31 MAR 2001

Emma Bonino: "Rischio la vita contro la morte della democrazia"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 13 min 43 sec

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Registrazione video di "Emma Bonino: "Rischio la vita contro la morte della democrazia"", registrato sabato 31 marzo 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 13 minuti.

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  • "Abbiamo percorso nei mesi scorsi tutte le strade istituzionali possibili, tutte le strade giudiziarie, abbiamo interpellato e seguito tutte le procedure, le possibilità, i percorsi possibili della politica "tradizionale". <br>Tanto più eravamo precisi e puntuali nella documentazione tanto più, a volte con un po' di fastidio a volte con una pacca sulla spalla, sempre comunque in forma inadeguata ci si dava ragione. e tanto più ci si dava ragione, tanto meno si correggeva da chi lo poteva fare la situazione la cui gravità noi denunciavamo e nessuno smentiva. Nessuno ci dice che abbiamo torto, nessuno dice che i dati dell'espulsione dei temi radicali sono falsi ma tanto più si ammette a mezza bocca che quello che noi documentiamo è vero, tanto meno vediamo correggere la situazione. <br>Riteniamo che volontariamente o no, dolosamente o no - e poco importa - si stia compiendo nel nostro Paese un atto di disinformazione di gravità senza precedenti. Se noi arriviamo a queste forme così chiare, limpide, drammatiche, rischiosissime di iniziativa politica NON È per la rivendicazione di spazi più o meno ampi al nostro Movimento o a quant'altro.<br> Noi siamo giunti all'avvio di queste iniziative per evitare in extremis il sequestro completo dei diritti civili, fondamentali, costituzionali e democratici del popolo italiano e di tutti e ciascuno degli italiani. Riteniamo cioè che sia in fase avanzatissima quello che segna il passaggio da un regime seppur molto vagamente democratico ad un regime totalmente fuori legge, ad un regime antidemocratico. <br>È esattamente per difenderci dalla morte di questi valori, la morte della legge e della democrazia noi abbiamo deciso di rischiare la vita. Chi rischia la morte non siamo noi per ora, la rischia la legge, la legalità, la democrazia nel nostro Paese. Le reazioni di questi ultimi sei mesi a nostro avviso sono tali da giustificare un allarme grave.<br> Agli italiani è tolta con il diritto di conoscere la possibilità di scegliere, la possibilità di vivere civilmente. C'è anche la nostra difesa. I radicali degli anni 30 o 40 lottavano per la propria libertà certamente o per quella del Paese? Io credo per tutti e due. I Rosselli ed altri non lottavano certo per la propria libertà ma per quella di tutti.<br> L'eliminazione dalla politica da oltre sei mesi delle nostre proposte è strumentale e finalizzato ad una sola cosa: assicurare l'annientamento della possibilità di reazione degli italiani perché è più facile impedire loro di conoscere e di decidere sulle grandi questioni sui problemi e le prospettive che altri chiamano planetarie e che noi chiamiamo quelle della vita del diritto e del diritto alla vita.<br> Eppure abbiamo visto che centinaia di scienziati e decine di Nobel scienziati si sono schierati a favore di questa battaglia con lettere e interventi spesso non formali che abbiamo messo a disposizione di tutti. Professori anche cattolici hanno scritto lettere a Luca che varrebbe la pena che conoscessero gli italiani di questo Paese. Questo non è dato, non è possibile. L'unica cosa evidente è che gli italiani ignorino questi temi, le proposte, gli obbiettivi, Luca stesso. <br>Di fronte a questa gravità abbiamo deciso di iniziare queste iniziative in particolare lo sciopero della fame e voglio ringraziare chi ha già aderito a questa iniziativa non violenta, voglio ringraziare anche i candidati che non si riesce a far conoscere che hanno deciso di non voler essere un caso umano o pietoso ma di voler rivendicare di essere cittadini con diritti sociali e politici.<br> Attorno a loro molti si sono candidati tra professori, medici, esperti e ricercatori, persone che magari dei radicali non ha condiviso una sola battaglia ma condivide la difesa rigorosa della dignità delle persone, della libertà come componente fondamentale del cittadino, della libertà che implica gravi responsabilità. <p> Mi appresto tra pochi giorni a passare allo sciopero della sete. <br> Nessuno quanto noi ha valutato e sa valutare i rischi di questa azione che conosco perchè nel 1976 l'ho fatto e da allora ho pensato che avrei fatto qualunque iniziativa non violenta, dal carcere alla disobbedienza civile al sit-in notte e giorno ma non avrei più intrapreso uno sciopero della sete. <br>Di fronte alla gravità della situazione preferisco e voglio rischiare la vita piuttosto che divenire complice e connivente di un assassinio organizzato. Spero che tutti coloro che hanno riconosciuto la storia e le battaglie radicali riflettano: o siamo divenuti completamente scemi più che pazzi o il solo dubbio che noi forse si abbia ragione come tanti anni fa dovrebbe forse spingere chi può ad intervenire con estrema urgenza.<br> Sono perfettamente consapevole dei rischi e della gravità così come Luca è consapevole di quanto sia rischioso per lui sostare giorno e notte in un luogo pubblico. Nessuno di noi, e ci auguriamo nessuno di voi, però pensa che Luca non ci abbia pensato prima di arrivare a questa decisione. I rischi li conosciamo. <br>Uno sciopero della sete comporta la totale astensione dall'introduzione nell'organismo di cibi solidi, semiliquidi, liquidi. <br>Abbiamo assistito anche in questi giorni alla minaccia dell'utilizzo dello sciopero della fame da parte di altre componenti politiche anche loro poco consone alla non violenza e poco esperte di cosa questo significhi."<br> <br>
  • Ascolta l'intervento di Emma Bonino

    <strong>La leader radicale annuncia una decisione che la porterà consapevolmente a rischiare la vita contro la morte della democrazia, della legalità e del diritto: "Di fronte alla gravità della situazione preferisco e voglio rischiare la vita piuttosto che divenire complice e connivente di un assassinio organizzato"</strong><br>
    0:16 Durata: 13 min 41 sec