11 AGO 2005

Filodiretto con Antonio Di Pietro

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 40 sec

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Registrazione audio di "Filodiretto con Antonio Di Pietro", registrato giovedì 11 agosto 2005 alle 00:00.

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    <em>intervista di Andrea de Angelis</em> Roma, 11 agosto 2005 - ''Dobbiamo inserire il patto etico nel programma del centrosinistra''. E' la proposta di Antonio Di Pietro. Parlando ai microfoni di Radio Radicale, il presidente dell'Italia dei valori rilancia anche la propria candidatura alle primarie dell'Unione proprio sui temi della questione morale. Le sue critiche cadono su Prodi, Mastella e Bertinotti. ''Mi candido - spiega - per dare più forza al progetto dell'Idv dentro la coalizione, perché credo che oggi ci sia un forte richiamo alla questione morale. Anche nel centrosinistra, dove qualcosa da imparare ce l'hanno pure loro. Sulla questione morale io ho fondato un partito''. Secondo Di Pietro, inoltre, il centrosinistra ''non si presenta con un programma chiaro, perché e' composto da forze eterogenee, che hanno scelto di mettersi insieme per per raggiungere i numeri necessari per governare, ma senza un programma si puo' passare tranquillamente dal 51% al 41%''. ''Ci deve dunque essere un programma - conclude - che stabilisca prima dei punti precisi per delineare le linee guida, in modo da permetterci di governare il Paese''. Parlando della questione Bankitalia: ''Il governatore della Banca d'Italia si deve dimettere''. Il leader di Idv, tra l'altro, ha ricordato che quando lui era ministro aveva scelto di dimettersi ''per fare in modo che la giustizia facesse il proprio corso in piena libertà e soprattutto per salvaguardare la credibilità delle istituzioni''. Sui rapporti tra radicali e Unione Di Pietro è favorevole: "finalmente si discute sul piano politico", "vorrei ricordare a tutti che in questo momento i radicali sono al Parlamento europeo nello stesso gruppo politico, quindi già ci stiamo insieme", "il modello di riferimento nello scacchiere mondiale a cui si rifanno i radicali sono un valore aggiunto nell'Unione e anche un contrappeso al massimalismo di sinistra".
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