31 LUG 2002

Giustizia: Conferenza stampa dell'Ulivo (con Rutelli, Fassino, Angius e Bordon)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 3 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

L'Ulivo chiede un atto di responsabilità a Silvio Berlusconi: se è «un uomo d'onore» ritiri il disegno di legge sul legittimo sospetto.

Chiamato in causa anche Marcello Pera: «Dubbi sulla sua imparzialità»Roma, 31 luglio 2002 - Francesco Rutelli chiede un atto di responsabilità a Silvio Berlusconi: faccia ritirare il ddl Cirami sul «legittimo sospetto».

«Se è un uomo d'onore - aggiunge Piero Fassino - non può accettare l'approvazione di una legge che in modo conclamato è fatta per favorire e privilegiare lui e le persone politiche a lui vicine».

I capigruppo dell'Ulivo sono
riuniti in una conferenza stampa convocata subito dopo la sospensione dei lavori dell'assemblea sul decreto «Omnibus», per mancanza del numero legale.

Per l'opposizione questo è evidentemente uno stratagemma per lasciar spazio ai lavori della Commissione Giustizia che sta esaminando il disegno di legge Cirami.

«I senatori della maggioranza - afferma il capogruppo della Margherita, Willer Bordon - hanno sfilato le loro tessere per far mancare volontariamente il numero legale».

Insomma - aggiunge Bordon - la Casa delle Libertà è «capace di autoaffondarsi e di non votare un decreto definito importantissimo per il Paese pur di compiacere e favorire Berlusconi e Previti».Il rappresentante della Margherita comunica inoltre che l'Ulivo per protesta non parteciperà alla cerimonia del Ventaglio al Senato con il presidente Marcello Pera.

La seconda carica dello stato viene esplicitamente chiamata in causa dal segretario dei Ds.

«Nessuno contesta a Pera - afferma Fassino - di avere le sue convinzioni, ma non può dimenticare di essere la seconda carica della Repubblica e compiere atti che mettano in dubbio la funzione di imparzialità propria della sua carica.

Richiamiamo dunque il presidente del Senato ad osservare le regole connesse al suo incarico».

leggi tutto

riduci