24 OTT 2002

Indulto: Le parole di Ciampi riaprono il dibattito (Le interviste di Radio Radicale)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 19 min 47 sec

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La legge costituzionale che abbassa il quorum per approvare l'amnistia e l'indulto sarà esaminata dall'aula della Camera a partire dal 18 novembreRoma, 24 ottobre 2002 - «Il sovraffollamento costituisce l'ostacolo principale alla messa in opera di trattamenti di riabilitazione efficaci».

Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi stamani in visita al carcere di Spoleto riaprono il dibattito sull'indulto.

La conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari di Montecitorio ha deciso oggi che la legge costituzionale che abbassa dai due terzi alla maggioranza
assoluta dei componenti il quorum per approvare l'amnistia e l'indulto sarà esaminata dall'aula della Camera a partire dal 18 novembre.

A rilanciare la proposta dei Radicali, 18 proposte di legge, sei presentate da esponenti della maggioranza, dodici da parlamentari dell'opposizione.

Favorevoli al dibattito Forza Italia, Verdi, Prc e Udc.

Diviso l'Ulivo.

Promotore è il deputato Ds Vincenzo Siniscalchi, molto convinto è l'esponente del correntone Pietro Folena.

I responsabili giustizia di Ds e Margherita manifestano però un'adesione «condizionata».

Resta fermamente contraria La Lega ed in primis il ministro della Giustizia, Roberto Castelli.

In giornata, nessuna dichiarazione da An.

FAVOREVOLI - «Il problema dell'indulto non può essere lasciato in sospeso».

Il presidente della commissione Giustizia della Camera, Gaetano Pecorella (Fi), commenta così le parole espresse stamani a Spoleto da Carlo Azeglio Ciampi sulla situazione di estrema precarietà all'interno degli istituti di pena.«Mi fa molto piacere - afferma a a Radio Radicale il parlamentare di Forza Italia, Carlo Taormina- che Ciampi abbia fatto questo intervento proprio all'indomani della presentazione delle proposte di legge sull'indulto.

Mi auguro che sia una spinta a fare presto in Parlamento.

Bisogna fare sia le cose a carattere emergenziale, come l'indulto, sia interessarsi della disciplina a regime, quindi alternativizzare fortemente il carcere e soprattutto, per quello che resta di carcere, creare condizioni di vita degne della persona umana».

Analoghe considerazioni da Michele Saponara, Forza Italia: «Quello del Presidente Ciampi sulle carceri è un messaggio corretto, di grande attualità.

Al sovraffollamento si può ovviare sia costruendo altre carceri più vivibili, sia cercando di sfoltire le carceri attuali.

Come? C'è il problema dell'indulto, parola che fa paura ad essere pronunciata.

Ma un fatto è certo, c'è tanta gente in carcere che potrebbe anche non esserci.

Quindi un provvedimento di clemenza è necessario».Alfredo Biondi, ex Guardasigilli di Forza Italia, definisce «un messaggio forte» quello del capo dello Stato ed invita a rispondere a Carlo Azeglio Ciampi attraverso l'indulto, o un condono condizionato.

Concorda il deputato Verde, Marco Boato.

«Dopo le dichiarazioni del Presidente Ciampi sulle carceri - afferma Boato a Radio Radicale - il Parlamento deve assumersi le proprie responsabilità, a partire dalla questione di un provvedimento di clemenza».

L'indulto vede d'accordo anche Pietro Folena, del correntone Ds: «E' indispensabile sulla base di un confronto libero in Parlamento, un atto di clemenza (ho presentato insieme al collega Siniscalchi un ddl.

sull indulto) accompagnato da un effettivo piano finanziario di stanziamenti per migliorare le condizioni nelle carceri e il rilancio delle misure alternative».

CONTRARI - Assolutamente contrario è il ministro della Giustizia, Roberto Castelli che lo ha dichiarato qualche settimana fa a Radio Radicale e l'ha ripetuto oggi a RadioRai.

«Non entro nel merito se vi siano le condizioni politiche per fare l'amnistia o l'indulto - spiega - ma voglio fare una riflessione: un indulto o una amnistia ha valore se interviene su grandi processi di carattere politico sociale o storico.

Fare un'amnistia perché lo Stato non sa dove mettere i detenuti è una resa che uno Stato serio non può assolutamente dichiarare».

Nessun indulto, per risolvere il sovraffollamento nelle carceri basterebbe rispedire a casa i detenuti stranieri.

Ne è convinto il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli che mette in guardia dai rischi di un atto di clemenza.

«Determinerebbe - afferma - solo l'improvvisa uscita di una marea di delinquenti».CAUTI - Adesione condizionata dalle direzioni dei Ds e della Margherita.

«E' necessario chiarire - afferma la responsabile Giustizia dei Ds, Anna Finocchiaro - che l'ipotesi di concedere l'indulto è praticabile a due condizioni: la prima è che ci sia responsabilità di tutte le forze politiche nei confronti dei sentimenti di speranza che si accendono nei detenuti; la seconda è che la decisione sull'indulto sia accompagnata da un impegno serio del governo in primo luogo perché si adottino tutte le misure necessarie affinché - conclude Finocchiaro - le condizioni di oggi non si riproducano esattamente nello stesso modo a tre anni dall'indulto stesso».Condizioni in parte diverse pone Giuseppe Fanfani, responsabile Giustizia della Margherita.

«Amnistia e indulto non sono tabù ma di essi si potrà parlare solo nel quadro di una ampia riorganizzazione del sistema penale che parta da una congrua depenalizzazione delle figure criminose minori con la sostituzione della sanzione penale con sanzioni amministrative ben più efficaci e che preveda una revisione della disciplina della prescrizione che eviti lþuso strumentale delle impugnazioni».

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  • Michele Saponara (FI)

    0:00 Durata: 5 min 27 sec
  • Carlo Taormina (FI)

    0:05 Durata: 5 min 1 sec
  • Gaetano Pecorella (FI), presidente della II Commissione

    0:10 Durata: 2 min 27 sec
  • Marco Boato (Misto-Verdi-U)

    <strong>Documento</strong><br> <strong> Il discorso di Ciampi</strong><strong>Altri servizi</strong><br> <strong>La proposta di indulto</strong> <strong>Roberto Castelli a Radio Carcere</strong>
    0:12 Durata: 6 min 52 sec