06 MAR 2002

Carceri: Conferenza stampa di Radicali Italiani a Castelfranco Emilia

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1.500 persone in Italia sono detenute a tempo indeterminato.

I Radicali hanno visitato oggi la Casa di Lavoro di Castelfranco Emilia, riscoprendo una situazione graveCastelfranco Emilia (Mo), 6 marzo 2002 - I militanti radicali hanno raccolto nelle carceri 8 mila firme per le 25 proposte di legge di iniziativa popolare.

Un numero clamoroso se si pensa che la popolazione carceraria consiste di 50 mila detenuti, che più del 50% di questi sono extracomunitari, e che una parte dei detenuti non gode dei diritti politici.

Benedetto Della Vedova e Marco Beltrandi sono oggi a Castelfranco Emilia per
fare il punto della raccolta nelle carceri dell' Emilia Romagna.

Castelfranco è sede di un carcere particolare, una delle quattro Case di Lavoro esistenti in Italia, dove sono custodite a tempo indeterminato le persone soggette a misure di sicurezza detentive.

Qui i due dirigenti radicali hanno compiuto una visita ispettiva.

La situazione - spiega Marco Beltrandi - è grave.Le misure di sicurezza detentiveA Castelfranco Emilia i radicali si sono imbattuti in una realtà poco esplorata, quella delle misure di sicurezza.

In passato Marco Pannella se ne era già occupato; è più corretto dunque parlare di una «riscoperta».

Circa 1.500 persone in tutta Italia sono sottoposte a misure di sicurezza detentive.

Non si tratta di pene.

La pena viene comminata dal giudice sulla base di un giudizio di colpevolezza rispetto ad un fatto costituente reato, ed ha una durata determinata.

Le misure di sicurezza, invece, vengono adottate dal magistrato di sorveglianza, su richiesta del pubblico ministero, sulla base di due presupposti.

Il primo è che l'individuo abbia commesso fatti che la legge individua come «reati» o «quasi reati».

Il secondo è che venga accertata la «pericolosità sociale» del soggetto.

Il codice penale indica in maniera molto generica i criteri per individuare la pericolosità sociale di una persona.

L'indagine del magistrato deve concentrarsi sui caratteri personali dell'individuo e sull'ambiente che frequenta.Per le misure di sicurezza esistono tempi minimi, ma non tempi massimi.

Il magistrato al termine del periodo minimo di applicazione della misura è tenuto a verificare la sussistenza dei requisiti di applicazione.

Non esiste, dunque, un tempo certo.

Per Marco Beltrandi, «tutto questo, in un sistema giudiziario come quello italiano, dove c'è un'assoluta irresponsabilità dei magistrati, è un problema gravissimo d'incertezza del diritto e di violazione dei diritti».

Le misure di sicurezza risalgono al Codice Rocco, ma sono sopravvissute nel nuovo codice di procedura penale e negli anni sono state soltanto leggermente migliorate.

«E' tempo - dice Beltrandi - di riconsiderare questa situazione».La struttura potrebbe essere affidata a San PatrignanoUltimamente Castelfranco Emilia è al centro dell'attenzione per una proposta del Governo, comunicata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi un paio di mesi fa.

L'attuale Casa di Lavoro potrebbe diventare un ente affidato alla Comunità di San Patrignano per la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti.

Il sindaco di Castelfranco Fausto Galletti, il presidente della Provincia di Modena Graziano Pattuzzi ed il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, hanno chiesto al ministro della Giustizia Roberto Castelli chiarimenti sull'opportunità di questa scelta.

Come sia stata fatta questa scelta, non si sa.

Fermo restando - spiega Beltrandi - che i radicali non hanno nulla contro l'affidamento a privati di servizi pubblici come questo, sarebbe giusto scegliere questi privati «in modo chiaro, trasparente, con gare».

Perché proprio San Patrignano? Nella specie la comunità fondata da Vincenzo Muccioli beneficerebbe anche di un fondo europeo Equal del valore di circa 5 miliardi, destinato «a finanziare progetti di imprese che danno lavoro a categorie svantaggiate».

E' del tutto lecito chiedersi se il legislatore comunitario si riferisse anche al lavoro di chi è «coatto» in una struttura.

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