27 NOV 2001

CNEL: L'Economia dopo l'11 settembre - Più Stato meno mercato?

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 38 min

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Dopo gli attentati dell'11 settembre si è aperta una fase di grande incertezza per l'economia.

Siamo effettivamente in una fase di recessione, ma le previsioni sono ottimistiche: se ci sarà un successo militare, si potrà uscire dalla recessione rapidamente.

Per la seconda metà del 2002 si prevede una crescita del 5%; però, prima, è necessario ricostituire il rapporto di fiducia con i consumatori-cittadini.

Roma, 27 novembre 2001 - Dopo gli attentati dell'11 settembre si è aperta una fase di grande incertezza per l'economia.

Il Cnel in collaborazione con l'Ambasciata degli Stati Uniti, ne
discute con esperti, operatori economici, rappresentanti delle imprese e del lavoro delle due sponde dell'Atlantico, nell'ambito di un convegno dal titolo: "L'economia dopo l'11 settembre, più stato meno mercato?".

I 3 temi su cui si incentra il dibattito sono: gli attentati dell'11 settembre, la grande incertezza per l'economia e la nuova voglia di Stato.

Il primo a prendere la parola al Convegno è Sergio Billè, presidente della Confcommercio, il quale sottolinea che "già prima dell'11 settembre una fase di incubazione del fenomeno recessivo esisteva, in Giappone ed in altri Paesi; la lotta al terrorismo e la guerra in Afghanistan hanno solo aumentato la visibilità del fenomeno".

Il caso italiano Per quanto riguarda il caso italiano, la domanda interna continuerà a restare debole, stagnante; secondo il presidente della Confcommercio:"occorre mettere mano ad una politica economica che faccia uscire il mercato interno da quella sacca di stagnazione dove si trova da troppo tempo, ovvero una politica di sostegno della domanda interna che dovrà accompagnare quella politica delle riforme che il governo sta tentando di fare, fra mille difficoltà".

Infine, Billè elenca gli obiettivi da raggiungere per far uscire il Paese dall'attuale fase di stallo: avvio della riforma fiscale; revisione del patto di stabilità; accelerazione del programma di privatizzazione da parte del governo; conclusione del capitolo delle riforme, ovvero pensioni, mercato del lavoro, a partire dalla flessibilità, e da una revisione dell'Art.

18.

Previsioni ottimistiche Da Washington interviene Ron Wexler, della Merril Lynch Global Securities Research and Economics.

A suo parere una fase di recessione è effettivamente in corso, dopo l'espansione durata 10 anni.

Però nella seconda metà del 2002 si prevede una crescita del 5%.

Franco Bernabè, presidente della Bernabè Group, condivide l'opinione dei relatori americani secondo i quali il boom dell'IT ha favorito più l'America che l'Europa.

Tuttavia non crede che "gli incrementi della produttività siano dovuti al boom degli investimenti in informatica".

Per quanto riguarda il futuro, Bernabè prevede: "Se ci sarà un successo militare, ciò modificherà l'atteggiamento di consumatori e investitori, e noi potremo uscire dalla recessione anche abbastanza rapidamente".

Conclusioni Pietro Larizza, presidente del Cnel ed ospite del Convegno, trae le conclusioni: a suo giudizio, nella discussione è mancato un elemento importante: l'uomo.

"Sappiamo per certo che quando si sta in una fase di stagnazione o di recessione, o comunque di crescita estremamente lenta, si ha un riflesso immediato ed automatico sull'occupazione.

Ovvero un maggior numero di disoccupati, una riduzione della qualità delle prestazioni sociali, anzi una riduzione dell'area delle prestazioni sociali che avviene con finanziamento pubblico".

Secondo Larizza, "è cambiato il rapporto con i mercati, il rapporto con i consumatori, forse è cambiato il rapporto di fiducia con i cittadini.

Ricostituire questo rapporto di fiducia, questo rapporto positivo con il mercato è essenziale per poter calcolare i tempi ed i modi per uscire dalla crisi, tenendo presente si opera in economia perfettamente integrata per via della globalizzazione".

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  • Margareth Bliss, Addetto Culturale aggiunto Ambasciata USA

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:00 Durata: 1 min 33 sec
  • Sergio Billè, presidente Confcommercio

    0:01 Durata: 8 min 49 sec
  • Margaret Dean, Vice Capo Missione Ambasciata USA

    0:10 Durata: 3 min 5 sec
  • Ron Wexler, Merril Lynch Global Securities Research and Economics

    0:13 Durata: 6 min 38 sec
  • Kathryn Hauser, Vice President Information Technology Industry Council

    0:20 Durata: 6 min 40 sec
  • William Canis, Executive Director Manifacturing Institute Ass. Manufactures

    0:26 Durata: 9 min 20 sec
  • Franco Bernabè, presidente di Franco Bernabè Group e vice presidente di H3G

    0:36 Durata: 9 min 22 sec
  • Gian Maria Gros Pietro, presidente Eni

    0:45 Durata: 12 min 1 sec
  • Marcello Messori, docente di economia politica all'Università di Tor Vergata di Roma

    0:57 Durata: 10 min 13 sec
  • Pietro Larizza, presidente Cnel

    1:07 Durata: 7 min 23 sec
  • Ron Wexler, Merril Lynch Global Securities Research and Economics

    1:15 Durata: 3 min 24 sec
  • Kathryn Hauser, Vice President Information Technology Industry Council

    1:18 Durata: 1 min 49 sec
  • William Canis, Executive Director Manifacturing Institute Ass. Manufactures

    1:20 Durata: 1 min 32 sec
  • Gian Maria Gros Pietro, presidente Eni

    1:21 Durata: 3 min 11 sec
  • Dibattito conclusivo

    1:25 Durata: 13 min 45 sec