03 OTT 2002

Carceri: Castelli riferisce alla Camera

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 30 min

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Registrazione video di "Carceri: Castelli riferisce alla Camera", registrato giovedì 3 ottobre 2002 alle 00:00.

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Giustizia.

La registrazione video ha una durata di 2 ore e 30 minuti.

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    0:00 Durata: 1 ora 15 min
  • <p><strong>Il ministro della Giustizia respinge le accuse: la situazione nelle carceri è critica ma non è un danno del centrodestra. Amnistia e indulto al centro del dibattito</strong><p>Roma, 3 ottobre 2002 - Informativa urgente del Governo oggi alla Camera sulla situazione nelle carceri. Il ministro Castelli ha spiegato che il sovraffolamento non è una danno prodotto dal centrodestra, ma «un'eredità dell'Ulivo». <p>«Dal 1996 al 30 giugno 2001, la popolazione carceraria è passata da 48.528 a 55.261 unità. A fronte di un aumento di 6.733 detenuti, nei cinque anni di governo dell'Ulivo sono stati realizzati sei nuovi istituti penitenziari e ne sono stati dismessi dodici» - premette il ministro.<p>«Mentre la popolazione carceraria un anno fa ammontava a 55.261 unità in base al regolamento penitenziario la disponibilità di posti, sempre alla stessa data del 30 giugno 2001, risultava pari a 40.829 unità, quindi con un saldo negativo pari a 14.432 unità».<p> <p>«Insulti, mistificazioni, menzogne e girotondi - osserva il ministro - non bastano a raccogliere la realtà. Molti organi di stampa e diversi parlamentari, anche con toni inaccettabili, cercano di accreditare l'idea che la politica di questo governo avrebbe portato nell'ultimo anno ad un aumento del sovraffollamento nelle carceri. Le cifre dimostrano invece che la situazione è stazionaria rispetto all'inizio dell'attuale legislatura». <p>A difesa dell'operato del suo governo, Castelli aggiunge: «Si può anzi affermare che le politiche intraprese da questo ministro hanno portato ad un miglioramento della condizione carceraria sotto diversi profili». Per esempio, - afferma il Guardasigilli - «n quest'anno di governo sono stante approntati sia singoli interventi sia un piano generale di edilizia penitenziaria, che prevede un investimento di 51 milioni 646 mila euro per il 2003 e di 327 milioni 950 mila euro per il 2004». <p><strong>Non esiste nessun documento del Dap</strong><p>Il ministro della Giustizia nega l'esistenza di un documento preparato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, confutando «le dichiarazioni di un importante quotidiano». «In realtà - afferma Castelli - ho deciso di fare le mie dichiarazioni sulla base di un attento monitoraggio della situazione in costante collegamento con i miei collaboratori e anche di esperienze dirette». <p>Con le dichiarazioni dei giorni passati, il ministro ha inteso soltanto invitare tutti a un «maggior realismo». «Credo - osserva l'esponente leghista - che si debba affrontare la situazione per quella che è e che ci si debbano porre obiettivi realmente raggiungibili e in tempi ragionevoli nello stesso interesse dei detenuti». <p><strong>Si torna a parlare di amnistia e indulto</strong><p>I dati forniti dal ministro non sono confortanti. Tanto che nel dibattito che segue il suo intervento sia a sinistra che a destra si torna a parlare di amnistia e indulto. <p>Erminia Mazzoni (Udc) fa osservare che le cifre fornite dal ministro richiedono un intervento serio e che la politica del rigore va accompagnata con la tutela dei diritti umani. <p>Il vice presidente della Camera, Alfredo Biondi (Fi), ricorda di aver votato sempre contro qualunque ipotesi di «condono» dal '68 in poi, ha osservato che dopo 13 anni dall'ultima amnistia fosse il caso di fare una verifica.<p>Giovanni Russo Spena (Prc) dà atto al ministro di essere stato corretto ma sottolinea che la protesta nelle carceri ha di fatto riaperto la discussione che era stata soffocata. Occorre andare avanti «presto» nell'esame delle proposte di amnistia e indulto presentate anche dalla maggioranza e sulle quali lo stesso presidente della Commissione giustizia, Gaetano Pecorella, ha riaperto il dibattito.<p>Il Verde Paolo Cento esorta il Governo a non farsi prendere da una «paura strumentale». Le elezioni sono lontane e di questi argomenti si può parlare. Cento tra l'altro respinge l'accusa che i parlamentari abbiano «fatto da sponda o incitato» i carcerati alla protesta.<p>Carolina Lussana (Lega) si schiera col ministro nel ribadire che le condizioni attuali degli istituti di pena sono state determinate anche da chi oggi lamenta situazioni impossibili. Quando si vollero stanziare fondi per l'edilizia carceraria ci fu un secco «no» da alcuni settori del Parlamento. Per Lussana l'eccedenza della popolazione carceraria coincide con il fallimento delle politiche di controllo dell'immigrazione clandestina.<p>Daniela Santanché (An) ribadisce che An non transige sul principio della certezza della pena ma, aggiunge, «ciò non può avvenire nelle condizioni in cui il Governo ha trovato le carceri». «Di fronte al collasso del sistema carcerario lo Stato ha fallito. Non servono programmi di edilizia carceraria perché siamo oltre l'emergenza. An con convinzione darà un contributo serio e costruttivo ad un dibattito che tenga al centro la dignità dell'uomo».
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