06 SET 2002

«Legittimo sospetto»: Interviste a Cirami, Pecorella e Mancuso

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 31 min 27 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Mentre la Cdl apre a possibili modifiche del disegno di legge, iniziano le prime schermaglie alla Camera.

Nel pomeriggio si diffonde la notizia che anche il Csm potrebbe intervenireRoma, 6 settembre 2002 - Continua il dibattito sul disegno di legge sul «legittimo sospetto», che dopo essere stato licenziato dal Senato è all'esame dell'assemblea di Montecitorio.

Luigi Castagnetti invita a fare una discussione seria.

«Se c'è la disponibilità a modificare il ddl Cirami, - ha spiegato il capogruppo della Margherita alla Camera - come si può intuire oggi dopo le dichiarazioni dell'onorevole
Pecorella, noi rinunciano al timing fino ad ora concordato».

Le prime schermaglie di natura procedurale arrivano durante la seduta congiunta delle commissioni affari costituzionali e giustizia della Camera.

Mantini (Margherita) e Cento (Verdi) dichiarano di non essere stati convocati secondo i tempi previsti dal regolamento, e cioé almeno 48 ore prima della seduta della commissione.

Mantini, in particolare definisce questo «un esordio procedurale grave».

Intanto si moltiplicano le voci su un intervento del Csm.

I togati - scrive l'Ansa - si appresterebbero a chiedere il parere della commissione riforma di Palazzo dei Marescialli.

L'iniziativa, partita dalle correnti di sinistra, avrebbe già ottenuto i consensi anche degli altri gruppi e dovrebbe essere firmata da tutti i togati.

Bocciata invece dai laici della Cdl, che la ritengono illegittima, perché - sostengono - è al di fuori delle competenze del Consiglio.

Ma torniamo alle possibili modifiche del ddl Cirami.

Radio Radicale ha sentito sul punto il presidente della Commissione giustizia, Gaetano Pecorella, ed il promotore del disegno di legge, il senatore Melchiorre Cirami.

Pecorella: «Migliorare una legge è un dovere istituzionale»«Credo che sia un dovere istituzionale se una legge può essere migliorata che questo vada fatto» - afferma Gaetano Pecorella.

«Si tratterà di vedere in che direzione l'opposizione o anche proposte della maggioranza potranno condurre ad un testo diverso».

Il presidente della Commissione giustizia della Camera sottolinea che i possibili cambiamenti che il centrodestra potrebbe proporre sono tre: «La formulazione legittimo sospetto che qualcuno ritiene essere non sufficientemente precisa, la questione dell'autorizzabilità degli atti nel giudizio nell'ipotesi in cui sia accolta la rimessione da parte del nuovo giudice e la questione relativa alla sospensione del processo prima della sentenza».

Cirami: «Solo elucubrazioni»Il senatore Cirami per il momento parla soltanto da «osservatore» visto che il testo è già passato a Palazzo Madama.

«I giornali riportano le opinioni più disparate, mi pare che siano soltanto delle elucubrazioni» - afferma.

«Quando sento dire che nel nostro testo c'è la sospensione automatica dei processi, basta leggere l'art.47 così come da noi modificato per capire che la sospensione non è affatto automatica».

Cioè - spiega il senatore dell'Udc - «ciò che si sospende non è il processo, ma soltanto la fase decisiva».

Per Cirami sono «assolutamente infondate» anche le critiche di incostituzionalità.Mancuso: Il ddl è «incostituzionale»Il ddl Cirami è invece «incostituzionale» per Filippo Mancuso.

L'ex senatore di Forza Italia, oggi al Gruppo Misto, dichiara a RR che «è pacifico che il tentativo di introdurre questa nuova norma sulla legittima suspicione sia uno dei tanti espedienti per far salvi i timori di Cesare Previti, tentativo in questo caso più grave degli altri, perché esperito in sede legislativa e non durante il processo».

L'incostituzionalità - secondo l'ex ministro della Giustizia - è nel fatto che «la legittima suspicione dedotta per lo spostamento del processo ad altra sede dovrebbe nel suo contenuto normativo essere individuato dalla.

leggi tutto

riduci