26 APR 2002

Eutanasia: Capezzone, «No all'arbitrio dei giudici, subito una legge»

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L'eutanasia in Italia c'è già.

I Radicali chiedono «regolamentazione e controllo»Roma, 26 aprile 2002 - Continua il dibattito sull'eutanasia, dopo l'assoluzione dall'accusa di omicidio di Ezio Forzatti, l'uomo che staccò il respiratore alla moglie, in coma all'ospedale di Monza.

Forzatti era stato condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di carcere.

I giudici d'appello lo hanno assolto perché il fatto non sussiste.Silvio Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro del direttivo di Exit-Italia, ha salutato «con grande soddisfazione» l'assoluzione di Ezio
Forzatti «che aveva agevolato il decesso della moglie per evitarle ulteriori sofferenze».

Secondo Viale, questa vicenda dimostra, se ce ne fosse bisogno, la necessità e l'urgenza di addivenire alla legalizzazione dell'eutanasia, partendo dalla proposta di legge stilata da Exit e depositata recentemente in Parlamento dai Radicali Italiani (supportata dalle firme di 30.000 cittadini).Contro la «morte all'italiana»Della necessità di una legge, ha parlato anche Daniele Capezzone, nel corso di un'intervista a Radio Radicale.

Una materia come questa - ha dichiarato il leader radicale - non può essere regolata soltanto dall'«arbitrio» dei giudici.

«In questo caso - ha aggiunto - potremmo dire che è andata bene, ma nulla vieta che la prossima volta vada in modo opposto».

Del resto la sentenza corregge un giudizio di primo grado ben diverso.

L'idea dei Radicali si basa sulla considerazione che in Italia «l'eutanasia c'è già, come l'aborto c'era già prima della sua legalizzazione e come la droga c'è anche se è proibita».

Ignorare il fenomeno è inutile e dannoso.

Rispetto a quella che Marco Pannella definisce la «morte all'italiana», occorre invece «regolamentazione e controllo».La necessità di un dibattitoNaturalmente resta la difficoltà di coinvolgere il paese in un dibattito.

La «clandestinità» in cui i media italiani hanno tenuto per mesi la proposta di legge su cui i radicali erano impegnati a raccogliere firme in tutto il paese, è esemplare.

Un mese e mezzo fa, da una ricerca sulla società italiana commissionata dai Radicali a Datamedia, emergeva che il 55% degli italiani era favorevole all'eutanasia.

«Con una campagna - ha osservato Capezzone - sarebbe una conquista».

Stavolta, la drammatica vicenda di Forzatti, ha spinto Bruno Vespa ad invitare Capezzone al suo Porta a porta.

«Se l'anno scorso ci fu chi - è il caso di Adriano Celentano - poté andare a dire di fronte a 14 milioni di persone che l'eutanasia è un omicidio, oggi quello che ci si propone è questo» - ha commentato il segretario di Ri.

«Non rifiuterò lo sgabello, ma di questo si tratta».

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