06 FEB 2005

Conversazione settimanale con Marco Pannella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 4 min
Organizzatori: 

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Roma, 6 febbraio 2005Consueta intervista della domenica sera con Marco Pannella.

In studio: Massimo Bordin. .

Registrazione video di "Conversazione settimanale con Marco Pannella", registrato domenica 6 febbraio 2005 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 2 ore e 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • I radicali come forza di alternativa, non di mera alternanza

    L'ultima dichiarazione di Fausto Bertinotti («L'ospitalità ai radicali è un modo in più per raccogliere questa domanda che è anche una domanda di costruire un'alternativa alle destre»). Bertinotti, secondo Pannella, coglie un aspetto fondamentale della richiesta di ospitalità avanzata dai radicali. «E' un modo di concepire un partito, o una parte, un po' all'americana, fondato cioé sul fatto che ci sono obiettivi politici che possono non essere coerenti con i valori e le ideologie». La formula dell'ospitalità idonea per tutti i partiti nuovi (il Partito dei pensionati, per esempio) che <em>restano fuori dal recinto</em>, quel recinto che ha sequestrato come un privilegio i diritti fondamentali civili del nostro paese. Il partito come libera associazione e non come «propagine corrotta e corruttrice dello Stato». Bertinotti, dunque, ha una posizione radicale. Il riferimento è al bipartitismo americano con i suoi infiniti livelli di confronto sociale e politico (a partire dalle elezione del presidente di Washington e dei governatori degli stati), al federalismo americano, così diverso da quello svizzero. Ancora sull'<em>asta</em> dei radicali e sulle accuse di Clemente Mastella («Puttana io? Puttana lui!»). «State attenti al senso comune», dichiara Pannella. «Sono gli altri partiti, quelli che rappresentano il 90-95%, che oggi dibattono e sono coinvolti nella realtà radicale». Pannella difende la radicalità di questa <em>asta pubblica</em>, altro rispetto alle solite aste sommerse e tutelatissima come regole. <strong>Indice per argomenti</strong>
    0:00 Durata: 15 min 13 sec
  • La richiesta di ospitalità e i moralismi

    Massimo Bordin domanda se il rivolgersi dei radicali ai <em>corleonesi</em> e ai <em>palermitani</em> non significhi per certi versi rivolgersi alla <em>mafia</em>. Pannella spiega che l'unico modo per combattere la mafia e la mafiosità dello Stato, della Corte Costituzionale, è sottolinerae l'estraneità a quel paesaggio. I radicali lo hanno sempre fatto. Hanno sempre parlato di <em>monopartitismo imperfetto</em> (articolato, con aggiornamenti, da quaranta anni in due poli), hanno sottolineato la continuità storica con il fascismo, con il corporativismo (e il carattere pubblico e parapubblico nei due regimi del sindacato). La battuta di Bordin sulla Gad e sulla vecchia Ad di Adornato. Il recinto partitocratico, continua Pannella, è divenuto oggi tenutario in esclusiva dei diritti costituzionali. I radicali hanno detto da tempo che il sequestro dei diritti fondamentali, compiuto riducendo tali diritti a privilegio di qualcuno, è al di fuori della legalità. Un esempio: l'elenco nominativo dei beneficiari dell'otto per mille (che comprende organi del Parastato, come Sant'Egidio, eccetera). Anche per questo il passaggio da un polo o da un partito all'altro sta diventando regola e spesso è condizione di sopravvivenza. Questa è l'Italia, dice Pannella, così come discutevano gli antifascisti durante il fascismo, così discutono i radicali. La scelta è tra presentarsi fuori dal recinto chiedendo agli italiani una testimonianza morale (che tuttavia Pannella, in quanto democratico, vede come un modo improprio di accettare di vivere il diritto di voto), oppure entrare nel recinto. Il problema della scelta di uno dei due poli. Il rilievo dell'accenno fatto da Silvio Berlusconi alla vigilanza del Ministro dell'Interno sulla regolarità delle elezioni. L'importanza dell'offerta del presidente del Consiglio, che dice <em>per le posizioni radicali e le nostre c'è pari legittimità</em>, che un tempo avrebbe richiesto manifestazioni di piazza. Allo stesso tempo, dice Pannella, quando Berlusconi sembra dire che <em>i referendum è meglio farli non in estate ma prima</em>, sembra dire qualcosa per cui Pannella un tempo ha fatto lo sciopero della fame (nella specie il Ministro dell'Interno era Giorgio Napolitano). Quando invece la Gad fa dire a Franco Marini (con l'onestà di Franco Marini) <em>i radicali chiedono ospitalità, noi siamo d'accordo, quindi da questo momento dobbiamo lavorare insieme, ma ad una sola condizione che i radicali accettino solo la nostra e dicano a quegli altri no</em>, ci chiede in sostanza di disarmarci e di consegnarci già con i ferri ai polsi, mettendoli in condizione di dirci poi, metaforicamente, <em>potete accomodarvi nelle stalle</em> oppure <em>la campagna elettorale è un problema vostro</em> e <em>non importa se non potete uscire perché la porta è chiusa a chiave</em>. Altra questione. Sul <em>Corriere della Sera</em>, nel sommario dedicato ai finanziamenti ai vari partiti, si indicano i due milioni da Soros ai radicali con l'etichetta <em>in prestito</em> (in realtà non da Soros ma da una sua banca: Pannella può fornire gli estremi delle operazioni bancarie fatte il 30 agosto e il 30 gennaio - al tasso del 7,5% - e può dimostrare che per rendere questo prestito ha dovuto accendere un rapporto di cinque anni con un'altra banca che - al tasso del 6,5% - ha anticipato ai radicali le somme che dovrebbero prendere come rimborso spese da oggi fino al 2006). Si dimenticano tuttavia i tre miliardi e otto di rimessione dei debiti che la Banca Intesa (e i nomi che ci sono dietro) ha fatto nei confronti dei Ds. L'accenno alla destra storica: in questo senso, dice Pannella, una qualche discendenza con i borghesi moralisti e con la moralità c'è. Altre questioni con i Ds: l'accanimento contro la presunzione di non colpevolezza, la magistratura. Per converso, la questione Catone. Le aperture del <em>Corriere della Sera</em> sull'assegno di Sirchia e gli scoop scomparsi di <em>Repubblica</em>. Concludendo, la richiesta dell'ospitalità, dice Pannella, nasce da una questione di legalità. I moralismi nascono dalle società immorali.
    0:15 Durata: 32 min 43 sec
  • La riunione a porte chiuse

    Ancora sulla scelta di uno dei due schieramenti. Bordin pone la questione dei media, sottolineando l'apporto mediatico all'iniziativa dei radicali che soltanto il centrodestra potrebbe fornire. Pannella non è d'accordo. Alcune idee, spiega, hanno semplicemente bisogno di incontrare i cittadini. Anche il Tg3 potrebbe realizzare questo contatto. D'altra parte, l'ampia riunione di venerdì pomeriggio all'Ergife eccezionalmente a porte chiuse. Pannella che ha sempre puntato sulla pubblicità del dibattito politico radicale (alla radio e su internet), ora viene indicato sui giornali ed accusato da un compagno. Osserva Pannella: «Non è che tutto quello che è fatto in piazza diventa buono perché è fatto in quel luogo. Anche se la piazza è l'<em>agorà</em> e noi siamo gli <em>agoristi</em>». C'è il pericolo insito nella pubblicità meccanica: parlare a centomila persone invece che a cento. E poi quella era la riunione di tanti soggetti politici che discutevano delle diverse tesi, con il rischio che la stampa le raccontasse a suo modo, per cui giocava il dovere della riservatezza e della prudenza. La riunione è stata utile per raccogliere informazioni e valutazioni. Comunque è stata registrata e sarà pubblicata online.
    0:47 Durata: 2 min 48 sec
  • Il credito di Giulio Tremonti

    L'argomentazione suggestiva di Giulio Tremonti, per il quale si prendono più voti se si è meno e compatti, perché con questa semplicità e chiarezza si conquistano gli indecisi. Le agenzie l'hanno rilanciata, ma non ne è venuto fuori nessun sommario e nessuno occhiello. Pannella spiega che il potere di Tremonti è molto forte, perché egli ha credito ed ha anche il merito di quel credito. Il colloquio di sabato sera con Berlusconi, quello odierno con Fassino e quello serale di nuovo con Berlusconi. Le lettere dei compagni ricevute da Pannella e, d'altro canto, i giorni che passano.
    0:50 Durata: 13 min 11 sec
  • L'importanza dei contatti di questi giorni

    I numerosi contatti di questi giorni, un <em>patrimonio</em> frutto del dibattito dell'ultimo mese. «Questo patrimonio, dice Pannella rivolto agli italiani e agli stessi radicali, lo vivono e non lo riconoscono. Quando nasce una cosa nuova, quello che appare è l'ultima visione delle cose vecchie, l'ultima forma della putrefazione». Le precedenti esperienze con il centrodestra, l'importanza che stavolta la comunicazione effettiva raggiunga l'opinione pubblica. Le menzogne impunite del <em>maestro</em> Giovanni Sartori sulle bevute di Pannella durante lo sciopero della sete e i soldi presi dull'unghia da Berlusconi. Querelarlo, dice Pannella, sarebbe un modo di fargli pubblicità.
    1:03 Durata: 5 min 29 sec
  • Scegliere le ragioni del cuore, piuttosto del cuore

    Il sondaggio secondo il quale il sessanta per cento dell'elettorato radicale sceglierebbe di accordarsi con il centrosinistra. La lettera di Pannella pubblicata stamani sul <em>Corriere della Sera</em>: il dover scegliere «le ragioni del cuore, piuttosto del cuore». Il riferimento, spiega Pannella, è a Susanna Tamaro (<em>Va' dove ti porta il cuore</em>) e a Blaise Pascal (<em>Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce</em>). Un esempio: «Un modo di ammazzare un'amicizia, in un momento di crisi, è difendere l'amicizia, invece dell'anima di quella amicizia». L'e-mail spedita a migliaia di elettori e quelle ricevute in risposta. Il tempo dedicato da Pannella a leggere e replicare a questa posta elettronica. In quel sessanta per cento, dice Pannella, ci sono i radicali storici. Alcuni scrivono <em>se tu vai con il centrodestra è finita</em> (non minacciano di andare altrove, più che altro si abbandonano, non ce la fanno più). Pannella sa che questa eventuale perdita è dovuta alla mancanza di comunicazione, sa che migliaia di radicali sono stremati per avere resistito come isole in alcuni momenti, sa che perdere lo 0,5% è una perdita per tutti e non solo per lui. Sono meno gli elettori radicali che minacciano di andarsene se si sceglie l'accordo con <em>i comunisti</em> del centrosinistra. In genere si tratta di elettori che sono arrivati negli ultimi dieci-dodici anni e anche questi Pannella li mette in conto. <em>Se questi compagni</em>, aggiunge Pannella rivolto a se stesso, <em>non ce la fanno più, se tu resti tale e quale, in fondo tu li hai amati e ti hanno amato, apparentemente feroce in alcuni momenti</em> (come con Benedetto Della Vedova), <em>forse si aspetterebbero un cinismo che non hai</em>. Pannella dichiara di non sapere ancora come si comporterà in concreto. Ancora: quella specie di atto di contrizione fatto ieri da Natale D'Amico. Il sondaggio proposto da Pannella a Prodi e Berlusconi.
    1:09 Durata: 18 min 25 sec
  • Le elezioni del 1976 e la richiesta di un prestito ad Agnelli

    Ancora sui debiti e sull'impossibilità di realizzare oggi le vendite del 1999. Il riferimento di Pannella alle elezioni del 1976 e alla lancinante convinzione che stavano per farcela ma che negli ultimi giorni si sarebbero ristretti gli spazi pubblici. L'appuntamento con Gianni Agnelli, che Pannella aveva già conosciuto quando era presidente di Confindustria (in quella occasione Agnelli si dimostrò pronto e disposto a dare ai radicali <em>una lira</em> in riconoscimento degli inquinamenti finanziari che la Confindustria aveva provocato e come garanzia simbolica che non sarebbe continuata. E tuttavia un segretario generale di Confindustria, Mattei, di estrazione azionista, si oppose e minacciò le dimissioni). La descrizione del giorno della partenza per Torino, con i lavoratori in sciopero e la bolgia a Fiumicino. Pannella riuscì a prendere un aereo che andava a Genova ed arrivò a Torino che era già notte. Agnelli era già andato a letto. Un suo collaboratore accolse Pannella e gli offrì la stanza di Edoardo, il figlio di Gianni, per riposare. Il mattino dopo, alle sei e un quarto, Pannella fu ammesso nella stanza ampia del re, che prendeva la spremuta d'arancia. Pannella spiegò la questione. Disse che negli ultimi giorni avrebbero perso trerreno anche se adesso stavano per farcela, chiese un prestito per la campagna elettorale da restituire con il rimborso. Agnelli sorrise, subito telefonò a Roma. Propose una scommessa. L'interlocoture, da Roma, forse gli diceva che non era il caso. Poi Pannella aggiunse che ovviamente questo prestito l'avrebbero reso pubblico. Agnelli trasecolò. Stette zitto per un minuto e disse che questo proprio non lo poteva fare. Dopo venti giorni Pannella raccontò questa storia, ovviamente eliminando i dettagli, per una questione di cortesia. D'altra parte, il riferimento al libro di Franco Briatico in cui si accusa Pannella di avere preso dei soldi a Eugenio Cefis. Pannella spiega che ci sono amici che hanno serbato il libro bianco piccolo in cui si raccontava come aveva indotto Cefis a fare dei versamenti per scoprire i sistemi che lui usava e i conti correnti e li portò al magistrato che poi non combinò nulla. Il riferimento al Cusi, Comitato unitario per la sinistra italiana, e all'Adespi, l'organizzazione laica e democratica dei professori. Quello che Pannella chiede oggi a l'uno o all'altro schieramento, non potendo iviare materiale informativo per mancanza di soldi e per i debiti contratti, è di potere scrivere i documenti in proprio lasciando che sia lo schieramento ospite a stamparlo e ad inviarlo ai capifamiglia o agli elettori. Pannella chiede <em>un dono</em> ai suoi elettori: fatemi fiducia ancora per un mese e un mese e mezzo.
    1:27 Durata: 17 min 23 sec
  • L'arbitrarietà del caso e le sue coincidenze

    Ancora sulla richiesta di ospitalità, Pannella chiede agli elettori di scrivergli e-mail per reagire in qualsiasi modo. Altra questione: il convegno di Djibuti. L'articolo sull'<em>Unità</em> in cui Pannella fa riferimento a questo convegno. L'assenza di alcuni radicali alla riunione di venerdì: i tre aerei necessari per arrivare da Djibuti a Roma, la stanchezza di Emma Bonino e Gianfranco Dell'Alba. L'importanza del dibattito di Djibuti. La reazione delle donne contro gli ulema (contro <em>la vivisezione della bestia donna</em>), e, d'altra parte, lo scoppio dei dissensi tra gli stessi ulema. Le notizie inquietanti provenienti dalla Georgia. La morte del giovene premier (che per molti anni aveva avuto la tessera radicale) per le esalazioni di una stufa insieme ad un suo governatore. Il suicidio del suo più diretto collaboratore, trentaduenne, qualche giorno dopo. D'altra parte, la Cambogia, dove sono stati incriminati tre parlamentari, tra i quali il capo dell'opposizione, il Sam Reisi Party, vicino ai radicali. Ancora, la scomparsa dei familiari di alcuni montagnard iscritti al Partito radicale transnazionale. Osserva Pannella: «Ecco cosa succede in quattro giorni a persone unite dalla stessa tessera». Coincidenza, come quella in cui Matteo Angioli legge la storia di Martin Luther King e nota che il Partito Radicale è nato il 5-6 dicembre 1955, lo stesso giorno della rivolta dell'autobus, con la donna nera (Rosa Parks) che non si alzò. La curiosità di Pannella sulla sorte di quella donna e l'accenno fatto proprio in quel momento da Fleishner nella consueta rubrica su Radio Radicale (La dona ha oggi novantadue anni). L'arbitrarietà del caso e le sue coincidenze.
    1:45 Durata: 15 min 33 sec
  • La lealtà di Franco Marini

    Ancora sulla dichiarazione di Franco Marini. L'importanza del fatto che quella dichiarazione sia stata fatta proprio da lui. Franco Marini, secondo Pannella, ha agito con lealtà. D'altra parte, il non voto di Marini sulla mozione della sinistra sull'Iraq. La dichiarazione sulla prossima mozione. La solidarietà abbruzzese di Pannella con Marini e Del Turco.
    2:00 Durata: 3 min 50 sec