05 GIU 2002

MO: Strage in Israele, 18 morti

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Attentato suicida a Megiddo: un kamikaze guida un'autobomba vicino ad un bus e la fa esplodere: 18 morti.

Rivendicazione di Jihad.

L'Anp condanna, ma Israele accusa Arafat5 giugno 2002 - Il terrorismo torna a colpire in Israele.

Una potente esplosione è avvenuta stamani in Israele nei pressi di Megiddo, cittadina nella parte settentrionale del Paese, a pochi chilometri di distanza dal confine con la Cisgiordania.

Secondo le prime ricostruzioni un'automobile carica di esplosivo è esplosa accanto a un autobus di linea, uccidendo almeno 18 persone e ferendone più di trenta.La rivendicazione di
JihadLe 'brigate Gerusalemme', braccio armato della Jihad islamica, hanno rivendicato l'attentato.

La notizia è stata comunicata dalla rete televisiva araba Al Jazeera, che ha citato un portavoce del movimento fondamentalista.

Confermando la responsabilità della sua organizzazione nell'attacco suicida di stamane a Megiddo, il leader della Jihad islamica, Ramadan Abdallah Shallah, ha affermato che l'attacco coincide con il punto culminante della guerra dei sei giorni nel 1967."Confermo la responsabilità delle brigate al-Qods (braccio armato della Jihad islamica, n.d.r.) per questa operazione", ha dichiarato Shallah alla tv satellitare qatariota al-Jazira dal suo quartier generale a Damasco.

"L'attacco - ha sottolineato il leader integralista - coincide con il 35.mo anniversario della occupazione della Cisgiordania, di Gerusalemme est e della striscia di Gaza".L'Anp condanna, ma Israele accusaLa direzione palestinese ha subito condannato l'attentato.

In un comunicato da Gaza l'Anp ha anche respinto con forza le accuse israeliane, subito dopo l'attenato di Megiddo, secondo cui Arafat non fa nulla per impedire gli attacchi: "L'autorità palestinese rinnova la sua condanna per l'esplosione di un bus israeliano nella zona di Megiddo che ha causato vittime tra i passeggeri.

La direzione inoltre dichiara di non aver alcun legame con l'attacco", si legge nel comunicato.Nuove indiscrezioni raccolte da un anonimo funzionario di governo israeliano sui contenuti dell'ormai prossimo incontro Sharon-Bush alla Casa Bianca ipotizzano che il premier israeliano punterebbe al tacito assenso degli Usa per escludere Arafat da tutti i futuri negoziati: "Crediamo che finché Yasser Arafat è là, non ci possono essere progressi - ha detto la fonte - Quello che accade è quello che vuole, il terrorismo continua e tutti continuano a venire a vederlo, i dirigenti stranieri che chiedono visite ufficiali, non ha nessuna apparente motivazione per cambiare".Il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha subito convocato una runione d'emergenza del gabinetto di sicurezza per valutare le contromisure da adottare dopo questa ennesima strage del terrorismo palestinese, una delle più sanguinose degli ultimi mesi.

Il primo ministro Sharon ha chiesto ai suoi ministri di esercitare il massimo autocontrollo possibile.Un'espolosione tremendaL'esplosione ha completamente divelto l'autobus, la cui carcassa è ferma ora sul ciglio della strada.

Il mezzo trasportava, tra gli altri, numerosi militari.

L'attentato è avvenuto alle 7,15 ora locale, in piena ora di punta del traffico, vicino al carcere militare di Megiddo dove sono reclusi centinaia di militanti palestinesi dell'intifada.

Per fortuna a bordo dell'autobus non sembra ci fossero studenti: a causa di uno sciopero degli insegnanti, infatti, le scuole israeliane oggi sono tutte chiuse.Il racconto di Sharon Levinger, un soldato che si trovava a bordo dell'automezzo fatto esplodere da un'autobomba: "L'autobus si è trasformato in una grande torcia.

L'autobus - ha spiegato - non è bruciato subito.

Le prime fiamme sono comparse solo dopo una trentina di secondi, sul lato sinistro, quello più vicino alla automobile esplosa.

Poi tutto l'autobus è stato avviluppato dalle fiamme.

Con la coda dell'occhio ho visto un'automobile sorpassarci a grande velocità.

E subito ho udito la deflagrazione.

L'onda d'urto è stata tale che l'autobus ha cappotato due volte.

Io sedevo accanto all'autista.

Chi, come me, è stato scaraventato fuori, si è salvato.

Per gli altri, purtroppo, non c'era più molto da fare".Prima reazioni: carri armati ed elicotteri a JeninDecine di carri armati isareliani sono entrati nella città palestinese di Jenin, in Cisgiordania, aprendo il fuoco con mitragliatrici pesanti, secondo quanto riferito da un giornalista della France presse.

Poco prima, elicotteri da combattimento di Israele erano entrati in azione sulla stessa città sparando su obiettivi non ancora identificati.

Le due azioni sono avvenute a poche ore dell'attentato palestinese a Megiddo, in Israele, che ha provocato la morte di 17 persone e il ferimento di circa 50.

Jenin si trova a una quindicia di km dall'incrocio di Megiddo.Secondo la televisione libanese 'Al- Manar', il kamikaze palestinese che stamane ha compiuto l'attentato a Meggido veniva proprio da Jenin.

Secondo fonti locali gli elicotteri 'Apache' israeliani, che hanno aperto il fuoco contro alcuni edifici della città, hanno anche sparato a scopo di avvertimento, a pochi metri da un gruppetto di palestinesi che stavano attraversando a piedi le campagne che separano Jenin dal vicino territorio israeliano.

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