23 MAR 2002

Cgil: Manifestazione nazionale contro il terrorismo, per la democrazia e i diritti

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A Roma è il giorno di Cofferati: contro il terrorismo e contro le proposte del Governo in materia di lavoroRoma, 22 marzo 2002 - Tre milioni per la Cgil, «oltre 700 mila» per la Questura.

Sono lontanissime le stime sulla partecipazione alla manifestazione del Circo Massimo, promossa dalla Cgil.

Al di là delle cifre, in un tripudio di bandiere rosse, l'esito della manifestazione ha pienamente soddisfatto gli organizzatori Cgil.

L'impatto mediatico è stato forte, così come la reazione politica nell'intera area dell'opposizione che ha unanimente omaggiato l'azione e l'intervento di Sergio
Cofferati: da Rutelli piombato da Parma, a Fassino che firma autografi, da D'Alema che invita Berlusconi a ritirarsi dalla contesa a Bertinotti che ha preferito sfilare col corteo degli anti-global.La mattinata è un susseguirsi di dichiarazioni, di altolà al governo Berlusconi, di raffiche di lanci di agenzia che raccontano episodi vari dall'interno del corteo promosso dal sindacato, con la piccola Giulia, sei anni, poresente insieme ai nonni che gli hanno fatto indossare il cartello con la scritta: "Cavaliere mi consenta, i miei nonni hanno ragione.

L'articolo 18 serve a me".L'intervento di Cofferati: Questa non è più una festaCofferati ha anzitutto ricordato che la manifestazione, dopo l'omicidio di Biagi non era più una festa, e che dunque il sindacato aveva mutato obiettivi: "Abbiamo messo al centro la lotta al terrorismo, per la democrazia, e lo dimostriamo con la compostezza, la fermezza e la serenità di tutti voi".

Quindi il leader sindacale si è rivolto a quanti hanno accusato la Cgil di fomentare un clima d'odio: "Guardino queste piazze coloro che hanno sollevato non critiche di merito ma giudizi ingiuriosi verso di noi" ed ha poi ricordato che "sconfiggere il terrorismo e' compito di tutti i democratici" ma anche "che l'omicidio è avvenuto a poche ore dalla manifestazione di oggi ed e' stato consumato mentre cresceva la mobilitazione dei cittadini".Art.

18: Estendere ai figli i diritti dei padriQuanto all'azione di contrasto alle politiche sociali del Governo, la posizione della Cgil è stata riassunta da Cofferati con il seguente slogan: "Ci batteremo perché si estendano i diritti fondamentali dei padri ai figli".

Il governo - ha accusato Cofferati vuole "ridurre tutte le tutele collettive" ed il sindacato non può accettarlo poichè "una persona piu' sola non e' piu' libera, e' solo piu' debole e puo' essere oggetto di condizionamento".Quella del governo è un'intenzione "subdola" che prospetta "un patto neo- corporativo".

"Sappiamo benissimo - ha spiegato - che quel provvedimento agisce in parte sulle persone che hanno gia' un'occupazione e un sistema di diritti consolidato e agisce in maniera ancor piu' rilevante su coloro che vorrebbero avere dei diritti e oggi ne sono privi, oppure su quelli che entreranno successivamente nel mercato del lavoro".

Dunque, l'articolo 18 non favorisce la nuova occupazione poichè "non c'e' nessun rapporto, non c'e' mai stato, tra la possibilita' per un'impresa di licenziare senza una ragione e la possibilita' per la stessa impresa di assumere delle persone".

Realizzeremo i nostri sogniDopo aver assicurato di "non temere lo sciopero generale" e dopo aver criticato il metodo dell'uso delle deleghe, come all'ultimo congresso Cgil, Cofferati ha chiuso citando un poeta, Tonino Guerra che gli ha inviato dei versi di un poeta anonimo indiano che recitano così: "Il corpo del povero cadrebbe in pezzi se non fosse legato ben stretto dal filo dei sogni"."Nei nostri sogni - ha concluso Cofferati - c'è un paese moderno con una democrazia forte ed una società più giusta, con il vostro coraggio e con la vostra passione civile, quella che ci dà forza, sono sicuro che li realizzeremo".

Poi cinque minuti di applausi e la folla ha cominciato a defluire dal circo Massimo.

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