16 GEN 2003

Processo Andreotti: L'esame di Nino Giuffré (seconda e terza parte)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 47 min

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Registrazione video di "Processo Andreotti: L'esame di Nino Giuffré (seconda e terza parte)", registrato giovedì 16 gennaio 2003 alle 00:00.

Tra gli argomenti discussi: Giustizia.

La registrazione video ha una durata di 5 ore e 47 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione di Sergio Scandura

    <p><strong>Seconda parte dell'esame di Nino Giuffré da parte della pubblica accusa e controesame della difesa. Il pentito depone nell'ambito del processo d'appello in corso a Palermo a carico del senatore a vita Giulio Andreotti, imputato di associazione mafiosa.</strong><p>Milano, 16 gennaio 2003 - E' iniziato poco prima delle 10 nell'aula bunker di San Vittore l'<strong>esame</strong> di Nino Giuffé, da parte della pubblica accusa. Il pentito depone nell'ambito del processo d'appello in corso a Palermo a carico del senatore a vita Giulio Andreotti, imputato di associazione mafiosa. L'ex presidente del Consiglio è presente in aula. Alle 16 è stata la volta della difesa.<p><strong>Il rapporto con i socialisti e la Dc</strong> - Rispondendo ad una domanda dell'avvocato Franco Coppi sull'influenza della mafia nella politica italiana, Giuffé ha spiegato che la persona con cui Cosa nostra ha avuto contatti nel Partito socialista è stato Claudio Martelli. Il pentito ha parlato di una gravissima frattura fra Cosa nostra e la politica avvenuta nel 1987 quan'era mancato l'atteso allentamento della pressione della magistratura e delle forze dell'ordine in Sicilia. L'input a votare socialista - ha spiegato Giuffré - venne da Riina. E questo aveva creato contrasti con Provenzano. Lo spostamento dei voti nelle elezioni dalla Democrazia cristiana al Partito socialista sarebbe stata causata secondo Giuffré dall'inaffidabilità dei politici con cui la mafia aveva preso impegni. Provenzano - ha ripetuto Giuffé - era seccato con Lima che «babbiava e non manteneva fede agli impegni».<p><strong>Dieci anni di impunità</strong> - «Grazie all'interessamento di Andreotti per Cosa nostra c'è stato, me lo consenta presidente, un periodo di impunità» - ha poi dichiarato Giuffré. «Mi dica allora - ha chiesto l'avvocato Coppi - chi sono gli assassini impuniti, i magistrati e gli investigatori corrotti, i killer assolti, quali le indagini bloccate e i processi aggiustati». «Non ho ricordato e non ricordo nemmeno ora fatti specifici - ha risposto Giuffré - so che c'é stata serenità di rapporti per almeno un decennio tra parte della Dc e Cosa Nostra, una pace assoluta, incrinata non appena si incrinano i rapporti con questi referenti: Lima, Salvo e Andreotti fino allo spostamento del voto nel 1987 dalla Dc al Psi».<p><strong>Verginità e miserabilitudine</strong> - «C'erano degli uomini politici siciliani, che quando erano chiacchierati si rifacevano la <em>verginità</em>, assumendo atteggiamenti plateali contro la mafia» - ha poi affermato il pentito di mafia. «Quello della verginità era un termine che veniva usato da Bernardo Provenzano. Questi politici facevano gli <em>sperti</em> sulle spalle degli altri, certo è sempre facile, e poi, quando erano sotto i riflettori, erano costretti a rifarsi l'immagine». Un altro termine che sarebbe stato coniato dal boss latitante Bernardo Provenzano, è <em>miserabilitudine</em>. «Anche in questo caso - ha specificato il collaboratore di giustizia - Provenzano si riferiva a quei politici che cominciavano ad avere timori quando i riflettori della magistratura si accendevano su loro».<p>Il presidente Salvatore Scaduti chiudendo l'udienza milanese del processo a Giulio Andreotti e rinviando il dibattimento al 30 gennaio a Palermo, ha chiesto di conoscere le dichiarazioni di Pino Lipari, l'economo di Bernardo Provenzano che ha manifestato l'intenzione di collaborare con la giustizia, per valutarne la rilevanza ai fini del processo e disporne eventualmente l'audizione e un eventuale confronto con il pentito Nino Giuffré. <p>«Un complotto nei miei confronti? E' una parola grossa, ma in questa vicenda lo zampino di qualcuno estraneo c'é stato certamente» - ha dichiarato Giulio Andreotti lasciando San Vittore. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse un uomo politico ha risposto: «Omissis».
    0:00 Durata: 58 sec
  • La seconda parte del controesame

    0:00 Durata: 1 ora 49 min
  • La prima parte dell'esame

    <strong>Procura generale:</strong><br><strong>Annamaria Leone e Daniela Giglio</strong>
    0:00 Durata: 2 ore 8 min
  • La seconda parte dell'esame

    0:00 Durata: 1 ora 15 min
  • La prima parte del controesame

    <strong>Difesa dell'imputato Giulio Andreotti:</strong><br><strong>Franco Coppi, Gioacchino Sbacchi e Giulia Bongiorno</strong>
    1:16 Durata: 32 min 59 sec