19 APR 2001

Comizio di Gianfranco Fini a Caserta

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 42 min 9 sec

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Caserta, 19 aprile 2001 - Documento audiovisivo del comizio di Gianfranco Fini, presso il Cinema San Marco di Caserta, città e provincia governate dal centrodestra e dove, secondo il Presidente di Alleanza Nazionale, "la Casa delle Libertà come coalizione di governo" è stata già "messa alla prova" ed è stata "all'altezza degli impegni che aveva preso", grazie alla "compattezza della coalizione, ai comportamenti degli uomini e delle donne" che ne fanno parte e "ai valori su cui la coalizione si fonda".Il leader di AN affronta quindi i temi fondamentali del programma del centrodestra e comincia dal federalismo in relazione ai problemi del meridione: "Il rischio che corre oggi il meridione - afferma - non è rappresentato dalla Lega: il meridione non deve vedere Bossi come un pericolo, non deve temere il federalismo.

Il meridione deve temere soltanto l'ipotesi del perdurare di alcuni vecchi assetti di potere, che è alla base della difficoltà che il sud ha nei confronti di altre aree dell'Italia".Il discorso del candidato vice premier della Casa delle Libertà si sofferma quindi sui temi della sicurezza e della legalità.

Se il centrodestra dovesse andare al governo, la sua prima preoccupazione sarebbe quella di garantire che: "legge, ordine, sicurezza, legalità non siano soltanto parole, ma diventino finalmente dei principi che siano incardinati dallo Stato".

Il governo di centrodestra non inasprirebbe la legislazione vigente con leggi e pene più severe, ma si impegnerebbe a fare in modo che "ci sia certezza del diritto e della pena, che l'onesto si senta tutelato e garantito" e che sia rispettato e tutelato il ruolo e l'impegno delle forze dell'ordine, fondamentali nella battaglia per la sicurezza e la legalità.Connessa alla questione della legalità e della sicurezza è, secondo Gianfranco Fini, l'emergenza della droga, "spettro dei tempi moderni": il governo di centrodestra si impegnerebbe a fare in modo che, "accanto alla prevenzione e al recupero, ci sia un'efficace repressione dello spaccio, perchè chi da la droga da consapevolmente la morte ai nostri figli".

Quindi il Presidente di AN passa ad affrontare la questione dell'immigrazione, che ha la sinistra ha affrontato "con politiche demagogiche e permissive, soffiando sul fuoco della xenofobia e del razzismo, autentiche infezioni dello spirito".

Per Gianfranco Fini la legge sull'immigrazione va cambiata con la consapevolezza che "la solidarietà è un dovere".

Ma questo "dovere di solidarietà va coniugato con una politica capace di garantire legalità", per cui si dovrà fare in modo che "in Italia entrino soltanto coloro che sono in regola e coloro che rispettino le nostre regole.

Nei confronti dei clandestini ci potrà essere una sola politica: quella dell'immediata espulsione".Il discorso si sposta poi sui temi economici.

Gianfranco Fini accusa la sinistra di aver favorito soltanto la grande industria del nord ed in particolare la Fiat, con la legge sulla rottamazione delle auto.

Per il Presidente di Alleanza Nazionale lo sviluppo economico si fa aiutando "quel reticolo di piccole imprese, di mondo del commercio, dell'artigianato, del turismo, dell'agricoltura, delle libere professioni: quel lavoro autonomo che in molti casi potrebbe assumere, ma che oggi non è nella condizione di farlo." Ma la sinistra non ha solo penalizzato il reddito da lavoro autonomo, ma anche coloro che "campano di busta paga ".

Per il candidato vice premier della Casa delle Libertà "in Italia in questi ultimi cinque anni non c'è stata una politica dei redditi".

Su questi temi Fini attacca il sindacato che "dimentica completamente che il suo dovere istituzionale è quello di tutelare i dipendenti" e propone un "salario che abbia una componente variabile in ragione della capacità aziendale di produrre la ricchezza".Dai temi economici alla questione della giustizia sociale che deve basarsi sulla centralità e sulla tutela della famiglia.

In particolare è quella monoreddito che va aiutata con "sgravi fiscali".

Sul sistema pensionistico Fini lancia accuse all'Inps e propone "una commissione d'indagine per capire la ragione per la quale l'Inps, che ha un patrimonio immobiliare di diverse migliaia di miliardi, rischia il tracollo.

Mentre al contrario i fondi autonomi o hanno bilanci in attivo, o hanno comunque bilanci in pareggio".

Il discorso si conclude quindi con un appello ai valori che per Gianfranco Fini sono alla base del partito che presiede: patria, coerenza di comportamenti e onestà.

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