05 MAR 2002

Cecenia: Olivier Dupuis al 12° giorno di sciopero della fame lancia il Satyagraha mondiale del 12-14 marzo

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E' giunto al 12° giorno lo sciopero della fame di Olivier Dupuis per fermare il genocidio ceceno.

L'iniziativa si allarga indetto un Satyagraha mondiale dal 12 al 14 marzo Testo e modulo di adesione al Satyagraha mondiale per la Cecenia Bruxelles, 5 marzo 2002 - Giunto al dodicesimo giorno di sciopero della il segretario del Pr, Olivier Dupuis ammette che l'iniziativa nonviolenta non ha finora prodotto alcun risultato tangibile sul fronte politico ed istituzionale."Per essere franco - ha detto ai microfoni di RadioRadicale - credo che al momento non ci sono notizie.

C’erano nei giorni scorsi
alcuni segnali da parte della Delegazione 'Rapporti con la Russia del Parlamento europeo', ma al momento questi segnali non si sono ancora concretizzati".

Nessuna notizia nememno sul fronte dell'europarlamento anche se alcuni eurodeputati si stanno muovendo per la messa all’ordine del giorno di un punto specifico sulla Cecenia per la sessione della prossima settimana".

Satyagraha mondiale Eppure un’importante novità è alle porte, come spiega lo stesso Dupuis.

"C’è la necessità di alzare il tiro della nostra iniziativa per la Cecenia - ha spiegato - e così è nata la nostra proposta di lanciare da martedì a giovedì prossimo 2 giornate di sciopero della fame mondiale".

"Già stanno giungendo le prime adesioni, finora sono 100 e sono giunte da parte di persone che provengono da Paesi lontani, dall’Australia, dagli Usa, dai Paesi europei, molti dalla Russia, e questo è un fatto assai positivo.

Dupuis, inoltre, ha lanciato la proposta di inviare da tutte le parti d’Italia e-mail agli 87 euro-parlamentari: "credo che questo potrebbe avere un significato molto importante".

In Italia vige il silenzio Purtroppo, l’amara conclusione del segretario del Partito transnazionale è che, a parte poche eccezioni, Adriano Sofri, Barbara Spinelli, Radio Radicale, in Italia vige il silenzio su una tragedia ancora peggiore della Bosnia, perché qui "almeno non c’era il traffico di cadaveri".

L’Unione europea fa poco o niente "In Cecenia – ha affermato Dupuis - oltre il traffico dei viventi torturati c’è anche questo: quando la famiglia non ha avuto i soldi per comprare il proprio caro quando era ancora vivo, lo può comprare dalle Forze armate russe ad un prezzo inferiore quando è morto.

Questo è solo uno degli esempi di quanto accade oggi in Cecenia; di fronte a ciò l’Unione europea fa poco o niente".

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