21 FEB 2001

Bertinotti Di Pietro e D'Antoni insieme contro le «liste civetta»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 31 min 40 sec

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Roma, 21 febbraio 2001 - Documento audiovisivo della conferenza stama di Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista, Sergio D'Antoni, presidente di Democrazia Europea e Antonio Di Pietro, presidente della Lista Di Pietro, su legge e lettorale e «liste civetta».

I tre leader politici espongono la proposta di legge anti liste civetta, che intende imporre lo scorporo sulla intera colalizione e non su liste fantasma.

In subordine i tre esponenti politici richiamano ad un «patto d'onore» per cui i poli si impegnano a non aggirare il meccanismo dello scorporo.

Come ultima possibilità
fanno appello al presidente della Repubblica affinché si pronunci sulla questione in quanto garante della legalità.

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  • Sergio D'Antoni, segretario Democrazia Europea (problemi audiovideo all'interno dell'intervento)

    «I nostri tre gruppi contestano la legge elettorale ma vogliamo che venga applicata alla lettera. La soglia del 4% è già un antidoto contro la frammentazione delle liste ma è assurdo che si aggiunga a questo l'imbroglio delle liste civetta per fare in modo che le liste più forti facciano l'asso piglia tutto. Difendere il pluralismo significa difendere anche minoranze che debbono avere voce nel dibattito democratico. Vedremo se il testo che è stato presentato avrà successo, chiederemo ai sue schieramenti di assumere un impegno formale di comportamento coerente a quel testo e successivamente chiederemo udienza al Presidente della Repubblica affinché si faccia garante di questo atteggiamento e faccia un intervento sui due schieramenti» <strong>Indice degli interventi e degli argomenti</strong><br>
    0:00 Durata: 6 min
  • Antonio Di Pietro, presidente della Lista Di Pietro - L'Italia dei Valori

    «A noi preme innanzitutto rilevare che c'è una violazione della ratio della legge e quindi c'è una illegittimità e illiceità penalmente rilevante. Si impone una legge di modifica come da proposta ma dubito fortemente che possa arrivare in tempo per una serie di ostruzionismi e quindi chiediamo un impegno formale ai due schieramenti: un patto d'onore scritto" che se non verrà rispettato sarà indice di scarsa affidabilità. Noi riterremo in buona fede solo quella formazione politica che intanto in via unilaterale sottoscriverà la proposta. Due violazioni solo tali e non si annullano a vicenda: è assurdo che i due poli si giustifichino dicendo che se l'uno non firma non lo farà neanche l'altro. È difficile far capire al cittadino che esistono delle liste civetta: il cittadino non ci capisce niente ma tutti sanno che le liste civetta sono un raggiro»<br> <br>
    0:06 Durata: 4 min 55 sec
  • Fausto Bertinotti, segretario nazionale PRC

    « Il principio fondativo di uno stato di diritto, da Socrate in poi, chiede che le leggi vengano applicate e rispettate. Ora, la ratio della legge è evidente: siccome il sistema maggioritario favorisce le coalizioni a svantaggio delle forze non allineate, attraverso il sistema sofisticato dello scorporo si introduce un elemento che tempra il privilegio delle coalizioni, rendendo meno sfavorevole il rapporto tra voto e rappresentanza per le forze allineate. Se accadesse che una o più coalizioni aggirassero la ratio della legge attraverso la cosiddetta lista civetta, cioè volgessero a proprio favore e a danno degli altri lo scorporo rovesciandone il significato si tratterebbe di un'operazione illegale e illegittima, si tratterebbe di un furto di voti. I voti possono essere rubati sia portando via le urne dove si è votato, sia alterando il rapporto tra il voto e l'attesa di rappresentanza iscritta nella legge. Si rompe il fondamento della legge elettorale, fatta per rendere trasparente l'efficacia del voto. Quando, come in questo caso, viene inquinato il processo di formazione delle decisioni si solleva un problema sulla legittimità del risultato elettorale. Si sta introducendo un elemento di instabilità persino sull'esito elettorale che potrebbe essere revocato in dubbio di legittimità. Stiamo ponendo un problema che riguarda tutti gli elettori e l'intero sistema politico di rappresentanza. La nostra proposta definisce la ratio rendendola automatica: tutte le coalizioni devono scorporare sulle formazioni politiche che aderiscono alla coalizione medesima. La lista civetta è così negata in radice. È un problema di eticità che è una precondizione alla candidatura a governare il paese: voi votereste per dei ladri dichiarati?»<br> <br>
    0:10 Durata: 10 min 28 sec
  • Sergio D'Antoni: "Si verificherebbe il paradosso per cui noi saremmo le uniche liste a dover operare lo scorporo, visto che non abbiamo la possibilità di costituire liste civetta"

    Risposte alle domande dei giornalisti
    0:21 Durata: 45 sec
  • Fausto Bertinotti: "Si renderebbe instabile l'esito del voto"

    0:22 Durata: 45 sec
  • Antonio Di Pietro: "Se agganciarsi ad una lista civetta inesistente è un dolo, agganciarsi ad una lista esistente a fine di civetteria va oltre il dolo quindi potrebbe giustificare il meccanismo"

    0:22 Durata: 2 min 50 sec
  • Sergio D'Antoni: "Se non si supera il 4% non si pone il problema"

    0:25 Durata: 2 min 7 sec
  • Fausto Bertinotti: "Lo scorporo è stato creato per favorire i non allineati, aggirare la ratio della legge con un'escamotage è un'azione criminosa"

    0:27 Durata: 3 min 3 sec
  • Fausto Bertinotti e Sergio D'Antoni: "Il problema verrebbe risolto alla radice se si applicasse lo scorporo a tutte le liste che si presentano"

    0:30 Durata: 47 sec