23 AGO 2004

Intervista a Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 10 min 10 sec
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Roma, 23 Agosto 2004 - ''C'e' un granitico silenzio, da parte del premier.

Io venerdì prossimo farò una riunione che avevo convocato per programmare le attività della mia regione.

E intendo parlare con molta chiarezza ai miei assessori, intendo dire che c'è il rischio di una prospettiva diversa rispetto a quella che immaginavamo prima della partenza per le vacanze.

Io non sono innamorato della poltrona a tutti i costi.

Nessuno può togliermi il diritto di agire in totale libertà rispetto alla inesistenza di risposte politiche su questioni che ho posto e che hanno il loro fondamento''.

Lo ha
detto il presidente della Regione Lazio Francesco Storace, all'interno di un'intervista a Radio Radicale sulla questione delle prossime elezioni regionali, sulla riforma federalista.

''Io per mia natura sono disponibile ad ascoltare tutte le critiche'', dice Storace, chiedendosi se ''oltre che degli sprechi non si debba parlare anche dei risparmi delle Regioni''.

''Pensiamo al fatto -insiste- che il Lazio fino a qualche anno fa sciupava le risorse comunitarie, mentre oggi l'Europa addirittura ci premia''.

''Io non dico che ci sia qualcuno che vuole farmi fuori -aggiunge Storace- Se si pensa che noi abbiamo governato male basta dirlo, e io serenamente accetterei il verdetto.

Io non sono per stare in un posto a tutti i costi, e proprio per questo voglio chiarezza.

Se oggi cambia l'assetto costituzionale e il centrodestra ci ripensa, ho il diritto ad esprimere una valutazione.

Se altri pensano che la partita politica sia solo una questione di potere, probabilmente hanno bisogno di altri interlocutori''.

Storace vede nella campagna sugli sprechi regionali ''un disegno politico, legato alla legge finanziaria, e alle risorse per il territorio.

Probabilmente in questo momento non bisogna disturbare il manovratore, secondo la logica 'state zitti voi che buttate i soldi'''.

Quanto all'impianto della riforma federalista e ai maggiori poteri chiesti dai Comuni, Storace dice: ''probabilmente, fossi in un sindaco di un Comune, riterrei più facile ottenere una legge dalla Regione piuttosto che dal Parlamento.

E poi in questo caso saprei con chi prendemela, con l'Assessore competente, con il Presidente''.

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