23 MAR 2002

Margherita: Congresso Costituente, Interventi salienti della seconda giornata

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 55 min

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Parma, 23 marzo 2002 - Massimo Cacciari e Ciriaco De Mita sono i protagonisti del secondo giorno del congresso della Margherita.

Il filosofo veneziano è stato applaudito a lungo per l'appello ad aprire il partito alla società civile, mentre l'ex segretario della Dc è stato applaudito per il suo sostegno al cammino della Margherita e fischiato per la sua critica ai girotondi.

Per De Mita, ex Presidente del Consiglio ed ex segretario della Dc, la politica ha un valore di governo della società e del presente, di mediazioni tra le istanze e il governo del Paese.

Da qui la critica ai girotondi,
ma anche il sostegno convinto alla decisione di dar vita a un partito in cui si mescolino diverse culture riformiste.Per Lamberto Dini, la Margherita dovrà continuare ad essere «l'ala centrale, moderata e riformista della coalizione», «un partito forte, in cui convergano laici e cattolici, in un Ulivo riformato per vincere alle prossime elezioni e mandare a casa il centro-destra».«Forte profilo riformista», anche per Antonio Maccanico.

Queste - secondo l'ex premier - le parole chiave che porteranno alla vittoria la Margherita e con essa il centro-sinistra.

L'ex sottosegretario di Stato, Enrico Micheli punta tutto sull'Ulivo come «casa dei riformisti».

Enrico Letta picchia duro sul governo e sullo «spot elettorale» fatto ieri da Berlusconi, ma afferma che «non stiamo vivendo in una situazione di regime».

Quanto alle critiche del premier all'opposizione, Letta ricorda che Berlusconi «ha continuamente delegittimato i governi di centro-sinistra».Paolo Costa, sindaco di Venezia, guarda già oltre la Margherita e ammette di ritenerla un «passaggio» verso un soggetto più ampio, che lo si voglia chiamare «Ulivo, casa dei riformisti o partito democratico», tanto da sollecitare la Margherita con un ordine del giorno a promuovere la nascita del partito democratico europeo.

E la sua collega sindaco Rosa Russo Iervolino, primo cittadino di Napoli, nel suo intervento si dice «entusiasta» dell'idea dei mille circoli della Margherita, partito, che «a Napoli c'è già di fatto nel lavoro di tutti i giorni».

Paolo Gentiloni spiega di non pensare a un «partito di plastica», ma nemmeno a «un partito di muffa, nostalgico del periodo in cui i vecchi partiti decidevano tutto».

«Non possiamo permetterci il lusso di tornare a vecchie logiche di appartenenza e a divisioni, perché sarebbe un errore imperdonabile: dobbiamo aprire porte e finestre a nuove energie e nuove persone».

Stessa idea di apertura anche da parte di Lapo Pistelli, per il quale «da Parma si apre un cantiere» che dovrà «allargare i confini e i consensi dell'Ulivo».

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