01 GIU 2002

Radicali: Marco Pannella, Teoria e storia del satyagraha

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Registrazione video di "Radicali: Marco Pannella, Teoria e storia del satyagraha", registrato sabato 1 giugno 2002 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • L'intervento di Marco Pannella

    <br> <strong>Dal prototipo gandhiano alla panoplia radicale: Marco Pannella parla di nonviolenza tra storia ed attualità</strong><p>Roma, 1 giugno 2002 - Marco Pannella ha lanciato il Satyagraha per la legalità costituzionale lo scorso 12 aprile: da allora ha accumulato 50 giorni di azione nonviolena, con due brevi interruzioni, ma con l'aggravio dei sette giorni di sciopero della sete in occasione del momento più duro dello scontro per l'elezione dei due giudici costituzionali mancanti.<p>Cinquanta giorni dopo quel 12 aprile, dunque, il leader radicale prosegue nello sciopero della fame all'interno del Satyagraha che conta oltre 5000 partecipazioni di cui una percentuale superiore al 50% è costituita da detenuti che dalle carceri italiane si sono uniti alla battaglia per il ripristino della legalità.<p>A margine dei lavori del comitato, in conclusione della penultima giornata, Pannella ha voluto precisare alcune questioni sul senso e la portata generale del 'satyagraha', in quella che è divenuta una vera e propria 'lezione' di storia e teoria del satyagraha. <p>Com'era naturale, però, il dato 'didattico-rievocativo' dell'intervento di Pannella si è continuamente mescolato con riferimenti all'attualità politica, alla storia radicale più vicina e più remota.<p>Pannella ha rievocato la continuità con l'esperienza gandhiana, cui il leader radicale ha attribuito la creazione del 'prototipo' di utilizzo politico della nonviolenza.<p>I radicali però - ha rivendicato Pannella - hanno dato vita a una panoplia di forme della nonviolenza all'altezza del prototipo gandhiano. <p><p>Per Pannella, esclusa l'esperienza del movimento dei diritti civili americano di Martin Luther King e solo fino a quando questo grande leader è rimasto vivo, non vi è altro movimento nella storia che abbia utilizzato la nonviolenza come metodo di lotta politica.Non collaborazioni, resistenza passiva e attiva, obiezioni ed affermazioni di coscienza, disobbedienze civili, le autodenuncie ed i processi, gli scioperi della fame, lo sciopero della sete, sconosciuto a Gandhi. Tutto questo è un portato della tradizione del movimento radicale nelle sue varie forme organizzate cui va attribuito la funzione storica di aver 'riformato' la originaria esperienza gandhiana.<p>