10 GIU 2002

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella, Dopo la sconfitta ripropongo a Berlusconi la scelta liberale

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Il leader radicale commenta a caldo l'esito dei ballottaggi e si rivolge al premier, rinnovando la 'proposta' di alleanza per una 'clamorosa svolta' che trasformi il segno della legislatura Roma, 10 giugno 2002 - "Ripropongo a Berlusconi una revisione della sua politica e dico che c'è un menu liberale e liberista che è sul tappeto all'ordine del giorno del nostro paese perchè corrisponde ad esigenze sociali oggettive ed urgenti".

Questa la reazione di Marco Pannella alla sconfitta del centrodestra nei ballottaggi per le elezioni amministrative.

A fronte di questo risultato che "rianima il
centrosinistra molto di più di quanto ci si aspettasse", Pannella è tornato sull'ipotesi di accordo "proposto e voluto" più volte in passato, ma che Berlusconi ha rifiutato, scegliendo di "salvare il regime" e preferendo l'alleanza con Bossi, volta a realizzare "un colpo di mano anti-liberale, anti-referendario, anti-liberista".

Pronti ad una legislatura di alternativaDopo la sconfitta, che per Pannella "è il raccolto delle scelte compromissiorie" da parte del centrodestra, del fatto che "non fanno i liberali, i liberisti e i libertari" il leader radicale chiama di nuovo in causa Berlusconi.

"La legislatura - ha affermato Pannella - potrebbe essere una di alternativa se a questo punto Berlusconi accettasse in modo clamoroso quello che gli proponiamo da sempre, e che noi siamo prontissimi a realizzare", che significa "tornare alla scelta liberale-liberista del 1994".La svolta nella legislatura Berlusconi potrebbe realizzarla solo insieme ai radicali e Pannella si è dichiarato pronto e disposto "a pagare il clerico-fascismo sui temi libertari della Casa della libertà".

Berlusconi, però, deve capire che è "l'ora di cambiare" e deve mostrare "qualcosa che somiglia al coraggio della Thatcher che non si fece spaventare dal mostro sacro del sindacalimso britannico".

Entro breve passaggio allo sciopero della sete "Preannuncio che al rientro da Gerusalemme si porrà immediatamente il problema del mio passaggio allo sciopero della sete".

Con queste parole Marco Pannella ha voluto ribadire la propria decisione di incrementare entro pochissimi giorni, la drammaticità della propria azione nonviolenta, che lo vede impegnato da due mesi sul fronte della legalità costituzionale.

Il leader radicale, giunto al 59° giorno di sciopero della fame (con due brevi interruzioni, ma con l'aggravio di sette giorni di sciopero della sete alla fine di aprile) ha ribadito che la richiesta dei radicali rispetto al plenum della Camera è quella che il Parlamento prenda una decisione.

"Il processo costitutivo della Camera si conclude con la convalida dei 630 deputati" ha ricordato Pannella, sottolineando che pur essendo trascorso più di un anno "la Camera non è ancora costituita perchè manca l'atto finale della sua costituzione".

"Chiediamo che stabiliscano qualcosa - ha sottolineato - facciano quello che credono, ma devono farlo".

In precedenza il leader radicale si era a lungo soffermato sulla conversazione con Cossiga a Radio Radicale, nel corso della quale insieme all'emerito presidente erano stati rievocati momenti passati, ma anche situazioni presenti della vicenda politico-istituzionale italiana: dalle leggi dell'emergenza alla vicenda dell'uccisione di Giorgiana Masi, al rapimento Moro.

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