08 GEN 2006

Conversazione con Marco Pannella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 16 min
Organizzatori: 

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Roma, 8 gennaio 2006Conversazione settimanale con Marco Pannella al termine del Comitato nazionale di Radicali Italiani.

In studio: Massimo Bordin. .

Registrazione video di "Conversazione con Marco Pannella", registrato domenica 8 gennaio 2006 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 2 ore e 16 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • L'appello di Biagio De Giovanni e la lettera di Lanfranco Turci all'Unità

    L'appello di Biagio De Giovanni. L'iniziativa di Lanfranco Turci (e Franca Chiaromonte, Luigi Manconi, Enrico Morando, Fabio Mussi, Magda Negri, Stefano Passigli, Cesare Salvi, Lalla Trupia, Katia Zanotti). <strong>Indice</strong><br>
    0:00 Durata: 6 min 54 sec
  • La necessità di una grande svolta nel centrosinistra

    La storia che sta dilagando - «comprensibilmente, ma non giustamente» - sulla Bancopoli, «come se fosse unicamente di sinistra». I radicali, spiega Pannella, si sono trovati per vent'anni a sottolineare in modo non scandalistico, ma di «moralità politica», cosa si sarebbe costruito se si fosse continuato così. I problemi posti da Pannella sui sindacati e le <em>castronerie</em> di Giuliano Amato in proposito. Considerato quello che leggiamo sul <em>Giornale</em>, sul <em>Corriere della sera</em>, sul <em>Foglio</em>, cosa incombe?, si chiede Pannella. C'è qualcosa di esplosivo che non viene fuori, ma è un problema di «politica pura». I firmatari della lettera di Turci hanno sostenuto la necessità di una grande svolta nel centrosinistra. Questo avrebbe richiesto una grande inchiesta da parte dei giornalisti di <em>Repubblica</em>, e comunque da parte di giornalisti attenti, sulla storia dei Ds. La richiesta, se accolta da parte di D'Alema e Fassino, sbatterebbe fuori dal campo la presenza impropria, nelle sue parti «superfluamente scandalistiche», ovvero il problema di fondo, quello che era del divorzio, dell'aborto, delle scelte liberali, laiche, eccetera. Il riferimento è all'influenza del Papa e del Vaticano nella politica italiana e in quella della sinistra. Il Papa vive considerando il mondo come Goya, quando Goya considerava i suoi mostri. «Un uomo eruditissimo, di cui tuttavia non conosco cultura», dice Pannella di Joseph Ratzinger. Ancora sulla centralità della Rosa nel pugno nelle sorti del centrosinistra e sul silenzio della stampa sui giorni di Comitato di Radicali Italiani, fatta eccezione per la battuta di Daniele Capezzone sullo spot comparativo tra la Bonino e la Santanché. Le cose che fanno i radicali, quanto più sono azzeccate, tanto più devono diventare clandestine. E' un riflesso perché quel direttore o quell'altro erano in ferie?, si chiede Pannella. La riunione della segreteria e quella della direzione della Rosa nel pugno previste per domani. La crisi di crescita della <em>Rosa nel pugno</em>. Ancora sull'appello di Biagio De Giovanni. I confusi segnali di fumo di Bobo Craxi. Marco Pannella si rivolge ai compagni dello Sdi chiedendo loro di essere all'altezza delle ambizioni che, insieme con i radicali, hanno resuscitato nel mondo. Spiega Pannella: «L'unità dei socialisti è l'unica speranza di riuscire a fottere l'unità socialista delle persone e delle forze nuove». Il problema che si pone è quello del 26 marzo 1974, quando Enrico Berlinguer ruppe e iniziò i trentacinque giorni di lotta per il sì al referendum, invece che di lotta contro il referendum. Oggi, però, l'Unità, l'organo fondato da Antonio Gramsci, l'organo del partito, pubblica il testo della lettera dei membri della Direzione Ds a Fassino e D'Alema. E' l'unico quotidiano a pubblicare questo testo. Pannella si rivolge in particolare a Eugenio Scalfari: «Svegliati!»; ma anche al <em>Corriere della Sera</em>, che pure dà spazio alle iniziative per l'amnistia, ma non a questo. Il problema che esplode, non è solo divorzio breve o no, ma è «se Francesco (Rutelli, ndr) si convince che è imprudente a giocare con troppa durezza e furbizia la carta di alleanza vaticana». Questo, con la politica di questi mesi di Massimo D'Alema e Piero Fassino, una politica che tendeva a tranquillizzare Oltretevere, è un problema che esplode. Il riferimento a <em>Europa</em>, il giornale della Margherita, un bel giornale, dopo l'arrivo di Stefano Menichini. Il ricordo del giovane Rutelli, segretario del Partito radicale, che già allora difendeva il popolo iracheno e il popolo curdo da Saddam Hussein, ma che occupava anche il balcone in Piazza Montecitorio per mettere la bandiera vaticana. L'<em>accompagnatore</em> di Rutelli, Gianni Vernetti. A Francesco, continua Pannella, non gli si pongono dei limiti e, quindi, nel vuoto <em>straripa</em>. Da Franco Marini a Roberto Giachetti a Battisti nasce una carta <em>laico-cristiana</em> nel senso in cui Don Sturzo scriveva sul <em>Mondo</em>, quando poté tornare in Italia. Per Pannella <em>laico</em> e <em>cristiano</em> sono sinonimi quando si parla di credenti. L'articolessa di Barbara Spinelli sulla <em>Stampa</em>. Il suo orizzone è quello degli oligarchi e delle oligarchie. Martedì, insiste Pannella, è l'ultimo giorno per smettere di impedire che esploda il grande dibattito sull'alternanza a Berlusconi. Pannella non sarebbe con il centrosinistra con tanta convinzione se pensasse che davvero il centrosinistra ha già vinto. «Coloro che sono membri della Direzione de Ds e sono parlamentari e anche gli altri leggano il documento sui nostri siti e su quello dell'Unità e vedano quel documento che è una semplice richiesta di un dibattito agganciato agli immensi problemi sociali del nostro paese: quello della sua giustizia, dello Stato e della società di diritto, della legalità e quindi della laicità, del laicismo». Rutelli, straripando, propone il peggioramento della Legge 40, o almeno il suo completamento, con il divieto di importare embrioni dall'estero. Il riferimento a Vittorio Feltri, che <em>mostra</em> senza intecettazioni, anche su Berlusconi. Le firme di sostegno politico alla lettera anche da parte dei non membri della Direzione Ds, come Giorgio Napolitano, che pure è sempre stato un «prudente». La sua passeggiata a Natale per l'amnistia. La marcia di Emanuele Macaluso, che Pannella ricorda come la prima persona che ha tentato di organizzare una alternativa alla Dc, con l'<em>operazione Milazzo</em> (nel 1959 a Palermo, nella Sala d'Ercole, sede del Parlamento siciliano, la Dc, che pure governava in tutta Italia, finì all'opposizione. Alcuni democristiani <em>ribelli</em>, infatti, trovarono un accordo con altre forze politiche dando vita a un governo con una maggioranza parlamentare che spaziava da destra a sinistra) e l'amico Vito Guarrasi. Ancora sul sì di Gianfranco Pasquino. La possibilità, attraverso un grande dibattito sui quotidiani, di rimettersi in presa diretta con l'Italia e l'Europa dell'antifascismo europeo, liberale, socialista, laico, federalista.
    0:06 Durata: 40 min 44 sec
  • Il rapporto tra il dibattito richiesto e quello sul Partito democratico

    Il rapporto tra il dibattito chiesto dalla Rosa nel pugno e il Partito democratico di cui tanto si discute a sinistra. Per Pannella c'è tutta la differenza che c'è con il Partito repubblicano della Terza Repubblica francese. Pannella torna poi sull'opportunismo di Francesco Rutelli, che ideologizza l'opportunità, facendola diventare, appunto, <em>opportunismo</em>. D'altra parte, le grandi politiche di centro laico che, nei paesi anglosassoni, sono proprie sia della sinistra che della destra. L'evirazione della democrazia italiana negli anni Settanta, quando - ricorda Pannella - non avevano senso dello Stato né cattolici, né comunisti (salvo i degasperiani e i fanfaniani: Pannella tante volte ha reso omaggio alla grandezza di Fanfani nell'esercitare la Presidenza del Senato, come Andreotti per la Camera dei deputati).
    0:47 Durata: 4 min 54 sec
  • La storia di Bettino Craxi e quella di Giulio II

    Ancora sull'appello di Biagio De Giovanni. Bobo Craxi come <em>normalizzatore</em>. La proposta di luglio da parte di Radicali e Sdi della triade Loris Fortuna, Tony Blair e José Luis Zapatero (con le differenze su Iraq e altro, ma con la sua risposta al Vaticano). D'altra parte il socialismo di Bettino Craxi quando era presidente del Consiglio (cui si richiamano i figli). La storia di Giuseppe Saragat e quella di Pietro Nenni (che fece sconfiggere lo Psi). Spiega Pannella: Bettino Craxi, come presidente del Consiglio, è stato battuto in modo tale che lui ha fatto coincidere la sua sconfitta politica con quello del Partito socialista. La linea di Bettino - ricorda ancora Pannella - comincia quando entra all'università, quando a un congresso dell'Ugi si doveva impedire che fosse eletto vicesegretario un giovane vecchiettiano. Lì Pannella, chiamato con urgenza, intervenne invece per farlo eleggere. Era un giovane autonomista, appunto Bettino Craxi. Poi venne la firma dei Patti madamensi, ma anche l'esposizione per il Caso D'Urso, eccetera. I trenta anni di Radio Radicale. La citazione del compagno Alessandro, che ha amici che <em>mandano in fumo il loro cervello</em>, perciò è antiproibizionista. I messaggi che sono arrivati a Pannella. Il riferimento, durante l'intervento al Comitato di Radicali Italiani, alla storia di Giulio II (con la ricerca su internet di Daniele Capezzone). Radio Radicale come università popolare. Il ricordo di Ian Iliescu che ventritreenne andò all'università dove Pannella aveva organizzato qualcosa con Olaf Palm. Iliescu, giorni dopo il Rapporto Krusciov, non ne sapeva nulla. Pannella allora gli procurò <em>Le Monde</em>.
    0:52 Durata: 19 min 7 sec
  • Francesco Rutelli e il Partito democratico

    I pacs. La posizione, anche qui diversa da quella dei radicali, di Francesco Rutelli che vuole un contratto con effetti meramente civilistici. La necessità di aiutarlo a non straripare. Aiutarlo a non essere uomo di convenienze, invece che di convinzioni. Questo partito democratico, dice Pannella: a) si fa con la riforma anglosassone, b) o, se avete la forza, si fa di stampo francese con il 12% per il secondo turno. Il riferimento a Fisichella che difendeva con molta competenza e garbo sul <em>Tempo</em> il doppio turno alla francese. Una citazione del presidente adorato da Francesco Rutelli e fatto eleggere anche dai radicali, che disse: «Quando il referendum dice qualcosa, il Parlamento sotto dettatura obbedisce». E la storia delle cose, come sono andate. La polemica con Giovanni Sartori, un <em>impunito</em>, che voleva il doppio turno con la certezza soltanto dei primi due. L'intervento di Stefano Passigli. La battaglia <em>adolescenziale</em> di Francesco Rutelli per il Partito democratico. Per Pannella potrebbe andare peggio che al povero Bettino, che per fare l'unità dei partiti di centrosinistra rinnovò i Patti Luteranensi.
    1:11 Durata: 7 min 27 sec
  • L'inganno sul potere di grazia

    Il silenzio dei media sulla questione squadernata dai radicali. Un tabù che non è nuovo. L'affermazione di Pannella al Congresso di Radicali Italiani: «Io diventerò il giapponese dell'utopia prodiana». Un'affermazione che avrebbe dovuto fare sorridere prima di tutto Romano Prodi, additato come propugnatore di un'utopia. La mancanza di tempo per ricevere i radicali. Marco Pannella, d'altra parte, non chiede di essere ricevuto, né ha intenzione di chiederlo. «I compagni dello Sdi hanno faticosamente tentato di costruire l'occasione per il ricevimento, hanno ottenuto che, invece di ricevere i radicali, Romano Prodi non ha più ricevuto loro». Il riferimento a Corrado Carnevale come ad Adriano Sofri. La posizione di Altero Matteoli. L'inganno teso al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sul potere di grazia. La fissazione dell'udienza davanti alla Corte Costituzionale per il conflitto di attribuzioni per il 29 maggio, quando Carlo Azeglio Ciampi non sarà nemmeno più presidente. «Questi - dice Pannella - sono i mostri di Goya». La balbuzie di Piero Fassino sulla proposta di candidare Adriano Sofri. Ecco perché - osserva Pannella - l'ascesso non è Bancopoli, e, piuttosto, la questione della legalità, le parole di Luciano Violante e Anna Finocchiaro sull'amnistia, eccetera. Il dibattito che si vuole nei Ds oggi è <em>per superare senza perdenti Livorno</em>. Lo schieramento con Giuseppe D'Avanzo nello scontro all'interno di <em>Repubblica</em>. Il riferimento a La Malfa, Amendola, Leonardi e Dorso (con i dorsiani Maccanico, Compagna, eccetera), La Licata. Circa otto mesi fa Pannella pensò a una sorta di Partito d'azione risorgimentale per la <em>Rosa nel pugno</em>. L'appello agli accademici dei Lincei.
    1:11 Durata: 24 min 51 sec
  • L'amnistia deve essere straordinariamente audace

    La questione dell'amnistia. La riunione della Commissione giustizia della Camera dei deputati prevista per martedì. La rianimazione del dibattito politico. Osserva Pannella: «E' difficile che facciano qualcosa di serio, però è anche difficile che abbiano la faccia come il culo di non fare nulla». L'editoriale di Alessandro De Nicola sul <em>Sole 24 Ore</em>, secondo il quale l'amnistia può aggravare la questione della riforma della giustizia. Pannella ricorda che l'amnistia serve per i giudici e l'indulto per i detenuti, che si tratta di rimediare alla condizione di illegalità che si protrae dagli anni Ottanta. L'amnistia, secondo Pannella, deve essere straordinariamente audace.
    1:36 Durata: 10 min 13 sec
  • La foto-storia del Tempo

    La foto-storia e l'editoriale del <em>Tempo</em>. La topica giornalisticamente felice di Franco Bechis (che almeno <em>ci azzuppa il pane</em>). L'intelligenza di questi giorni da parte di Vittorio Feltri. L'invito a Paolo Mieli a dare un occhio quello che fa Bechis.
    1:46 Durata: 3 min 42 sec
  • La Direzione dei Ds

    La Direzione dei Ds prevista per l'11 gennaio che potrebbe avere una reazione di rigetto davanti a interpretazioni come quelle del <em>Tempo</em>, del tipo: non possiamo farci dettare la linea da Marco Pannella.
    1:50 Durata: 3 min 5 sec
  • La scelta straordinaria di Ariel Sharon

    La scelta straordinaria di Ariel Sharon. La dimostrazione che le idee sono quelle che possono dettare le forme e i tempi della storia. E la nobiltà tragica. La dissennatezza che, nella storia, ha i suoi momenti di trionfo. Il cuore che dicono sia crollato davanti alle accuse di malversazione rivolte a lui attraverso suo figlio (e Pannella ci crede). Resta il fatto - dice Pannella - che, con Israele, l'Europa sta ripetendo una storia ignobile. Il neutralismo socialburocratico tirato fuori, da ultimo, con la Yugoslavia. Il ricordo di Dudovich, che poi divenne segretario della Lega serba, quando accolse Pannella al ritorno dall'arresto in Bulgaria, con l'Orient Express insieme ad un gregge di pecore. Anche lui morì di disperazione. Ancora una citazione di Giulio II, che mise a morte i domenicani perché si erano opposti ai francescani sull'Immacolata concezione.
    1:53 Durata: 15 min 19 sec