22 OTT 2002

Legittimo sospetto: Udienza pubblica della Corte Costituzionale

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 39 min

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Roma, 22 ottobre 2002 - E' cominciata poco prima delle 10 l'udienza pubblica della Corte Costituzionale sulla questione della legitima suspicione.

I giudici della Consulta sono chiamati a decidere della legittimità dell'articolo 45 del codice di procedura civile nella parte in cui non prevede tra le cause di rimessione ad altra sede di un processo il «legittimo sospetto».

Tredici gli avvocati per le parti costituitesi (Silvio Berlusconi, Cesare Previti, Filippo Verde, Attilio Pacifico, Felice Rovelli, Renato, Mariano e Fabio Squillante, Olga Savtchenko, SAMPAOLO IMI, C.I.R) che sono
intevenuti a sostegno della fondatezza o dell'infondatezza della questione e della sua rilevanza per i procedimenti pendenti a Milano della questione.

La Corte riunita al completo ha ascoltato i legali in un'aula particolarmente affollata di giornalisti, fotografi e cameramen.La questione è stata illustrata dal relatore Ugo De Servio.

Dopo ha preso la parola Gaetano Pecorella, che ha illustrato l'eccezione di incostituzionalità sollevata dalla difesa di Cesare Previti nel processo Imi-Sir/Lodo Mondadori che si sta svolgendo a Milano.

E' poi intervenuto l'avvocato Niccolò Ghedini che ha ricordato i numerosi precedenti in materia.

L'elencazione ha provocato le rimostranze del presidente della Consulta, Cesare Ruperto, che ha chiesto a Ghedini di essere più conciso.

Il difensore e deputato di Forza Italia a questo punto ha rinunciato a concludere.

Conversando con i giornalisti fuori dall'aula Ghedini ha poi affermato: «L'atteggiamento del presidente è stato intollerabile.

Stavo concludendo il mio discorso ed è normale che un avvocato faccia riferimento a precedenti decisioni a suo favore».

Più tardi ha preso la parola l'avvocato e deputato di Rifondazione Comunista Giuliano Pisapia, difensore di parte civile per la Cir.

La questione del «legittimo sospetto» - ha dichiarato Pisapia - è «infondata e inammissibile».

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