07 MAG 2002

Elezioni studentesche europee: Espulsa la lista degli Studenti antiproibizionisti

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La lista aveva denunciato l'irregolarità delle elezioni del Comitato che rappresenterà gli studenti presso le istituzioni dell'Unione EuropeaRoma, 7 maggio 2002 - Dal 9 al 23 maggio gli studenti europei voteranno on-line per eleggere un Comitato studentesco europeo che, dal giugno 2002, li rappresenterà presso le istituzioni europee.

Il progetto, che si chiama European University Student Vote, nasce sulla base di un'iniziativa privata ma è finanziato anche grazie ai fondi della Commissione Europea.Il Cse si propone di diventare un intermediario tra gli studenti e le istituzioni, facendo
proposte relative alle politiche educative, informando le istituzioni delle richieste studentesche e presentando agli studenti i progetti in discussione nelle sedi istituzionali.L'irregolarità delle elezioni L'idea apparirebbe ottima se, a soli due giorni dal voto, non si fosse appreso che una delle 6 liste che concorrono, per aver sollevato il problema della regolarità di queste elezioni, è stata espulsa.

Si tratta degli Studenti antiproibizionisti sulla droga, sulla scienza, sul sesso, su tutto, un movimento nato in occasione del Comitato nazionale di Radicali Italiani dello scorso febbraio.

I candidati di questa lista sono convinti che se il Consiglio ambisce a conquistare un ruolo di rappresentanza ufficiale in seno all'Unione Europea deve garantire elezioni democratiche e trasparenti a cui partecipi un numero significativo di studenti.

Massimiliano Marsico, studente di ingegneria presso l'Università La Sapienza di Roma e promotore della lista, spiega a Radio Radicale le condizioni in cui si svolgeranno queste elezioni.

«Secondo noi - affferma - sono stati compiuti alcuni errori importanti.

In primo luogo, denunciamo la mancanza di informazione: su 12.000.000 di studenti europei, a detta dello stesso organizzatore, ci saranno 10-100.000 voti.

Inoltre, ci sono delle manchevolezze nelle procedure di elezione».« E' troppo facile registrarsi, si possono rubare le identità e, soprattutto, gli organizzatori non controlleranno tutti i voti, faranno soltanto un controllo a campione».In effetti, per quanto riguarda l'informazione degli studenti sull'evento e l'affluenza al voto, va detto che delle centinaia di università europee, solo una ventina aderiscono ufficialmente alle elezioni.

Tra queste, solo per rimanere in Francia, non ci sono la Sorbona, né la Marie Curie, né l'Ecole Polytechnique, né l'Ecole des Mines.

Persino la Aegee, la rete organizzatrice dell'evento, sembra essere poco interessata: in Italia, per esempio, non è stata avviata nessuna campagna d'informazione.Le garanzie fondamentali dell'on-line democracy Come sottolineano gli Studenti europei antiproibizionisti, il progetto Eusv non sembra assicurare le garanzie democratiche necessarie all'on-line democracy che si pretende di costituire.

Esiste infatti un pericolo concreto di registrazioni false.

Gli organizzatori non controlleranno la veridicità dei dati di tutti i votanti.

Più semplicemente: si riservano il diritto di farlo nei casi che riterranno opportuni.

Per votare sarà sufficiente inserire pochi dati personali facilmente ricavabili da una bacheca universitaria, con gravi rischi di furti di identità.

Per di più, data la necessaria contiguità della fase della registrazione con quella del voto, non è stato possibile svolgere una campagna on-line e dunque comunicare via internet con gli elettori.

La lista «Studenti antiproibizionisti» è stata l'unica a denunciare tutto questo e per questo è stata espulsa dalla competizione.

Prossimamente Maurizio Turco e Marco Cappato, europarlamentari della Lista Bonino, tenteranno di sollevare il problema al Parlamento Europeo.

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  • <p><p><strong>Link</strong><br>Il sito degli Studenti Antiproibizionisti
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  • Intervista a Massimiliano Marsico, promotore della Lista

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