04 MAG 2002

Riforme: «Sviluppo ed occupazione tra europeismo e localismi» (con Marzano, D'Amato, Epifani)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 3 min

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Per accelerare sviluppo e occupazione, soprattutto al Sud, servono riforme.

La rigidità dei sindacati non può comprometterleNapoli, 4 maggio 2002 - Primo faccia a faccia dopo lo sciopero generale tra Cgil e Confindustria in un convegno a Napoli, con Antonio D'Amato e il numero due Cgil, Guglielmo Epifani.

D'Amato accusa il sindacato di aver trasformato il dialogo sulle riforme in uno scontro politico.

Mentre, il ministro Antonio Marzano, di ritorno dagli Usa, rammenta che «negli Stati Uniti non si comprende il veto come proposta alternativa per realizzare gli obiettivi che la situazione
richiede».

«Occorre tenere conto dell'opinione dell'altro altrimenti non c'è fiducia», è la replica di EpifaniE' scontro tra D'Amato ed Epifani Botta e risposta tra Antonio D'Amato, presidente di Confindustria, e Guglielmo Epifani, vice segretario generale della Cgil, su articolo 18, dialogo sociale e azione politica del sindacato.

Sul palco del convegno organizzato dall'Università Federico II di Napoli su «Sviluppo e occupazione tra europeismo e localismi», il primo confronto tra i due dopo lo sciopero generale.

«Sono lieto - dichiara D'Amato - di sedermi oggi al fianco di Epifani.

Mi farebbe piacere anche sedermi di fronte a lui.

In due anni, da quando sono presidente di Confindustria, questo non è mai successo».

In questi anni «abbiamo progressivamente visto morire la capacità di dialogo e confronto.

Per cinque anni ho chiesto un tavolo per il Mezzogiorno: non si è mai fatto per l'indisponibilità della Cgil.

L'accordo sul contratto a tempo determinato è stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali, tranne che dalla Cgil che all'ultimo momento si è tirata fuori dal tavolo».Il ruolo politico del sindacato Da parte del sindacato, secondo il leader degli industriali, in questo momento «non è in atto uno scontro sociale ma uno scontro politico».

D'Amato chiede di «riportare sul tavolo del dialogo e del confronto sociale questioni che sono sul tavolo politico e devono tornare ad essere oggetto di dialogo tra le parti».Immediata la replica di Epifani.

«D'Amato - rileva il vice presidente della Cgil - si arrabbia quando dico che talvolta vuole sempre portare a casa risultati al suo pensiero.

La condizione per dialogare è tenere conto dell'opinione dell'altro, ricercare le forme possibili di dialogo e rispettare l'interlocutore.

Se manca questo non si crea il clima di fiducia di cui c'è bisogno».

«Ddispiace che D'Amato insista a parlare di un carattere politica dell'azione politica della Cgil.

L'azione della Cgil ha obiettivi esclusivamente sindacali e sociali.

Se la difesa di un diritto vuol dire una scelta politica, - conclude Epifani - ammetto che c'è una politicità ma che riguarda le condizioni e i bisogni della parte che rappresentiamo».La Cgil chiede che in questo rapporto ci sia un «ruolo terzo da parte del Governo».

«Quando, come in questo caso, - osserva ancora Epifani - tra Governo e una parte sociale c'è una coincidenza di interessi, il dialogo sociale è difficile.

Perché il dialogo sociale presuppone che ognuno faccia la sua parte, non che due parti si uniscano contro una terza».La ripresa del dialogoIl Governo sostanzialmente concorda con D'Amato: «Da parte sindacale si ci si è lanciati in una sfida politica e addirittura si vuol far passare le proposte del governo come libertà di licenziamento quando invece il nostro obiettivo è l'opposto creare e sviluppare una seria e concreta politica dell'occupazione».

Il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, assicura che c'è la volontà di cercare il consenso delle parti sociali.

Ed informa che il confronto con le parti sociali riprenderà subito dopo il ritorno del ministro Maroni dagli Stati Uniti.

Tuttavia, fa notare che se a questo dialogo si oppone un veto come le richieste di stralcio dell'articolo 18, allora «ci si mette di traverso».La provocazione di D'AmatoLe riforme necessarie per lo sviluppo del paese sono un'emergenza al Sud.

Il presidente di Confindustria sottolinea questa idea con una provocazione: «Se non cambia l'attuale contesto sociale del Mezzogiorno, la mia impresa nel Sud non ci potrà stare più.

Io competo sulla capacità di fare qualità e innovazione ma non riesco più a portare intelligenze nel Mezzogiorno».

D'Amato è infatti titolare della Seda, che possiede stabilimenti ad Arzano (Napoli) oltre che in diversi paesi del mondo.

«Era più facile importare cervelli venti anni fa e trasferire intelligenze nel Sud - spiega il leader degli industriali - mentre oggi non ci vengono più a vivere.

Se il contesto, la qualità della vita e dello sviluppo non cambiano, non abbiamo nessuna possibilità di fare quello che vorremmo e cioè competere sempre più a livelli elevati».

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  • Adriana Buffardi, assessore all'istruzione, alla formazione e alle politiche sociali della Regione Campania

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 19 min 37 sec
  • Tutto l'incontro

    0:00 Durata: 2 ore 1 min
  • Guglielmo Epifani, segretario generale aggiunto Cgil

    0:19 Durata: 7 min 28 sec
  • Antonio D'Amato, presidente della Confindustria

    0:27 Durata: 10 min 19 sec
  • Rosa Russo Jervolino, presidente Commissione Affari Costituzionali

    0:37 Durata: 8 min 19 sec
  • Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania

    0:45 Durata: 10 min 5 sec
  • Maurizio Sacconi, sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali

    0:55 Durata: 8 min 38 sec
  • Antonio Marzano, ministro per le Attività Produttive

    1:04 Durata: 14 min 6 sec
  • Giorgio Napolitano, modera

    <em>Repliche</em>
    1:18 Durata: 31 sec
  • Guglielmo Epifani, segretario generale aggiunto Cgil

    1:19 Durata: 3 min 52 sec
  • Antonio D'Amato, presidente della Confindustria

    1:22 Durata: 8 min 47 sec
  • Rosa Russo Jervolino, presidente Commissione Affari Costituzionali

    1:31 Durata: 3 min 45 sec
  • Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania

    1:35 Durata: 8 min 46 sec
  • Guglielmo Epifani

    1:44 Durata: 1 min 50 sec
  • Maurizio Sacconi, sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali

    1:46 Durata: 1 min 43 sec
  • Antonio Marzano, ministro per le Attività Produttive

    1:47 Durata: 3 min 7 sec
  • Giorgio Napolitano, presidente Commissione Affari Istituzionali dell'Europarlamento

    1:50 Durata: 10 min 58 sec