25 OTT 2002

Miss Mondo: Conferenza stampa di Nessuno Tocchi Caino sull'esito della missione in Nigeria (con Emma Bonino)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 39 min
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Nessuno Tocchi Caino invita le candidate a Miss Mondo a partecipare alla manifestazione che si terrà in Nigeria a dicembre, che rischia il boicottaggio dopo la condanna alla lapidazione per adulterio di Amina Lawal.

Emma Bonino: «Quando si aprono canali di dialogo, sia pure fragili, vanno sfruttati»Roma, 25 ottobre 2002 - Per Amina Lawal non è ancora giunto il tempo delle pietre.

«Forse non arriverà mai» - afferma Sergio D'Elia al ritorno dalla Nigeria.

Una missione di Nessuno Tocchi Caino ha constatato che la giovane condannata alla lapidazione per adulterio in base alla Sharia non
corrisponde al cliché che emerge dalla stampa internazionale.

Non è insomma una «donna vittima inconsapevole della legge islamica» e, soprattutto, «non corre rischi reali» di essere giustiziata.

Troppo spesso - ricorda D'Elia - l'opinione pubblica occidentale dimentica che su Amina, come è stato per Safiya, «vigila la Corte Suprema ed il presidente Olusegun Obasanjo che, nel suo paese, può consentire lo studio e la diffusione del Corano, ma non la pratica della Sharia» e «che, nell'ultimo stadio di giudizio, la parola dello stato federale (che vieta la lapidazione) prevarrà su quella dei 12 stati federati che, dal 2000, con l'avvento della democrazia in Nigeria, hanno reintrodotto la Sharia».

Sul caso Amina e sulla situazione della «giovane e fragile democrazia nigeriana», nella conferenza stampa svoltasi oggi al Partito Radicale, è intervenuta anche Emma Bonino.

L'europarlamentare ritiene inutile, se non dannosa, l'iniziativa del boicottaggio di Miss Mondo che quest'anno si terrà in Nigeria il 7 dicembre.

Per converso lancia un appello a «recarsi tutti e in molti in Nigeria a sostenere il presidente Obasanjo prima che sia troppo tardi».

«Che viva certamente Amina, - afferma la leader radicale - ma anche la nostra speranza e le nostre ragioni non solo a casa nostra ma nei luoghi più difficili.

Quando si aprono canali di dialogo, sia pure fragili, vanno sfruttati».

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