23 GEN 2002

Corte dei Conti: Inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 21 min

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Registrazione video di "Corte dei Conti: Inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2002", registrato mercoledì 23 gennaio 2002 alle 00:00.

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  • La relazione del Pg Vincenzo Apicella

    <p><strong>Con molte idee e qualche perplessità dovuta alla riforma federalista, il Pg Vincenzo Apicella apre l'Anno Giudiziario 2002 della Corte dei Conti</strong><p>Roma, 23 gennaio 2002 - Suggerisce di istituire un comitato tecnico ristretto per evitare discussioni sui buchi di bilancio. Chiede maggiori controlli sulle società municipalizzate. Rivendica il controllo sui conti delle Regioni e sulle aziende private incaricate di una attività pubblica. Ricca di proposte, la relazione di apertura dell'Anno giudiziario della Corte dei Conti, come quella letta dal Pg della Cassazione poco più di una settimana fa, non manca di ricordare che «in molti casi anche gli avvocati utilizzano tutti i mezzi a disposizione per allungare i tempi del processo».<p><strong>A chi spetta il controllo sulle Regioni?</strong><p>Il quesito da un po' di tempo impegnava i giuristi. Stamani, tuttavia, la questione è stata posta apertamente dal Procuratore Generale della Corte dei Conti nella relazione con cui è tradizionalmente incaricato di chiudere l'anno giudiziario passato ed inaugurare quello nuovo. «Il problema dei controlli - ha spiegato Vincenzo Apicella - sorge poiché a differenza di quanto previsto nel progetto ipotizzato dalla grande Bicamerale, che disponeva espressamente la loro sopressione, la recente legge di riforma costituzionale si limita ad abrogare quegli articoli del vecchio testo che li prevedeva. Quid iuris? Ci si è domandato e ci si domanda».<p>La soluzione della questione per la Corte dei Conti non è «differibile» né, tantomeno, «eludibile», «in quanto il regime dei controlli rappresenta una pietra angolare del sistema di garanzia di una corretta amministrazione, sia nell'attuale regime costituzionale, che in un futuro probabile assetto ordinamento in chiave federalista». Apicella ha fatto notare che l'interpretazione che verrà data della riforma costituzionale determinerà, sotto il non irrilevante aspetto del controllo sulla gestione del denaro pubblico, il punto di equilibrio tra la funzione di centralità nazionale dello Stato e i poteri di autonomia delle regioni e degli enti locali. «La questione - ha detto esplicitamente il Pg - può mettere in discussione la ripartizione del potere legislativo tra organi centrali e organi periferici della Repubblica».<p><p>Naturalmente il procuratore generale della Corte dei Conti è convinto che una soluzione che attribuisse ad ogni singola regione, il potere di legiferare in modo esclusivo e autonomo in materia di controlli «porterebbe inevitabilmente ad una proliferazione di modelli e di procedure» che creerebbero «inammissibili difformità», «difficoltà nell'applicazione del diritto comunitario», «disparità di trattamento tra cittadini delle diverse parti d'Italia». Minerebbe alla base «l'attuazione del principio di solidarietà», e determinerebbe, persino, «qualche impaccio alla circolazione sull'intero territorio nazionale dell'attività imprenditoriale privata».<p>Insomma, per la Corte dei Conti il regime dei controlli sulla spesa delle regioni dovrebbero restare quello vigente. «La Corte dei Conti, infatti, - dice senza mezzi termini il Pg, richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale - è un organo della Repubblica posto a servizio dello Stato-comunità, e non già dello Stato apparato, con la finalità di ricoprire il ruolo complessivo di garante imparziale dell'equilibrio economico-finanziario del settore pubblico, e, in particolare, della corretta gestione delle risorse collettive, sotto il profilo dell'efficacia, dell'efficienza, e dell'economicità».<p>In questo senso, non sorprende che nella sua relazione il Pg abbia tenuto a sottolineare che l'evoluzione verso forme di federalismo, non esclude «la necessità che i valori e gli interessi più generali e più alti della nazione siano affidati, in quanto non divisibili, ad organi istituzionali centrali, primo fra tutti il Parlamento».<p><strong>Spesso gli avvocati utilizzano tutti i mezzi per allungare il processo</strong><p>Altro tema fondamentale toccato dal Pg, concerne le migliaia di ricorsi che ogni anno vengono presentati alla Corte dei Conti per il risarcimento a causa della lunghezza dei processi, in virtù della legge Pinto. «In applicazione della legge Pinto - informa Apicella - in pochi mesi sono già arrivate alla Corte dei Conti 500 segnalazioni. Le nostre previsioni indicano in migliaia di casi all'anno per denunce simili».<p>D'altra parte, secondo il procuratore generale, è «compito difficile» stabilire le responsabilità, perché «non sempre la lunghezza dei tempi processuali dipende dai giudici». «Sono molti i casi in cui anche gli avvocati utilizzano tutti i mezzi a disposizione per allungare i tempi del processo».<p><strong>Il bilancio dell'anno giudiziario appena concluso</strong><p>Nella pubblica amministrazione continuano ad aumentare <strong>i casi di danno erariale</strong>, parallelamente crescono le istruttorie della Corte dei Conti volte ad accertare l'entità del danno e ad individiare i responsabili. «Alla Corte - afferma Apicella - continuano ad essere denunziati sempre più numerosi casi di generico spreco di risorse». «In particolare - precisa il Pg - sono proporzionalmente alti gli interventi della Corte nelle materie contrattuale e fiscale, specie a seguito di specifiche denunce dell'Autorità per la vigilanza dei Lavori Pubblici, nelle gestioni fuori bilancio, nella amministrazione del demanio e del patrimonio e in quella del personale, nella gestione della sanità, nei diffusi fenomeni di risarcimento di danni e di pagamento di somme non dovute, nelle fattispecie di danno all'immagine, nonché in tema di frodi comunitarie».<p>Cala, invece, l'<strong>arretrato del contenzioso pensionistico</strong>. Lo scorso anno i ricorsi giacenti sono scesi da 187.000 a 163.200, con un decremento del 14,6 per cento. «Tale opera - avverte, tuttavia, Apicella - è destinata, come le altre attività dell'Istituto, a scontare in una certa misura la minore copertura dell'organico del personale di magistratura e il ridimensionamento delle disponibilità di bilancio disposto dalla legge finanziaria per il 2002».<p><strong>Le proposte della Corte di Conti</strong><p>Istituire un <strong>comitato tecnico ristretto</strong>, formato da rappresentanti della Corte dei Conti, Banca d'Italia, Ragioneria Generale dello Stato, Istat «per evitare l'insorgere di inutili discussioni su presunti buchi di bilancio e fabbisogno di cassa». La Corte dei Conti chiede maggiore trasparenza nella gestione del bilancio. «Quello cui abbiamo assistito la scorsa estate è un fenomeno scandaloso - afferma Apicella - non c'era un organo in grado di dire se esisteva o no un fabbisogno di cassa. Tre o quattro delle cifre ipotizzate erano sbagliate». Per evitare incertezze sarebbe «opportuno» uno strumento di monitoraggio, «se non mensile, almeno bimestrale» e, appunto, la creazione di un comitato tecnico ristretto che «con ufficialità sia chiamato a dare a scadenze ravvicinate lo stato di evoluzione della gestione finanziaria».<p>Altra richiesta della Corte dei Conti è che vi siano <strong>maggiori controlli sulle società municipalizzate</strong>. «La giurisprudenza - osserva il Pg - sembra aver già percepito l'esigenza, comunemente avvertita dalla pubblica opinione, che gli strumenti di garanzia, specie giurisdizionali, ma anche quelli di controllo, debbano seguire funzionalmente la sempre più accentuata tendenza centrifuga verso forme di gestione autonome o private delle strutture operative dell'azione amministrativa».<p>La giurisdizione della Corte dei Conti, secondo il Pg, deve riguardare anche <strong>le aziende private</strong> se incaricate di una attività pubblica. A causa del cosiddetto processo di privatizzazione e cioè «amministrazione pubblica attraverso soggetti di natura privatistica» ne é derivato, spiega Apicella, un vuoto legislativo nel regime della responsabilità di gestione, il cui accertamento finisce per risultare affidato ad un generico rinvio al concetto della responsabilità civile. La giurisprudenza della Corte Costituzionale e quella della Corte di Cassazione confermano «il principio che ciò che conta ai fini della giurisdizione è lo svolgimento di una attività amministrativa pubblica, qualunque sia il titolo giuridico per cui questa venga esercitata, e la struttura che lo ponga in essere, anche se quest'ultimo ha natura privata».<p>La Corte dei Conti auspica infine la possibilità di esercitare un'azione di responsabilità su eventuali <strong>irregolarità amministrative dei dipendenti Rai</strong> oltre al normale controllo che la Corte già svolge sulla società radiotelevisiva pubblica. Sulle eventuali irregolarità - afferma Apicella - «ora si riferisce al Parlamento». I manager di aziende che amministrano beni o risorse pubbliche, secondo il magistrato salernitano, dovrebbero «rispondere alla Corte dei Conti».
    0:00 Durata: 39 min 31 sec
  • <p><strong>Dall'archivio di Radioradicale.it</strong><br> (27-06-2001) - Conti pubblici: Il giudizio della Corte dei Conti nell'udienza di parificazione del rendiconto generale dello Stato nell'esercizio 2000 (15-06-2001) - Corte dei Conti: Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni (05-06-2001) - Corte dei Conti: Relazione sui risultati dei controlli sulle gestioni degli Enti Locali (25-01-2001) - Corte dei Conti: Inaugurazione dell'anno giudiziario 2001 e conferenza stampa del PG Apicella (25-10-2000) - Corte dei Conti: Insediamento del Presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini (27-06-2000) - Corte dei Conti: Udienza per il giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato per il 1999 (17-01-2000) - Corte dei Conti: Relazione del PG Apicella: "In crisi certezza del diritto" (24-06-1999) - Corte dei Conti: Giudizio sul Rendiconto generale dello Stato (24-06-1999) - Conti pubblici: Sprechi per 8.000 miliardi (20-01-1999) - Corte dei Conti: Cerimonia d'insediamento del presidente Francesco Sernia
    0:00 Durata: 1 ora 20 min
  • Costituzione materiale e federalismo

    <strong>Indice della conferenza stampa</strong>
    0:39 Durata: 5 min 8 sec
  • La conferenza stampa successiva

    0:39 Durata: 40 min 42 sec
  • Quale federalismo

    0:44 Durata: 3 min 56 sec
  • Responsabilità degli amministratori

    0:48 Durata: 6 min 39 sec
  • Lunghezza dei processi

    0:55 Durata: 8 min 9 sec
  • Un comitato tecnico ristretto per i conti pubblici

    1:03 Durata: 8 min 33 sec
  • I controlli sulle spa detenute dallo Stato

    1:11 Durata: 8 min 17 sec