19 MAR 2002

Abi: «Le misure del collegato previdenziale a sostegno della previdenza complementare» (con Maroni e Sella)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 39 min

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L'Abi condivide gli obiettivi di fondo della delega, ma chiede un'effettiva parità tra fondi chiusi e aperti.

Maroni ribadisce l'intenzione del Governo di far decollare nel modo più rapido possibile la previdenza complementare, senza costi aggiuntivi per le imprese e tutelando i lavoratori Roma, 19 marzo 2002 - L'Abi condivide «gli obiettivi di fondo» contenuti nella delega per la riforma del sistema previdenziale (disegno di legge n.2145) ma chiede che la destinazione del tfr ai fondi avvenga in base a una «effettiva parità competitiva» tra i fondi chiusi e aperti.Il presidente
dell'associazione bancaria italiana, Maurizio Sella aprendo stamani un convegno su «Le misure del collegato previdenziale a sostegno della previdenza complementeare ed i riflessi per lo sviluppo del mercato», ribadisce la richiesta formulata nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro alla Camera lo scorso 6 febbraio 2002.

Il sistema bancario chiede innanzitutto un ampliamento della deducibilità fiscale della contribuzione ai fondi pensione e la revisione della tassazione sui rendimenti delle forme pensionistiche in generale.

Si chiede inoltre il riconoscimento della cosiddetta «portabilità» dei contributi tra i fondi, la «rimozione degli attuali vincoli alla realizzazione di adesioni collettive ai fondi aperti», e la concessione dello stesso trattamento fiscale in termini di deducibilità dei contributi dei lavoratori dipendenti per versamenti a forme pensionistiche integrative o private.

Sulla portabilità dei contributi l'Abi sottolinea come per ora la destinazione del Tfr a forme individuali in prima adesione significhi rinunciare ai versamenti di parte datoriale.

«Di fatto ciò si traduce - osserva Sella - a una via obbligata dei lavoratori verso il secondo pilastro».

L'Abi infine chiede che allo scadere dei tre anni previsti dalla legge dopo l'adesione si garantisca ai lavoratori di trasferire la propria posizione previdenziale «anche verso una forma di terzo pilastro» e di «mantenere inalterato il flusso contributivo in precedenza previsto».Maroni: «Dobbiamo fare una scelta coraggiosa»La decisione di destinare in modo obbligatorio il Tfr ai fondi pensione è una scelta significativa del Governo, senza la quale la delega previdenziale potrebbe essere messa nel cestino.

Chiudendo l'incontro, il ministro del Welfare Roberto Maroni ribadisce l'intenzione del Governo di far decollare nel modo più rapido possibile la previdenza complementare, senza costi aggiuntivi per le imprese e tutelando i lavoratori.«Già oggi i neoassunti possono conferire il tfr ai fondi.

Se non ci fosse l'attribuzione obbligatoria del tfr ai fondi integrativi la delega potrebbe essere messa nel cestino.

Il fatto che da oggi il tfr venga messo a finanziare la previdenza complementare è l'unica scelta significativa della delega».

Il ministro ricorda che in caso di silenzio-assenso il tfr andrà nel fondo contrattuale, in alternativa il lavoratore dovrà indicare il fondo a cui destinarlo.

«Dobbiamo fare - dichiara Maroni - una scelta coraggiosa.

Utilizzare questa grande quantità di risorse (10-15 miliardi di euro l'anno).

Vogliamo e crediamo che debba nascere un sistema di previdenza complementare».

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  • Maurizio Sella, presidente ABI

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 25 min 48 sec
  • <strong>Documenti</strong><br>Camera dei Deputati, Commissione Lavoro: Audizione ABI sul disegno di legge n. 2145 in materia di previdenza (6 febbraio 2002)
    0:00 Durata: 2 ore 49 min
  • Alfonso Desiata, presidente Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione

    <strong>Tavola rotonda</strong>
    0:25 Durata: 13 min 32 sec
  • Elsa Fornero, direttore CERP (Centro Ricerche Previdenziali Università di Torino)

    0:39 Durata: 18 min 20 sec
  • Lucio Francario, presidente Covip

    0:57 Durata: 23 min 9 sec
  • Marcello Messori, docente di economia politica all'Università di Tor Vergata di Roma

    1:20 Durata: 25 min 6 sec
  • Marco Onado, docente Università di Bologna

    1:46 Durata: 19 min 44 sec
  • Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro

    2:05 Durata: 17 min 53 sec
  • Roberto Maroni, ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali

    <strong>Conclusioni</strong>
    2:23 Durata: 26 min 19 sec