23 GEN 2005

Conversazione settimanale con Marco Pannella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 47 min
Organizzatori: 

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Roma, 23 gennaio 2005Consueta intervista della domenica sera a Marco Pannella.

A cura di Massimo Bordin.

Registrazione video di "Conversazione settimanale con Marco Pannella", registrato domenica 23 gennaio 2005 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 3 ore e 47 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Due questioni, innanzitutto

    La prima questione: «Urge - dichiara Pannella - che qualcuno, anche il Capo dello Stato, o anche il Procuratore generale della Corte di Cassazione, oppure l'uno o l'altro polo, intervenga nei giorni che restano per tracciare subito il percorso di rientro nella legalità nella prova elettorale regionale. Alle elezioni, per il momento, si sta andando caoticamente ciascuno per conto suo, non avendo preso atto di quello che il ministro Gasparri ufficialmente ha dichiarato essere problema serio, sottovalutato, ma posto dai radicali in termini non di parte ma di tutela della legalità alla quale tutti dovrebbero essere interessati». «Ma davvero - domanda Pannella, citando un precedente scritto del presidente emerito della Corte costituzionale, Casavola - è necessario un nuovo sciopero della sete?». La seconda questione: «Sono pronto - afferma Pannella - a proporre formalmente ai soggetti politici radicali, se necessario attraverso un congresso straordinario, o un'assemblea generale radicale di tutti i soggetti e di tutti gli iscritti, per prendere questa decisione. Noi saremo impegnati a creare <em>dall'immediato</em> un rapporto politico-elettorale dall'oggi al 2066 con i poli, o, realisticamente, quello dei due poli, che accettasse di ospitare in tutte le regioni italiane delle liste radicali, per consentire a tutti gli elettori che lo ritengono di votarle, potendo in questo modo esprimere un voto politico, e non un voto di testimonianza morale e civile, così come accadrebbe presentandoci da soli. In questo caso, indubbiamente non potremmo non avvertire che nella situazione di regime italiana in realtà le libertà e i diritti politici, ivi compreso quello di elettorato passivo, previsti nell'articolo 49 della Costituzione, sono di fatto sospesi, sono divenuti un privilegio di coloro che entrano <em>nel nuovo arco costituzionale</em>, <em>il sistema bipolare</em> detto tale, quindi <em>riservato</em>, così come nella cosiddetta Prima Repubblica». <strong>Indice</strong>
    0:03 Durata: 7 min 55 sec
  • La settimana che si apre

    La proposta di un dibattito con tre giornalisti per chiarire la questione della richiesta di ospitalità per le liste radicali. La copertina di <em>Magazine</em> con Luca Coscioni.
    0:07 Durata: 1 ora 53 min
  • Bipolarismo e bipartitismo

    Il bipolarismo esclude i radicali. E se fosse passato l'auspicato bipartitismo, non accadrebbe la medesima cosa? «Se fosse passato il bipartitismo, - afferma Pannella - non credo che i radicali sarebbero in qualche posto in quanto tali». Per <em>bipartitismo</em>, Pannella intende procuratori della Repubblica eletti, i consiglieri comunali e i deputati eletti col maggioritario, eccetera. In queste ipotetiche elezioni i radicali si troverebbero <em>come pesci nella propria acqua</em> e <em>non andrebbero in branco</em>. Il federalismo di Umberto Bossi e quello dei radicali. Per Pannella la riforma federale deve essere giocata in modo <em>radicalissimo</em>, attraverso la riforma elettorale del bipartitismo, la responsabilità e l'autonomia fiscale, i referendum svizzeri istitutivi (soltanto regionali, a quello nazionale per il momento Pannella è contrario).
    0:11 Durata: 4 min 44 sec
  • I segnali negativi dalla Casa delle libertà

    La nota di Francesco Giro, responsabile nazionale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico («Dopo i proditori attacchi alla Chiesa cattolica italiana e le pesanti critiche rivolte al presidente del Senato Pera, un'intesa politica con i radicali, anche circoscritta, sembra con il passare dei giorni un'ipotesi ormai sfumata»). Marco Pannella sottolinea il linguaggio (una mera ipotesi, un'ipotesi ormai sfumata, la Chiesa cattolica italiana) ed auspica una rettifica. Il retroscena di Marco Conti, citato da Pannella durante il suo intervento odierno al Congresso dell'associazione Luca Coscioni, secondo il quale Silvio Berlusconi avrebbe già chiuso le alleanze per le elezioni regionali e soltanto eventualmente, in base ai sondaggi di dicembre prossimo, si preoccuperebbe di un'intesa con i radicali per le elezioni politiche. «A volte - spiega Pannella - si spera di scongiurare qualcosa parlandone, piuttosto che tacendone».
    0:16 Durata: 6 min 45 sec
  • I radicali come valore aggiunto

    La proposta dei radicali, dice Pannella, è rivolta ad entrambi gli schieramenti. Può apparire come una vendita all'asta, obietta Massimo Bordin. Pannella spiega che la sua unica preoccupazione è raggiungere l'opinione pubblica. Soprattutto l'opinione pubblica, non alienata dalla politica, capirebbe la questione. I radicali in linea di principio si rivolgono al governo e alla maggioranza, ma anche alla minoranza. Non sono a destra né a sinistra, ma sono altrove, nel cuore dei problemi, perciò possono rappresentare un valore aggiunto, una svolta alternativa e liberale, federalista e laica (come vogliono i credenti), sia per l'una che per l'altra politica di schieramento.
    0:23 Durata: 6 min 37 sec
  • L'attacco proditorio di Pannella e il sensum fidelium

    L'aggettivo <em>proditorio</em> nella nota di Francesco Giro. Pannella appare come <em>traditore</em>, proprio in quanto laico. Il riferimento è al <em>sensum fidelium</em> riproposto a Bruxelles da padre Pohier, come connotato teologicamente autorevole per configurare una Chiesa vivente. Ancora sull'intervento odierno di Pannella al Congresso dell'associazione Luca Coscioni: l'attacco a Marcello Pera per le sue dichiarazioni sull'embrione. Pannella rammenta di avere sempre contestato ai presidenti delle camere di potere fare politica come facevano. Chi è eletto per presiedere e governare le camere non può fare <em>mercimonio</em> della Presidenza del Senato o della Camera per dare forza di propaganda enorme ad una delle tesi sulle quali i tuoi senatori o i tuoi deputati continueranno a lungo a confrontarsi. Questo <em>mercimonio</em> è una conseguenza di una dottrina giuridica traditrice e <em>proditoria</em>. Il discorso vale innanzitutto per le esternazioni del presidente della Repubblica, che quasi non fa in tempo a leggere tutte le cose che gli scrivono.
    0:29 Durata: 6 min 38 sec
  • Lo sciopero della sete non è automatico

    Ancora sull'intervento al Congresso. Il dialogo a distanza con Daniele Capezzone, sull'apertura della rassegna stampa. Pannella avrebbe aperto con l'articolo di Marco Conti, perché la strategia di un anno di Berlusconi include anche la questione dei referendum. Il <em>prius</em> del rientro nella legalità, che al momento sembra una cosa politicistica, ma che, detto al secondo giorno di sciopero della sete, verrebbe riconosciuto come di pertinenza politica. Spiega Pannella: «Bisogna evitare di ritenere automatico il ricorso allo sciopero della sete. Bisogna evitare di ritenere che quando ci sono dei guai grossi vengano fuori i nonviolenti per fornire alle istituzioni un aiuto prezioso. Io non minaccio lo sciopero della sete. Al contrario, dico piuttosto che non l'ho promesso». I radicali, peraltro, non hanno mai sfruttato lo sciopero della sete a fini elettorali. Adesso, per una questione di <em>cortesia</em>, Pannella offre le liste radicali innanzitutto al centrodestra. E le offre <em>in tutte le regioni</em>. <em>Non si sente</em> di concludere accordi parziali, soltanto in alcune regioni. Intende invece consentire all'elettorato di votare ovunque un radicale. Lo sdoppiamento dei partiti a causa dell'attuale sistema elettorale, ampiamente previsto da Pannella. La possibilità, forse, che i radicali si sdoppino come i socialisti.
    0:36 Durata: 11 min 38 sec
  • La proposta di una confluenza della storia radicale in quella altrui

    La trasmissione del Congresso del Nuovo Psi da parte di Radio Radicale. Osserva Pannella: «Se i socialisti dispersi sentono un richiamo del sangue è perché glielo abbiamo trasmesso». Lo stile e l'efficacia di Bobo Craxi, come quelli di Bettino, ma anche i dettagli che mandano all'aria il tutto. La volontà, rivendicata da Bobo Craxi, di portare al Governo Emma Bonino, volontà ostacolata, sempre secondo Bobo Craxi, da Marco Pannella. Le «stronzate» di Bobo Craxi e, tra queste, la scelta proporzionale come dogma craxiano. Non c'è solo Bettino, dice Pannella. Il richiamo è al socialismo del deputato doppia tessera Loris Fortuna, il socialismo che venti anni fa ha proposto la riforma americana, la legalizzazione dell'aborto, l'eutanasia. Quelle scelte, dice Pannella, sono totalmente le nostre. Ancora sulla questione dell'ospitalità degli schieramenti. La storia radicale resta abbastanza esplosiva, la possibile confluenza della storia radicale in quella altrui spaventa molti. I radicali fecero ufficialmente questa proposta nel 1994. In questo senso, l'accordo con la sola Forza Italia (piuttosto che con tutta la Cdl) potrebbe essere una soluzione.
    0:47 Durata: 11 min 59 sec
  • Radio Radicale nel mondo

    I risultati contrastanti dei diversi sondaggi. La decisione politica della Corte Costituzionale sui referendum. Lo scontro in corso da nove mesi. La ricchezza di apprendimento del Congresso dell'associazione Luca Coscioni. Radio Radicale come università popolare, a dispetto di Rai International. L'idea di una Radio Radicale come una Radio Londra italianofona nel mondo. La trasmissione di Pannella su una radio italianofona australiana.
    0:59 Durata: 7 min 58 sec
  • La dichiarazione di Benedetto Della Vedova

    Ancora sui referendum. La dichiarazione fatta al Congresso e al telegiornale da Benedetto Della Vedova (questo referendum incarna anche lo scontro tra i liberali che sono per il sì e i democratici che sono per il no), dichiarazione non compresa da Massimo Bordin. Lo scambio di complimenti tra Pannella e Bordin. La lettura di Tocqueville da parte di Della Vedova. Secondo Pannella, forse Della Vedova, dopo la distinzione fatta da Pannella tra radicali nonviolenti e radicali (non) democratici, voleva consegnare la <em>democrazia</em> ai democratici egualitaristi, alla corrente non liberale... L'attenzione di Socci alla rassegna stampa di Bordin.
    1:07 Durata: 5 min 51 sec
  • La svolta wilsoniana di George W. Bush

    Condoleeza Rice o Condoliza, lìncei o lincèi, non expèdit o non expedìt? La politica dell'amministrazione americana. La risposta dell'estate scorsa di Colin Powell sulla ripresa del cammino verso la Comunità delle democrazie. Le armi di attrazione di massa e l'attuale realtà irachena. La ripresa del saddamismo. L'invito rivolto a Furio Colombo ad una riflessione su questi argomenti. Il Cile e Cuba. La politica neowilsoniana a fronte del vociferato attacco all'Iran. Pannella dubita che la società americana accetterebbe una nuova guerra, d'altra parte Blair si è già fatto da parte. La politica dei repubblicani, ma anche quella dei democratici. Le alleanze con i dittatori.
    1:13 Durata: 15 min 11 sec
  • Giù le mani dai cattolici

    L'associazione Luca Coscioni, secondo Marco Pannella, riassume tutto il senso della storia radicale. La ricchezza dei racconti di vita ascoltati al Congresso, rispetto a quella dei diversi saggi sull'argomento. Lo splendido intervento di Barbara Sanua, ripreso dall'<em>Ansa</em>. Eppure, osserva Pannella, non una riga, non una bella penna, che dimostri di sapere cosa accade nei congressi radicali. L'intervento di Severino, «l'inesorabilità della resistenza contro l'Inesorabilità». Il libro del vaticanista del Tg1, dal titolo <em>I cardinali di Sua Santità</em>, promosso dallo stesso telegiornale. La mancata promozione di Zizzola o Magister. Giovanni Paolo II, duecentosessantasettesimo papa. Già ai tempi di Lino da Orvieto, successore di San Pietro, c'erano problemi di assassinii. Il rovesciamento quotidiano del dettato della Chiesa (castità, fedeltà, eccetera). Quello che accade al popolo dei cattolici, dice Pannella, accade anche al popolo dei comunisti o dei democratici. «Giù le mani dai cattolici». L'assenza di Pietro Prini al Congresso.
    1:28 Durata: 15 min 1 sec
  • La bufera sulle primarie nel centrosinistra

    La bufera sulle primarie nel centrosinistra, provocata, secondo Pannella, dall'innesco nella realtà partitocratica di meccanismi (anche limitati, pericolosi, inquinati, eccetera) di grande storia, come la storia americana. Il successo del ruspante Niki Vendola. Il richiamo al «falsificatore abituale», dall'animo siculo-piemontese, che ha affermato che Pannella ha fatto l'apologia di Vendola.
    1:43 Durata: 5 min 52 sec
  • Simone Cola, definito incredibilmente eroe di pace

    L'editoriale di Luca Cordero di Montezemolo dulla <em>Stampa</em>. Secondo Pannella, Montezemolo deve stare attento perché è un potente. Dopo avere mandato o lasciato andare via Forattini, Ceccarelli e Battista, si mette a fare gli editoriali. Confindustria torna quella degli anni cinquanta. Pannella non sente opposizioni a questa linea. Lo sdegno di Pannella su Pera sulla prima pagina del <em>Giornale</em>. L'accusa di Bondi contro Eugenio Scalfari di essere laicista e non laico. La ricca prima pagina del <em>Giornale</em>. Simone Cola, definito incredibilmente <em>eroe di pace</em>, lui che è morto sul lavoro e che era un militare. Questa retorica, secondo Pannella, distrugge tutto. La critica all'inno nazionale italiano. La storia dell'amante palestinese che rende a Golda Meir la femminilità che le mancava.
    1:49 Durata: 7 min 59 sec