01 GEN 2002

Radicali: Trasmissione di Capodanno con Marco Pannella ed i Radicali

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 6 min
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Filodiretto con gli ascoltatori di Radio Radicale nella notte di Capodanno.

In studio Marco Pannella, Marco Cappato, Benedetto Della VedovaRoma, 31 dicembre 2001 - Maratona notturna di Capodanno, con Marco Pannella, Marco Cappato e Benedetto Della Vedova, a Radio Radicale, in studio Andrea De Angelis.

Nel corso della trasmissione, tra gli altri, sono intervenuti, in collegamento telefonico, Emma Bonino e Daniele Capezzone, e, con un messaggio, Luca Coscioni.

Largo spazio inoltre al filodiretto con gli ascoltatori.Nella ormai consueta trasmissione di Capodanno di Radio Radicale, sono stati
commentati alcuni documenti sonori relativi alle edizioni degli anni passati e sono state ricordate le iniziative Radicali.1 gennaio 1980: RR denuncia i tentativi di destabilizzazioneLa prima registrazione mandata in onda riguarda la trasmissione del 1 gennaio 1980, in cui Marco Pannella denuncia le oscure circostanze nelle quali fu ucciso a Roma il generale dei carabinieri Enrico Galvanigi, successore di Dalla Chiesa quale responsabile dell'ufficio coordinamento delle carceri.

Nel 1980, dai microfoni di Radio Radicale Pannella leggeva in quell’episodio un “tentativo di destabilizzazione per far dilagare guerra, morte, assassinio, rivolta e violenza”.

Tentativo gestito non solo “da disperati e fanatici e non solo da organizzazioni terroristiche autoctone e autarchiche”.In pieno caso D’urso, quello si rivelò “un momento centrale” della storia italiana recente, in cui i Servizi di sicurezza lasciavano “colpire con tanta efficacia in una situazione in cui la vigilanza doveva essere estrema”.

Servizi perciò “forse coinvolti, magari a difesa di certe esistenze”.Il ruolo di GalvaligiNel primo giorno del 2002, i reali termini di quel conflitto non sono stati ancora chiariti e si sta quindi davanti ad un problema “ancora non risolto”.

Oggi nell’analoga trasmissione di Capodanno Marco Pannella rinnova “l’accusa pubblica” per chiarire chi “c’era dietro il sequestro D’Urso”.

Anche perché “Galvaligi poi è risultato che in quel periodo informava in gran segreto l’Espresso di alcune realtà sulla situazione carceraria e terrorista ed altro”.

A questo proposito Pannella ricorda che proprio nei giorni dell’uccisione di Galvaligi “l’Espresso e Repubblica pubblicavano l’interrogatorio Br al sequestrato D’Urso”, ad opera del capo dell’operazione D’Urso, che “secondo gli accertamenti della commissione stragi di Pellegrino, forse era addirittura colui che interrogava Moro”.

Si trattava del “sempre coperto collaboratore del Ministero della difesa” Giovanni Senzani”.

E “Galvanigi fu assassinato in quel quadro”.

Un colpo di statoIl leader radicale ricorda che “a Pertini era stato fatto giurare che se D’Urso fosse stato restituito morto si sarebbe varato il governo degli onesti di PCI, P-Scalfari e P2”.

Ma D’Urso “tornò vivo grazie a noi”.

Scalfari “chiese schiumando rabbia una specie di impeachment contro Pertini, il quale capì che era un colpo di stato che si stava facendo, perché dietro il nome di Visentini, come ha raccontato anche Di Bella, (All’epoca direttore del Corsera) ci sarebbe stato un governo con due ministri PCI, due P2 e altri due dell’area Scalfari”.Un anno fa Senzani “stava facendo come lavoro, per conto della regione Toscana, fotocopie degli atti della Commissione Stragi”.

Il Problema “è ancora aperto”, e nel 2002 “i cadaveri stanno ancora nell’armadio del potere”.1 gennaio 1991: Croazia, lotta per il diritto alla vita e per la vita del dirittoÈ stata poi la volta del documento audio del 1 gennaio 1991.

Dalla Croazia Marco Pannella, indossando la divisa croata, rilancia la “lotta per il diritto alla vita e per la vita del diritto”.

Brigate della non violenza chiede il leader radicale dai microfoni di Radio Radicale, per fare luce su quello che sarebbe poi stato il grave conflitto nella ex Jugoslavia.Già “nel settembre del 1990 i Radicali chiedevano l’incriminazione di Milosevic”.

In quei giorni “l’armata serba aveva invaso la Croazia e aveva raso al suolo Vukovar, sterminato un numero enorme di croati e serbi democratici e minacciava che a Osijek sarebbe cominciato un nuovo assalto”.

I Radicali “erano lì con Emma Bonino Cicciomessere, Dupius, Strik lievers”, e “come parlamentari Ue mettevamo in grave difficoltà i serbi”.

La tensione salì ancora quando “ci trasferimmo poi nelle trincee, con una temperatura di oltre –12° sotto zero”.1 gennaio 1995: Manifestazione davanti alla ConsultaIl 1 gennaio 1995 i Radicali si riunirono per manifestare contro la minacciata bocciatura da parte della Corte Costituzionale dei referendum.

“Vennero molti parlamentari di FI e AN, - ricorda Pannella – ed era stato deciso che se la Corte avesse proceduto nella bocciatura dei quesiti, immediatamente ne sarebbero stati riproposti degli altri e più numerosi”.Pannella inoltre ricorda anche un “Capodanno nel carcere speciale di Nuoro”, nel 1981.

L’occasione fu l’annuncio “di Franceschini (Leader delle Br, N.d.R.) che voleva fare uno sciopero della fame”.

In quella occasione ci fu anche l’incontro con Moretti (capo dell’esecutivo della Br durante il sequestro Moro N.d.R.).1 gennaio 2002: Nuove prospettiveL’anno si apre con molte battaglie da continuare e nuove strade da percorrere.

Se da una parte negli armadi del potere “stanno ancora i vecchi scheletri” e su questo fronte i leader radicali rilanciano l’impegno per arrivare alla verità, dall’altra si prospetta il mondo dell’Euro, la crisi internazionale e l’impegno per la raccolta firme per le 25 proposte di legge di iniziativa popolare.

Marco Pannella, in conclusione invita a riflettere sul futuro dell’Unione Europa e sulla necessità di una lingua internazionale, sicuro strumento di avvicinamento politico degli stati membri.

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