30 MAG 2002

Radicali Italiani: Comitato nazionale, (I giornata, relazioni introduttive)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 6 ore 7 min
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Il segretario apre il Comitato che avvia la fase congressuale: necessario un potenziamento degli strumenti di lotta politica per vincere la battaglia per liberare e legalizzare l'ItaliaRoma, 30 maggio 2002 - Daniele Capezzone ha aperto i lavori del Comitato Nazionale con una lunga relazione che ha "vivisezionato" lo scenario politico nel quale i radicali si sono costretti ad operare, per poi concludere con un richiamo alla necessità di un serrato confronto interno per far fronte alle proprie inadeguatezze che proprio nei momenti di successo radicale appaiono essere d'ostacolo alla crescita del partito.Illegalità italianaLa prima parte della relazione del segretario è stata contrassegnata da una lunga analisi dello scenario politico italiano, con una durissima e spietata accusa alla sinistra, ma anche con una altrettanto serrata critica a Berlusconi, vero "salvatore" del regime partitocratico contro le riforme proposte dai radicali.Prima battere questa sinistra"Prima di ogni cosa è necessario battere questa sinistra" ha affermato più volte dal palco dell'Ergife il segretario di Radicali Italiani, poichè - ha spiegato - "quanto prima ci libereremo di queste macerie, tanto prima riusciremo a costruire qualcosa di alternativo".Per Capezzone, la necessità è dunque quella di battere la sinistra, a partire dal suo più autorevole leader, Sergio Cofferati, la cui vittoria sui temi del lavoro e dell'articolo 18, sarebbe "devastante", e "confermerebbe gli attuali tassi di disoccupazione", continuerebbe a difendere i "privilegi di pochi", a fronte dell'esclusione dei più deboli da qualsiasi tutela.Radicali per un nuovo welfareA tal proposito, il segretario di Radicali italiani è tornato sulla necessità di un nuovo welfare, fondato sulla riscrittura del sistema di ammortizzatori sociali a partire dall'introduzione del sussidio di disoccupazione da finanziare con l'abolizione delle pensioni di anzianità e della cassa integrazione a zero ore.L'usurpazione delle parole radicaliLa condanna nei confronti della sinistra non è solo rivolta alla classe dirigente ufficiale, ma anche ai 'nuovi movimenti' dei cosiddetti 'girotondini' e degli intellettuali, da cui viene un grande pericolo per i radicali.Infatti, ha sottolineato Capezzone, questi movimenti sventolano i vessilli radicali: la questione legalità, la questione dell'informazione, l'uso dello strumento referendario e finanche la richiesta del messaggio alle Camere a Ciampi.Capezzone ha ricordato il monito di Pasolini sul rischio che le battaglie radicali passate in mano alla sinistra sarebbero divenuti immediatamente strumenti di omologazione.

"Usurpano e consumano le nostre parole e i nostri connotati" ha denunciato Capezzone.Berlusconi salvatore della partitocraziaIl segretario dei radicali non ha però finalizzato la sua requisitoria contro la sinistra per rivolgersi al presidente del Consiglio.

Al contrario quello sull'operato politico del Cavaliere è un giudizio molto duro, in una prospettiva molto più ampia dell'attuale contingenza politica.Capezzone ha infatto tracciato un consuntivo dei risultati della 'discesa in campo' di Berlusconi, avvenuta otto anni fa.

Significativamente, il segretario di Radicali Italiani ha ricordato le due tornate referendarie che segnano i due momenti: la vittoria del 1993 e la sconfitta del 2000.In particolare, quest'ultima ha davvero il cambiamento di segno dell'azione politica di Berlusconi nel panorama politico italiano: da outsider anti-partito del 1994 a salvatore della partitocrazia, dello strapotere sindacale e del 'partito dei giudici' con la campagna astensionista nel 2000.Lo scontro tra i poli è una fictionIn questo scenario, il segretario di Radicali Italiani ha più volte sottolineato come lo scontro tra i poli in realtà costituisca una sorta di 'fiction', in cui ciascuno recita un ruolo, ma che vede i protagonisti profondamente uniti nell'avversare le riforme che i sondaggi indicano come le più popolari nel paese, a partire dalla riforma 'americana', delle istituzioni, della giustizia, dell'economia che campeggiano nel fondale dell'Ergife e rappresentano la piattaforma programmatica radicale.Questo il motivo - ha quindi ribadito Capezzone - "per il quale non possono permettersi di rispettare la legalità" e dunque in tal senso l'azione nonviolenta dei radicali e di Marco Pannella, risulta essere uno strumento di lotta necessario.Serve un confronto sui temi di fondoLa conclusione del segretario è stata contrassegnata da una altrettanto severa analisi dei limiti dell'organizzazione politica radicale, determinati senz'altro dai decenni di condizioni di lotta non democratica, ma anche da innegabili carenze dal punto di vista degli strumenti di azione politica che il soggetto politico radicale mostra.A tal proposito Capezzone ha chiesto al comitato un serrato confronto sulle "questioni di fondo" che si pongono all'interno del movimento, per essere in grado di affrontare le prossime battaglie per la legalità e - soprattutto - per meglio poter potenziare quello che il segretario ha definito il più grande patrimonio dei radicali, "che si chiama Marco Pannella".La vittoria di Luca CoscioniIl segretario di Radicali Italiani aveva aperto i lavori con una buona notiza: l'annuncio del ritorno a casa di Luca Coscioni, il presidente del movimento che ha affrontato e vinto una nuova battaglia della sua lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica, dopo l'autotrapianto di cellule staminali avvenuto a Torino.

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