei radicali, riconoscendo "il vizio di pluralismo" che si è effettivamente realizzato. <p>Ed ora? Fare tutto il possibile fino all'ultimo minuto<p>Resta da valutare il concreto effetto che questo riconoscimento e questa iniziativa nei confronti del servizio pubblico da parte della Vigilanza sortirà.<br>Per parte sua Daniele Capezzone nel corso della sua relazione introduttiva aveva già annunciato che "fino all'ultimo minuto utile" i radicali avrebbero "fatto tutto il possible" per consentire che l'inziativa possa avere successo e che io diritti dei cittadini possano essere salvaguardati.<p>Il segretario di Radicali Italiani, aveva dunque assicurato che la raccolta firme sarebbe proseguita, così come lo sciopero della fame, anche per offrire alla stessa Vigilanza di mantenere fede alle proprie dichiarazioni d'intenti pronunciate nel corso dell'audizione odierna.<p><strong>Per molti la non-violenza di Capezzone è un ricatto</strong><p>La commissione ha all'unanimità riconosciuto che la legalità è stata violata. Per il resto l'attenzione dei commissari si è incentrata sullo sciopero della fame di Capezzone. Giorgio Lainati (Fi), Pippo Gianni (Ccd-Cdu) e Alessio Butti (An) hanno insistito affinché il giovane esponente radicale interrompa lo sciopero della fame.<p>Davide Caparini, della Lega, ha detto: «C'è una sorta di cappa su questa commissione, con una persona che non mangia da 16 giorni». Butti si è dichiarato «profondamente colpito da questo atteggiamento». «Almeno nei miei confronti - ha detto - non è certo non violento, ma sembra una sorta di ricatto». Giuseppe Giulietti (Ds), Enzo Carra (Margherita) e Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) hanno ribadito la necessità per la Rai di dare seguito al «dovere di informazione». Antonello Falomi (Ds) ha proposto che alla Rai venga chiesto «un di più di notizie» sulla raccolta delle firme per le iniziative radicali in questi ultimi cinque giorni disponibili. «Ritengo - ha aggiunto Falomi - la forma di lotta di Capezzone del tutto legittima e da guardare con particolare attenzione. Il problema è ragionare sul perché si arrivi a questo forma di lotta». --
    0:00 Durata: 4 min 43 sec
  • Introduzione del Presidente, Claudio Petruccioli

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 9 min 27 sec
  • L'audizione in Commissione Vigilanza Rai

    0:00 Durata: 2 ore 7 min
  • Relazione iniziale di Daniele Capezzone, Segretario dei Radicali Italiani

    <br>
    0:09 Durata: 30 min 27 sec
  • Presidente

    <strong>Apertura del dibattito</strong>
    0:39 Durata: 3 min 44 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    0:43 Durata: 5 min 27 sec
  • Alfonso Pecoraro Scanio (Misto-Verdi-U)

    0:49 Durata: 10 min 40 sec
  • Paolo Gentiloni (MARGH-U)

    0:59 Durata: 5 min 15 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    1:05 Durata: 6 min 3 sec
  • Ottaviano Del Turco (Misto-SDI)

    1:11 Durata: 2 min 57 sec
  • Alessio Butti (AN)

    1:14 Durata: 6 min 20 sec
  • Giuseppe Gianni (CCD-CDU)

    1:20 Durata: 2 min 32 sec
  • Giorgio Lainati (FI)

    1:22 Durata: 5 min 45 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    1:28 Durata: 7 min 17 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    1:35 Durata: 7 min 24 sec
  • Replica di Daniele Capezzone

    <br>
    1:43 Durata: 9 min 43 sec
  • Conclusioni del Presidente

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    1:53 Durata: 14 min 58 sec