30 LUG 2003

Radicali: Conferenza stampa. «La gabbia dell'illegalità»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 59 min
Organizzatori: 

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Registrazione video di "Radicali: Conferenza stampa. «La gabbia dell'illegalità»", registrato mercoledì 30 luglio 2003 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 4 ore e 59 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
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    <strong>Indice</strong>
    0:04 Durata: 5 min 31 sec
  • La conferenza stampa

    Roma, 30 luglio 2003 - All'ennesimo giorno di sciopero della fame per sollecitare una decisione del Parlamento sull'indultino, Daniele Capezzone e Sergio D'Elia stamani hanno tenuto una conferenza stampa in una piccola gabbia, utile appena a contenere entrambi, posta nella Corsia Agonale, accanto a Palazzo Madama.<p> «Questa gabbia - ha spiegato il segretario di Radicali Italiani - non è solo una metafora o un simbolo, dopo il <em>bavaglio</em>, dopo <em>i nudi</em> e il <em>fantasma</em>, dopo tutto ciò che, nell'arco di decenni si è potuto e dovuto immaginare, sfidando ogni responsabilità, ogni apparente decoro, per comunicare al paese se stesso, ben più e ben prima che una lotta politica Radicale. E' invece la continuazione, la prosecuzione fisica della gabbia in cui sono rinchiusi, come bestie, i detenuti italiani, e in cui è a sua volta sequestrata la legalità di questo paese».<p> Al centro dell'iniziativa radicale ancora una volta il «Caso Italia», vale a dire «il caso di un paese occidentale di grande rilievo politico ed economico che siede, rispettato nei maggiori consessi internazionali» e che pure è in assoluto «la nazione più condannata per violazione dei diritti umani dalla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, con un record ormai largamente superiore di una condanna al giorno». <p>D'Elia, segretario dell'associazione radicale Nessuno tocchi Caino, ha ricordato le cifre drammatiche delle carceri italiane. 56 mila detenuti, mentre la «capienza tollerabile nelle carceri, come se si trattasse di scatolette di carne, è di 42 mila persone». D'altra parte, la metà di questi detenuti sono in attesa di giudizio e quindi «senza alcuna sentenza definitiva alle spalle».<p><em>Le foto sono di Gianfranco Cercone de Lucia</em>
    0:04 Durata: 11 min 48 sec
  • Sergio D'Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino

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