22 SET 2002

Pensioni: Appello di Radicali Italiani al Governo (Le interviste di RR)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 29 min
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«Il nodo deficit passa per la delega previdenziale».

Renato Brunetta, Enrico Cisnetto, Giampaolo Galli, Giuseppe Pennisi, Enrico Colombatto, sono tra i firmatari dell'appello scritto da Benedetto Della Vedova e Giuliano Cazzola e pubblicato oggi da Il Sole 24 OreRoma, 22 settembre 2002 - Penalizza l'occupazione e la competitività delle imprese, drena il risparmio e limita il welfare.

Il sistema previdenziale italiano, secondo i Radicali, ha molte colpe.

Tutte riconducibili ad un unico paradosso.

Nel nostro paese, a fronte dell'aumento della vita media, dell'allungamento della aspettativa di
vita al pensionamento e della diminuzione delle nascite, non si è mai provveduto a ripensare le fondamenta di un sistema disegnato in una realtà demografica ed economica completamente diversa.Non cedere ad inviti ipocriti ed ulteriori rinviiE' per questo che Benedetto Della Vedova, economista di Torre Argentina, assieme ad un esperto come Giuliano Cazzola, ha steso un appello al Governo, affinché non ceda ad «inviti ipocriti» o «ad ulteriori rinvii» e metta mano alla riforma.

Il documento, sottoscritto da numerosi ed autorevoli economisti, è stato pubblicato stamani nelle prime pagine de Il Sole 24 Ore.

«E' necessario ed urgente che il Governo, forte di una maggioranza elettorale e parlamentare senza precedenti, respinga gli inviti ipocriti a ulteriori rinvii e ponga mano ad una incisiva riforma della previdenza, prima che, già a partire dall’anno prossimo, si apra il lungo ciclo elettorale che porterà alla fine della legislatura».Recuperare il disegno di legge-delega del Governo Per realizzare questo importante obiettivo, secondo i radicali, è in primo luogo necessario difendere dagli attacchi strumentali dei sindacati l'asse portante dell'attuale disegno di legge-delega del Governo.

Il provvedimento in questione, infatti, prevede lo smobilizzo generalizzato degli accantonamenti di tfr e l'avvio di un processo di decontribuzione a partire dai nuovi assunti.

I problemi di finanza pubblica che il disegno di legge-delega necessariamente comporterà, devono secondo i firmatari dell'appello, essere compensati da interventi mirati volti a contenere la spesa pensionistica, «assai più seri e credibili di quelli, modesti e probabilmente inutili, ora previsti».

Da notare che tra gli economisti aderenti all'appello c'è anche Renato Brunetta, esponente di Forza Italia.

«E' un modo molto serio per stimolare il Governo a fare delle cose che ha già detto di voler fare un anno fa, del resto il disegno di legge-delega da allora giace dormiente in Parlamento».

E avviare la riforme strutturali«Sul piano delle misure strutturali – si legge ancora nel documento pubblicato da Il Sole 24 Ore - e in vista di una riforma che miri al passaggio nel medio-lungo periodo ad un sistema misto con una sempre più crescente quota a capitalizzazione, vanno da subito modificati i parametri del sistema attuale, attraverso il passaggio generalizzato (pro rata) al metodo contributivo, l'abolizione delle pensioni di anzianità e l'innalzamento a sessant'anni dell'età minima per il pensionamento anticipato».

E' impensabile - scrive a proposito Della Vedova - che una consistente manovra di bilancio, come quella necessaria per rispettare il Patto di Stabilità e gli altri impegni europei, non includa il completamento delle riforma di un settore che da solo rappresenta un terzo della spesa corrente.

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  • Il testo dell'appello

  • Marco Pannella, presidente coordinatore Prt

    <strong>Le interviste</strong><br><em>A cura di Emilio Targia e Lanfranco Palazzolo</em>
    0:00 Durata: 9 min 38 sec
  • Benedetto Della Vedova, europarlamentare radicale

    0:15 Durata: 16 min 56 sec
  • Giuliano Cazzola, economista e co-estensore dell'appello

    0:32 Durata: 18 min 12 sec
  • Renato Brunetta, economista di Forza Italia

    0:51 Durata: 16 min 27 sec
  • Enrico Colombatto, ordinario di Economia Politica Università di Torino

    1:07 Durata: 14 min 42 sec
  • Giuseppe Pennisi, docente Scuola superiore di pubblica amministrazione

    1:22 Durata: 13 min 23 sec