08 SET 2002

Festa dell'Ulivo: Incontro con Francesco Rutelli, Piero Fassino ed Antonio Di Pietro

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 16 min

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Prove tecniche per il nuovo Ulivo.

Fassino e Rutelli: «Tendiamoci la mano».

Di Pietro: «Quando ci decidiamo a trasformarci in un movimento che non pensa alle poltrone ma all'interesse del paese?»Pontelagoscuro, 8 settembre 2002 - Antonio Di Pietro fa due richieste ai leader dell'Ulivo.

Due richieste ben precise: «Coloro che sono stati condannati non possono essere candidati.

Coloro che sono stati rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione non possono assumere incarichi di governo locali e centrali».

Ottenuto un impegno formale in proposito, l'Italia dei Valori è
disposta a diventare parte integrante della coalizione di centrosinistra, partecipando «alla costruzione dei programmi e alla cabina di regia unitaria».Rutelli: «Tendiamoci la mano»Francesco Rutelli replica promettendo uno «scontro durissimo» a Montecitorio, dove domani si discute il disegno di legge Cirami sul «legittimo sospetto».

«Noi faremo muro con tutte le nostre forze contro questa legge scandalosa» - assicura.Ed aggiunge, rivolto al leader di IdV: «Tendiamoci la mano, stiamo insieme, questo è l'interesse del paese».Fassino: «C'è bisogno di unit໫Le cose sono molto diverse da un anno fa» - osserva Piero Fassino, sottolineando l'importanza di una folta affluenza di pubblico alla Festa dell'Ulivo.

«C'è bisogno di unità, - aggiunge il segretario Ds - ma è una cosa che si costruisce.

Se c'è una discussione nell'Ulivo, ci dicono che litighiamo.

Ma questo è un modo ridicolo di ridurre tutto a gossip giornalistico.

L'Ulivo non è un partito, è una coalizione fatta di più partiti con punti di vista diversi, e le diversità si superano discutendo».La discussione sul rapporto tra partiti e movimentiFassino, poi, trova «del tutto ridicola la discussione sul rapporto tra partiti e movimenti».

«Ho trovato ridicola la passione con cui alcuni giornali hanno pensato che il tema dominante fosse se io stavo sul palco o sotto il palco» - afferma il segretario Ds.

E continua: «Siccome io ho 52 anni e da 35 anni faccio politica, voi credete che per me cambi qualcosa essere sopra o sotto quel palco? Io a quella manifestazione ci vado sicuro di chi sono ed io sono il segretario di un partito che ha milioni di voti, centinaia di migliaia di iscritti, che governa migliaia di città e ci vado con questa sicurezza».

«E nel momento in cui vado in piazza - prosegue Fassino - dove c'è la mia gente e tanta altra gente sono lì per manifestare la mia volontà unitaria.

E nel momento in cui costruisco una unità più forte dell'opposizione non solo non smarrisco la mia identità ma la rendo più forte e più chiara.

Chiaro?».

«Chi scrive gli editoriali e gli articoli - conclude Fassino - non dovrebbe chiederci perché andate il 14, la vera domanda da fare è cosa fate un minuto dopo, come raccoglierete quelle istanze.

E' questa la questione a cui noi dobbiamo applicarci».Di Pietro: «E' inutile che giriamo dietro alle palle!»Secca la risposta di Di Pietro.

«Scusa Fassino, se leggi i giornali di oggi c'è una crisi di giunta in Campania per una questione di posti e lì stanno litigando, non è che non stanno litigando.

E' inutile che giriamo dietro alle palle!».

L'europarlamentare aggiunge: «Dobbiamo capire quando decidiamo a trasformarci in un movimento che non pensa alle poltrone ma pensa veramente all'interesse del paese».«Cerchiamo di parlarne davvero» - conclude l'ex pm.

«Se è vero come è vero che bisogna partire dai programmi noi vogliamo partecipare da subito.

Capisco che chi fa il leader non può dire da oggi sì o no e dica un nì.

Ma per dimostrare che non pongo condizioni, che non faccio ricatti, impegno tutta l'Italia dei Valori affinché la gente si convinca delle nostre proposte».

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