13 GIU 2002

Giustizia: Verso lo sciopero dei magistrati, le interviste di RR

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 10 min 46 sec

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Registrazione audio di "Giustizia: Verso lo sciopero dei magistrati, le interviste di RR", registrato giovedì 13 giugno 2002 alle 00:00.

Tra gli argomenti discussi: Giustizia.

La registrazione audio ha una durata di 10 minuti.
  • Edmondo Bruti Liberati, presidente Anm

    <p><strong>Bruti Liberati assicura che l'astensione del 20 giugno è solo «un simbolo». Molti magistrati, però, prendono le distanze dallo sciopero e dalle valutazioni dell'Anm</strong><p>Roma, 13 giugno 2002 - L'Anm ha confermato per il 20 giugno lo sciopero dei magistrati. Una decisione presa nonostante gli «appelli» di Carlo Azeglio Ciampi, forma di comunicazione che il presidente della Repubblica in carica continua a preferire al formale messaggio alle Camere. <p>Edmondo Bruti Liberati, neo presidente del 'sindacato' dei magistrati, spiega a Radio Radicale che l'Anm ha tenuto in massima considerazione questi richiami, ma che putroppo le risposte ottenute dal ministro della Giustizia hanno reso necessaria la conferma lo sciopero per il 20 giugno. Una decisione presa per la prima volta dopo undici anni. <p><strong>Lo sciopero è più che altro «un simbolo»</strong><p>Il fronte dei magistrati non è tuttavia unitario. «Noi ci rammarichiamo che i colleghi di Magistratura Indipendente non abbiano votato a favore di questa decisione» - dichiara lo stesso Bruti Liberati. «Ma sottolineo che ci è stata una sostanziale convergenza di valutazioni negativa sulle posizioni del Governo. La divergenza è sullo strumento utilizzato».<p>Lo sciopero per l'Anm è più che altro «un simbolo». Bruti Liberati sottolinea che i magistrati si sono posti un codice di autoregolamentazione particolarmente severo: «Non soltanto tutte le attività che riguardano i processi con detenuti, ma tutte le attività urgenti e che incidono sui diritti dei cittadini anche nel processo civile saranno salvaguardate».<p><strong>Il ddl Castelli seduce i cassazionisti</strong><p>Non mancano i contrasti anche sulle valutazioni. L'astensione è inopportuna per i 21 giudici della Corte di Cassazione che a sostegno della loro posizione hanno inviato un documento al Capo dello Stato, denunciando troppo «appiattimento» sulle esigenze dei giudici di merito. Per costoro, invece, il ddl è «interessante».<p>I promotori dell'iniziativa sono Guido Vidiri, Stefano Evangelista e Corrado Guglielmucci. «L'ordinamento giudiziario - spiega quest'ultimo - deve ruotare attorno alla Cassazione, che poi indica i valori attraverso i quali cresce la società civile. Ciò non è stato tenuto in conto dall'Anm, che vede nella Cassazione un intralcio e tutela solo le esigenze dei giudici di merito, non riconoscendo questa differenza di funzioni nell'ambito dell'ordinamento, che invece un è nodo fondamentale».<p>In questo senso il ddl Castelli «è interessante proprio perché riconosce centralità alla Corte di Cassazione». «Una centralità - osserva il giudice della Sezione Lavoro - che invece dall'Anm è stata poco valutata, anzi è stata addirittura interpretata come un disegno per asservire la Cassazione al governo». <p>«L'Anm - conclude Guglielmucci - ha mostrato un appiattimento sui giudici di merito, rivendicando un egualitarismo che noi non condividiamo. E' questo che ha fatto scattare la presa di distanza. Ora vedremo se l'Anm si farà carico delle nostre valutazioni».<p><strong>Castelli rappresenta solo se stesso</strong><p>Disaccordo rispetto alle posizioni dell'Associazione magistrati anche da Giuseppe Ayala, deputato Ds ed ex magistrato. Le critiche del rappresentante dell'Ulivo vanno però in tutt'altra direzione rispetto alle posizioni dei cassazionisti. <p>Secondo Ayala, infatti, è stato commesso un errore di valutazione anche perché «è ormai evidente che il ministro Castelli rappresenta se stesso». «Infatti non c'è stato fino ad oggi disegno di legge di un qualche peso e significato che non sia stato stravolto dalla sua maggioranza, attraverso emendamenti che hanno profondamente mutato quello che era il disegno originario».
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  • Giuseppe Ayala, deputato Ds

    <em>Le interviste sono di Lorena D'Urso</em>
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