05 GIU 2005

Conversazione settimanale con Marco Pannella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 5 min
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 5 giugno 2005Consueta intervista della domenica di Massimo Bordin a Marco Pannella. .

Registrazione video di "Conversazione settimanale con Marco Pannella", registrato domenica 5 giugno 2005 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 2 ore e 5 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • La questione dell'astensione

    La questione dell'astensione nella prossima consultazione referendaria sulla procreazione assistita («ovvero il tema della estrema rivolta organizzata dei partecipi dell'ordine costituito contro il residuo di legalità istituzionale del nostro paese», dice Pannella). La partecipazione ad una manifestazione per l'astensione di tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale. La posizione del costituzionalista Michele Ainis, che ha evidenziato la norma che sanziona penalmente l'induzione all'astensione, nell'esercizio delle loro funzioni, da parte dei ministri del culto o dei funzionari pubblici, a fronte dell'inerzia della magistratura. «Quella del Vaticano è una risposta all'avviata Riforma conciliare di Giovanni XXXIII». Il volontarismo dei Radicali, che gridano: «Forza Piero!» (senza molti risultati). Le dichiarazioni di Luciano Violante che dice: «Enrico Berlinguer seppe evitare lo scontro». Pannella risponde: «Berlinguer vinse perché fu costretto allo scontro». Il problema, insomma, è il <em>Compromesso storico</em> nel senso più ampio. Questo spiega anche la conmtinuità con i Francesco Rutelli e con i Luciano Violante. <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 15 min 41 sec
  • Le previsioni di Marco Pannella ed Emma Bonino sul quorum

    Le previsioni di Marco Pannella ed Emma Bonino sul quorum: pessimismo, ottimismo? La proposta di autoconvocazione di un'assemblea dei mille per il 17-19 giugno, che ci sia la vittoria o la sconfitta. «Un'occasione visibile sul che fare, a partire dal risultato». I convocatori sono tali a titolo personale e o politico. L'incalzare della lotta ha dato poco spazio di valorizzazione all'assemblea. Il referendum come battaglia e non guerra.
    0:15 Durata: 6 min 29 sec
  • L'invito del Partito radicale all'astensione nel 1985

    Il monito ai Ds e l'irrobustimento del <em>Riformista</em>. Christian Rocca sul Foglio, Andrea Gallo nella Chiesa. La posizione di Marco Pannella, e del Partito radicale, a favore dell'astensione nel referendum sulla scala mobile del 9 giugno 1985, ricordata da Renato Farina su <em>Libero</em>. La decisione, dopo sessanta giorni, di fare campagna per il <em>no</em>.
    0:22 Durata: 10 min 15 sec
  • L'induzione all'astensione come reato

    Lo stato di avanzamento del regime in Italia. La questione dell'invito all'astensione da parte di chi occupa alcune cariche, a fronte della libertà di manifestazione del pensiero (l'accusa, rivolta ai radicali, di volere tacitare anche il Papa). L'apologia del comportamento volto ad indurre l'astensionismo da parte da tutto lo Stato e tutta la Chiesa (salvo eccezioni). L'obbligo - vigente di fatto in Italia - di non esercizio dell'azione penale da parte della magistratura. L'intervento militante, forse determinante ai fini del reato, di Francesco Rutelli.
    0:32 Durata: 13 min 8 sec
  • Il silenzio di Carlo Azeglio Ciampi

    Il procedimento contro il cittadino Don Andrea Gallo. Le pressioni sui cittadini, sulle suore, sui preti, sui politici. In questi casi il presidente della Repubblica si comporta in modo formalmente ineccepibile. Non deve parlare di politica e, infatti, non lo fa. A questo punto non rimane che attendere domenica per vedere se Carlo Azeglio Ciampi andrà a votare, e se e come la televisione lo riferirà. Letti gli interventi di Pera e Casini, secondo Pannella, stavolta Ciampi dovrebbe sentire il dovere di fare qualcosa. Per esempio: garantire ai militari italiani di stanza in Iraq il diritto di votare nel referendum. L'astensione di Francesco Cossiga e di Paolo Guzzanti. L'impegno delle istituzioni per il successo dell'astensionismo, secondo Pannella, è un'impresa golpista del Caso Italia. Il sondaggio sui ministri più popolari del Governo Berlusconi: Fini (il primo), Prestigiacomo (la quarta), Martino (il quinto). Tutti per a favore del referendum (Fini, in particolare, tre sì e un no). Di nuovo sull'autoconvocazione dell'assemblea del 17-19 giugno: al momento mancano 500 autoconvocatori su 1000.
    0:45 Durata: 13 min 38 sec
  • Il Patto Gentiloni e il Patto Rutelli

    La questione dell'Europa. Secondo Pannella, Silvio Berlusconi, avendo l'obbligo istituzionale di prendere le distanze dall'antieuropeismo della Lega Nord Padania (dalle dichiarazioni di Calderoli e Maroni), si limita a metterci una pezza.L'assenza dei radicali su questi temi dopo i <em>no</em> nei referendum francese e olandese. Pannella fa notare anche che la Convezione europea ha visto esclusi i radicali (eppure allora ce n'erano sette di parlamentari radicali). «Abbiamo ripetuto fino alla nausea che l'Europa era tante cose ma soprattutto un <em>verme</em>». Pannella, come Sergio Romano, ritiene che questo <em>no</em> derivi da un coacervo di delusioni e preoccupazioni. Il voto francese e olandese è, insomma, una fotografia dell'Europa che non c'è. Corsi e ricorsi storici: Gentiloni, braccio sinistro di Rutelli. Il cambiamento di Rutelli <em>quando ha deciso di celebrare il matrimonio</em>. Gentiloni, un nome che appartiene alla storia d'Italia. A quel momento in cui, vigendo il <em>non expedit</em>, fu siglata l'eccezione, il così detto <em>Patto Gentiloni</em> (il <em>Patto Rutelli</em> di oggi), che servì per fare fuori Romolo Murri.
    0:59 Durata: 22 min 43 sec
  • L'informazione televisiva

    L'informazione televisiva. I sette episodi circoscritti denunciati dai compagni radicali e, in primo luogo, dall'avvocato Giuseppe Rossodivita. Domani Fabio Cattaneo, direttore generale della Rai, sarà sentito presso la Procura della Repubblica di Roma. «Il vero disastro - dice Pannella - non è dato dallo schifo di Mediaset». Il problema è invece tutta l'attualità di risse politiche (il dissenso tra Prodi in vacanza e Rutelli, lo scontro politico che non va in vacanza) che ha tolto spazio al referendum. Ancora sulle dichiarazioni di Violante su Berlinguer. Oggi è impossibile per Fassino vincere e difendere la posizione dei Ds attraverso quella di Violante, eppure - dice Pannella - glielo stanno imponendo. Il ricordo di Argentina Marchei, popolana comunsita di Trastevere, che fece la campagna per il divorzio insieme ai radicali.
    1:21 Durata: 12 min 47 sec
  • Obiettivi laici, piuttosto che valori

    Le affermazioni di Gianfranco Spadaccia sui valori portati avanti dai radicali (il diritto di ingerenza, per esempio, ma anche la democrazia, la libertà...) I radicali, spiega Pannella, portano avanti l'Italia degli obiettivi laici, piuttosto che dei valori laici. «Obiettivi che devono passare attraverso la spcificità laica del diritto positivo che è buono oggi e può essere pessimo domani». La comunicazione di serietà, praticità, logicità e di rigore negli interventi di Antonio Tombolini.
    1:34 Durata: 8 min 28 sec
  • L'assemblea del Che fare

    Ancora sull'assemblea del <em>Che fare</em>, dopo il 13 giugno. L'esigenza di raggiungere il numero di mille autoconvocatori. D'altra parte, il caso Fallaci. Pannella, fosse stato il direttore del <em>Corsera</em>, avrebbe pubblicato questa <em>articolessa</em> per il suo valore giornalistico ed editoriale (in termini di promozione editoriale è un bel colpo). Ferrara aveva detto a Pannella che l'avrebbe pubblicata lui sul <em>Foglio</em>, invece l'ha fatto Mieli. Certamente sarebbe possibile compensare in qualche modo nel corso di questi giorni, ma Pannella le avrebbe pubblicate. Del resto la linea Prodi porta ad Oriana Fallaci. Che dirà Berlusconi? Che dirà Prodi? Per Pannella l'evento non è <em>cosa</em> e <em>come</em> lo diranno, ma <em>chi</em> di loro lo dirà. Insieme hanno delle funzioni attribuite da una cabina di comando che è oltretevere e che studia in modo ordinato il progredire degli eventi. Se il presidente della Repubblica va a votare alle tre o alle otto, se Berlusconi parlerà o meno, quando Prodi parlerà. Il riferimento a Vasco, De Gregori, ai Girotondi, a Moretti, a un Marco Travaglio radicale. A proposito di «giustizialismo»: le vacanze del ministro Alemanno alle spese di Tanzi. «Il 12 e il 13 - dice Pannella - va ai voti lo Stato». Infine aggiunge: «Forza Piero!».
    1:43 Durata: 21 min 51 sec