06 AGO 2002

Mafia: Palermo commemora Costa, Montana, Antiochia e Cassarà

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Da Mancino e Tandoy, a Falcone e Borsellino.

E' una lunga lista quella degli attentati che dal dopoguerra hanno colpito magistrati e forze di poliziaRoma, 6 agosto 2002 - Il procuratore della Repubblica Gaetano Costa, il vicequestore Ninni Cassarà e l'agente di polizia Roberto Antiochia, uccisi dalla mafia a Palermo negli anni '80 in agguati sui quali non è stata ancora fatta piena luce, sono stati ricordati stamani con brevi cerimonie e la deposizione di corone di fiori.Nella chiesa di San Giovanni dei Napoletani, parla il figlio del magistrato assassinato il 6 agosto dell'80 in via Cavour,
l'avvocato ed assessore alla Trasparenza del Comune di Palermo Michele Costa.

Costa sostiene che nel caso di suo padre e in altri omicidi eccellenti, «un gruppo di boss della cupola si sono accollati di essere indicati come colpevoli per lasciare fuori gli esponenti della così detta area grigia» e che in questo modo «Cosa Nostra ha raggiunto il suo obiettivo, quello del silenzio e dell'assenza di verità sui delitti».Nella sede della Squadra Mobile, dove una lapide ricorda i caduti della polizia nella lotta contro la mafia, il questore Francesco Cirillo commemora il vicequestore Ninni Cassarà, assassinato il 6 agosto dell'85 assieme all'agente Roberto Antiochia, ed il commissario Beppe Montana, capo della sezione catturandi, ammazzato una settimana prima.«Se negli anni '80 la politica fosse stata tutta in prima linea al fianco di inquirenti e magistrati, oggi non saremmo qui»Partecipa anche il senatore di Forza Italia Carlo Vizzini, membro della commissione parlamentare Antimafia.

L'ex monistro sottolinea che «se negli anni Ottanta la politica fosse stata tutta in prima linea al fianco di inquirenti e magistrati, oggi forse non saremmo qui a ricordare il sacrificio di questi servitori dello Stato».

Ed aggiunge: «Ora non è più sufficiente non dimenticare, perché occorre, nel nome di chi ha lottato quasi da solo ed è caduto, dare risposte concrete ai mafiosi di Cosa Nostra».

Tra queste risposte c'è il 41-bis.

Vizzini si dice certo che «in Parlamento il 41-bis diventerà norma stabile, per stroncare ogni tentativo di mantenere ruoli da capo anche dalle carceri».

Intanto, «a coloro che, liberi e invisibili, preparano l'ultimo grande assalto agli appalti, organizzano estorsioni, controllo del territorio e l'ingresso nella nuova economia, - conclude il senatore di Fi - promettiamo una guerra senza fine sino alla loro totale disfatta».Principali obiettivi: magistrati e forze di poliziaE' una lunga lista quella degli attentati che a partire dal dopoguerra hanno colpito magistrati e forze di polizia.

Tra gli anni '80 e gli anni '90 il momento più drammatico, una sequenza di attentati colpisce Dalla Chiesa, Costa, Chinnici, fino ad arrivare alle stragi di Capaci e Via D'Amelio.2 settembre 1943.

A Quarto Mulino di San Giuseppe Jato, Salvatore Giuliano, un contadino dedito alla borsa nera, uccide il carabiniere Antonio Mancino che aveva intercettato i suoi traffici.

30 marzo 1960.

In provincia di Agrigento viene ucciso il commissario Cataldo Tandoy.

30 giungno 1963.

Srage di Ciaculli: una «giulietta» carica di tritolo uccide sette tra poliziotti, carabinieri e artificieri.

5 maggio 1971.

E' la volta di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo autista Antonino Lo Russo.

20 agosto 1977.

Il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l'insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi della Ficuzza.

21 luglio 1979.

Viene assasinato Boris Giorgio Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo.25 settembre 1979.

Muoiono a Palermo il giudice istruttore Cesare Terranova e il suo autista, il maresciallo di polizia Lenin Mancuso.

4 maggio 1980.

A Monreale viene ucciso il capitano dei carabinieri Emanuele Basile.

6 agosto 1980.

Assassinato Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo.

Agguato al furgone che stava trasportando Alfio Ferlito dal carcere di Enna a quello di Trapani.

Oltre al boss catanese, muoiono tre carabinieri di scorta e l’autista.

3 settembre 1982.

Strage di via Carini a Palermo.

Uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, l'autista che li seguiva sull'auto di servizio.

25 gennaio 1983.

Assasinato Giangiacomo Ciaccio Montalto, giudice di Trapani.

13 giugno 1983.

A Monreale viene ucciso il capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, comandante della locale compagnia.

Con lui cadono l’appuntato Bonmarito e il carabiniere Marici.

29 settembre 1983.

Un'autobomba in via Pipitone Federico a Palermo uccide il capo dell’ufficio istruzione del tribunale Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.

2 aprile 1985.

Barbara Asta e i suoi due bambini, Giuseppe e Salvatore, muoiono nell'attentato diretto al giudice Carlo Palermo, lungo il tratto stradale Pizzolungo-Trapani.

28 luglio 1985.

Ucciso Beppe Montana, capo della squadra catturandi della polizia di Palermo.

5 agosto 1985.

Assassinati Antonino Cassarà, vicequestore di Palermo e l’agente di polizia Roberto Antiochia.

25 settembre 1988.

Lungo la strada che porta da Canicattì a Palermo vengono assassinati il presidente di Corte d'Appello di Palermo Antonino Saetta e il figlio Stefano.

21 settembre 1990.

La mafia colpisce Rosario Livatino, 38 anni, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Agrigento, ucciso sulla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Porto Empedocle.

9 agosto 1991.

Cade in un agguato Antonio Scopelliti, sostituto procuratore in Cassazione.

23 maggio 1992.

Strage di Capaci: sull'autostrada Palermo-Punta Raisi, muoiono Giovanni Falcone, già magistrato a Palermo, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, superstite l'agente Giuseppe Costanza che viaggiava sull'automobile guidata da Falcone.

19 luglio 1992.

Strage di via D'Amelio: a Palermo, muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi.

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  • ANNI '80: Il procuratore della Repubblica Gaetano Costa ed il vicequestore Ninì Cassarà uccisi il 6 agosto dell''80 e dell''85<br>
  • Giovanni Falcone: Un «eroe nazionale», poco amato da vivo

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