10 DIC 2001

Democrazia e giustizia nell'UE Europa: Presentazione del libro-intervista a Dahrendorf di Antonio Polito (con M. Pera)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 31 min

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La presentazione del libro-intervista di Polito a Dahrendorf sullo stato della democrazia in Europa è l'occasione per i relatori di parlare del mandato di cattura europeo e del significato della parola democrazia, nell'Europa di oggi Roma, 10 dicembre 2001 - "Dopo la Democrazia" è il titolo del libro-intervista di Antonio Polito a Ralph Dahrendorf, la cui presentazione si è tenuta nella sede della Universita' Luiss-Guido Carli.

Il moderatore, Mario Arcelli, rettore dell'Università, inizia presentando il tema e l'autore del libro, Antonio Polito.

Spiega Arcelli che Polito è appena tornato
dall'Inghilterra, dove ha intervistato Dahrendorf.Ospite autorevole del convegno è il presidente del Senato, Marcello Pera, il quale sostiene che "Dahrendorf parte da una definizione classica, istituzionale di democrazia… Definita così la democrazia, non riesco a capire perché la democrazia sia in crisi, come sostiene Dahrendorf, a meno che questi non stia pensando ad una forma particolare di democrazia, cioè quella degli Stati nazione, per esempio".

"Ma allora - secondo Pera - Dahrendorf cade in contraddizione, perché prima definisce la democrazia dal punto di vista istituzionale, e poi, per mostrare che la democrazia è in crisi, si riferisce ad una definizione di democrazia che ha delle forti connotazioni di carattere assiologico".Il mandato di cattura europeoIn seguito Pera affronta il tema d'attualità del mandato di cattura europeo, esprimendo i suoi dubbi.

Secondo il presidente del Senato, ''è una questione che non e' stata ben preparata ne' ben spiegata''.

Il problema e' che, essendoci di fatto un accordo su ''un nucleo di codice penale comune'', l'Europa dovrebbe darsi anche un codice di procedura penale proprio, per perseguire i reati comuni.

Altrimenti sarebbe come aver fatto l' Euro senza la Banca comune europea''.Il presidente del Senato ha aggiunto che sulla questione del mandato di cattura europeo il Parlamento e' stato tenuto in disparte.

''Mi sembra che il Parlamento sia stato poco informato.

Su una questione cosi' importante non c'è stato un grande dibattito.

Eppure si tratta di problemi che riguardano la libertà' dei cittadini''.le buone ragioni non si difendono con gli insultiGiorgio La Malfa, sullo stesso tema, afferma di condividere le ragioni del governo: ''condivido le ragioni per cui il governo vuole tenere il freno sulla questione della giustizia europea''.

Detto questo - ha aggiunto La Malfa - le buone ragioni non si difendono certo con gli insulti.

lo dico a proposito di quel ministro che ieri, in una città del nord, si e' appunto lasciato andare ad insulti''.

L'atteggiamento europeo sulla giustizia è sbagliato perché' ''rappresenta un passo avanti che prescinde da una unificazione politica che non e' detto che ci sarà''.

Sulla questione più generale dell'unificazione europea, La Malfa cita Dahrendorf: "Non vorrei che si pensasse di unire l'Europa sulla base di un nuovo nemico comune, ovvero gli Usa".Un europeismo tutto economicoPaolo Mieli, Direttore Editoriale della RCS torna sul mandato di cattura comune: la situazione che si è creata ha visto l'Italia contrapposta agli altri 14 membri della Ue.

A detta di Mieli, se ciò accade 1 volta va bene, ma se si invece si dovesse ripetere, allora c'è qualcosa che non va.

In seguito, il Direttore Editoriale della RCS ripercorre il tragitto di Politi: costui negli anni '90 era filo-europeista, poi ha cominciato ha porsi dei dubbi: da ciò nasce l'intervista a Dahrendorf.

"In realtà - sostiene Mieli - il libro ha vita a sè: esso parla di quei quarantenni/cinquantenni che hanno creduto all'Europa, ma dopo si sono resi conto che qualcosa era sbagliato in questo nostro europeismo.

Un europeismo tutto economico che tradisce l'originario impianto politico".

In questo senso, "l'euro è come un gigantesco fastidio" e basta, mentre "la dimensione economica è diventata un peso sull'Europa".Paolo Savona, nel suo intervento, sostiene che l'Europa è una democrazia di tipo elitario, istituita per costringere gli italiani ad essere più disciplinati.

Inoltre, egli esprime il concetto della sovranità bilanciata per la Commissione ed il Consiglio dei Ministri, in Europa.Il deficit di democraziaA concludere i lavori, è Antonio Polito, giornalista di La Repubblica, nonché autore del libro al centro del dibattito.

Secondo questi, in Italia è un tabù discutere di Europa, mentre se ne discute molto in Paesi più euroscettici.

Il fatto che ci sia un deficit di democrazia in Europa è lapalissiano perché l'Europa è un concetto fin dall'inizio intrensecamente non democratico, "una sorta di auto-salvazione degli Stati nazionali".Per quanto riguarda il mandato di cattura europeo- conclude Polito - in realtà la posizione dell'Italia è stata una sorpresa per gli altri Paesi, perché in precedenza c'erano state delle solenni prese di posizione da parte di tutti i capi di governo, compreso il nostro, per arrivare rapidamente ad un mandato di cattura europeo.

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