15 MAR 2002

IV Forum Cernobbio: Il futuro delle tecnologie digitali e la rivoluzione delle telecomunicazioni

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 10 sec

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Il futuro delle tecnologie digitali e la rivoluzione delle telecomunicazioni.

Riuniti a Villa d'Este per un forum promosso da Confcommercio, Nicholas Negroponte, Umberto Paolucci, Corrado Passera e Lucio Stanca spiegano cosa ci aspettaCernobbio, 15 marzo 2002 - Cinque miliardi di pagine.

Questo, pressappoco, è internet oggi.

Cinque miliardi di pagine «ingovernabili», secondo Umberto Paolucci di Microsoft.

Si pensa oggi a software che leggano per noi queste pagine, che le ordinino, le mettano in fila.

L'evoluzione dell'html in xml risponde a questa esigenza: rendere i contenuti della rete
«autodescriventi», leggendo e trasformando il «foglio» che visualizziamo in «dati», informazioni pronte per essere usate o «incrociate» con altre.

Accanto all'xml sono oggetto di studio nuovi standard.Altro orizzonte: i web services.

Ovvero la possibilità di creare «pezzi di soluzioni» (software, ndr) che possono essere presi dalla rete e incorporati nelle soluzioni effettive che lavorano nelle nostre aziende o nelle nostre case.

Ciò potrebbe far nascere un'industria del software locale, come non c'è mai stata.

Con la possibilità di farsì che siano gli stessi software a comunicare, piuttosto che gli impiegati che li gestiscono.Il futuro«Il grande valore di business aggiunto di questo scenario - osserva il vicepresidente della Corporate and Government Strategy per l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia dell'azienda fondata da Bill Gates - è l'integrabilità di contenuti, di programmi applicativi, di oggetti».

Un'integrabilità che consenta di lavorare sulla rete con strumenti diversi: pocket pc, pc, televisore, telefono.Altre linee su cui si lavora è il riconoscimento della scrittura, del linguaggio, e la visione, che significa intepretare la gestualità, gestire persone con disabilità, significa applicazioni nel campo della sicurezza.

Microsoft ci investe 5 miliardi di dollari l'anno.Tutto questo deve essere semplice, non deve spaventare le persone, deve garantire sicurezza e privacy.

Questa - aggiunge Paolucci - è la linea forte di tendenza sul software anche a causa dell'11 settembre.

Il presente4 mila miliardi di lire ha speso Poste Italiane in quattro anni per rilanciare l'azienda, per renderla una «rete di reti».

Reti fische (gli uffici postali), ma anche reti telematiche (una grande rete di atm, naturalmente una rete internet), reti aeree, reti commerciali.Per le poste - spiega l'ad Corrado Passera - internet si è trasformato da nemico in maggiore alleato, con una serie di prodotti che hanno segnato la cultura del cambiamento nell'azienda.

Gli erroriE l'insuccesso dei portali? Si può in futuro evitare di fare gli errori che sono stati fatti nel passato? Passera spiega che www.poste.it, oltre ad essere un portale al consumatore che funziona, è diventanto il principale sito di internet banking.

«Certo sono stati fatti degli errori con gli occhi di oggi molto banali».

Per un attimo si è pensato che internet derogasse alle regole generali che disciplinano l'economia di un'azienda.

Insomma ci sono esempi che funzionano, come sottolinea anche Umberto Paolucci.I problemiE tuttavia «siamo in ritardo».

Lucio Stanca è convinto che la difficoltà di coordinare in modo più coerente ed integrato uno sforzo che il sistema paese deve pur fare, è «la prova che siamo più indietro dell'Europa».

Sì, stiamo approcciando il livello del 30% delle famiglie che usa internet, ma dobbiamo accelerare il passo.

Il programmaUn motore del cambiamento potrebbe essere proprio la riforma della p.A.

Una famiglia abituata a dialogare con gli enti pubblici attraverso internet, potrebbe essere maggiormente vitata ad utilizzare l'e-commerce, per esempio.

Per quanto concerne i servizi, Stanca punta sulla possibilità di fare transazioni in rete, di avere soltanto una carta d'identità elettronica, e naturalmente di utilizzare la firma digitale.

Sul fronte dell'efficienza, il ministro mette al primo posto l'e-procurement (che garantisce un acquisto a costi molto più bassi), solo e-mail per la posta interna, e l'uso di e-mail anche per la posta esterna, la digitalizzazione dei libri contabili, l' alfabetizzazione certificata, l'e-learning.

Per quanto riguarda infine la trasparenza, si propone un protocollo informatico che consenta subito al cittadino di sapere doe si trova la sua pratica, a strumenti che consentano di seguire meglio il cliente, alla capacità di misurare i progressi.

Obiettivi ambiziosi, che il Governo intende da realizzare entro la fine della legislatiura.

L'opening address del panel proposto in audiovideo qui accanto, è affidato a Nicholas Negroponte, cofondatore e direttore del Mit Media Laboratory.

Il Media Lab, finanziato da 170 corporations internazionali, attualmente guida lo sviluppo del digitale e del multimedia.

Da laureato del Mit, Negroponte è stato un pioniere nel campo della grafica computerizzata.

Egli è anche l'autore del best-seller, Being Digital, pubblicato nel 1995 e tradotto in più di 40 lingue.

Negroponte lavora per Motorola, è partner di una società specializzatain tecnologie digitali per informatica e l'entertainment, ed ha finanziato lo start-up di più di 20 compagnie, tra cui WiReD magazine.

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riduci

  • Jeremy Rifkin, presidente Foundation on Economic Trends(in lingua inglese)

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 2 min 8 sec
  • Nicholas Negroponte, docente Mit, direttore Media Lab(in lingua inglese)

    <em>Opening address</em>
    0:02 Durata: 21 min 16 sec
  • Umberto Paulucci, vicepresidente Corporate and Government Strategy per L' Europa, Medio Oriente e Asia di Microsoft Corporation

    0:23 Durata: 20 min 24 sec
  • Corrado Passera, amministratore delegato Poste Italiane Spa

    0:43 Durata: 13 min 34 sec
  • Telesondaggio

    0:57 Durata: 11 min 5 sec
  • Nicholas Negroponte, (in lingua originale)

    <strong>Dibattito</strong>
    1:08 Durata: 7 min 53 sec
  • Umberto Paolucci

    1:16 Durata: 1 min 20 sec
  • Nicholas Negroponte, sul rapporto tra analogico e digitale

    1:17 Durata: 3 min 2 sec
  • Corrado Passera, sull'insuccesso dei portali al consumatore

    1:20 Durata: 4 min 25 sec
  • Umberto Paolucci, sull'insuccesso dei portali al consumatore

    1:25 Durata: 2 min 3 sec
  • Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie

    <strong>Conclusioni</strong>
    1:27 Durata: 23 min 25 sec
  • Domande

    1:50 Durata: 9 min 35 sec