06 FEB 2002

Radicali al PE: Cappato spiega il no dei Radicali al mandato di cattura europeo

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Il Parlamento europeo ha oggi approvato il rapporto sul Mandato di cattura europeo, con il voto negativo dei Radicali.

Marco Cappato, deputato europeo, spiega le motivazioni dei Radicali.

Bruxelles, 6 febbraio 2002 - Il Parlamento europeo ha oggi approvato il rapporto sul Mandato di cattura europeo; ma con il voto negativo dei Radicali e di altri.

La risoluzione è passata grazie a un accordo tra i maggiori gruppi, il Ppe e il Pse.

La maggioranza degli europarlamentari italiani ha votato a favore.

I contrari Tra i contrari il leghista Mario Borghezio, il verde Celli , Luigi Vinci di Rifondazione
comunista e i radicali Pannella, Bonino, Cappato, Dell'Alba, Della Vedova, Dupuis e Turco.

Nel voto finale si sono invece astenuti Luisa Morgantini di Rifondazione e Lucio Manisco dei Comunisti italiani.

Cappato, ci siamo opposti fino all'ultimo "Abbiamo provato ad opporci fino all'ultimo" ha detto Marco Cappato ai microfoni di Radio Radicale.

"In primis per una questione di metodo: non è possibile far passare dei provvedimenti di diritto penale e di diritto di procedura penale senza che ci sia un controllo parlamentare effettivo".

Infatti, il Parlamento europeo è stato solo consultato, mentre i parlamenti nazionali ratificano soltanto dopo, a cose fatte.

Armonizzazione dei soli strumenti repressivi "Nel merito dei provvedimenti - continua Cappato - si afferma il principio percui prima c'è l'armonizzazione degli strumenti repressivi, delle sanzioni; mentre si rimanda ad un futuro del tutto ipotetico la fissazione di norme minime comuni a garanzia dei diritti della difesa e dell'imputato".

Dunque, "prima si armonizza la parte repressiva e poi, forse, secondo quanto ha preannunciato la Commissione, vi saranno delle iniziative riguardo ai diritti della difesa".

Secondo l'eurodeputato radicale "Le implicazioni potenziali di tutto ciò sono devastanti".

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