22 APR 2001

Conferenza stampa di Emma Bonino su eutanasia, RU486, libertà di ricerca scientifica

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Milano, 22 aprile 2001 - Documento sonoro della conferenza stampa di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova in apertura della raccolta di firme per le proposte di legge di iniziativa popolare sulla morte dignitosa, sulla libertà di ricerca scientifica, sull'introduzione di nuove norme per la procreazione assistita e sull'introduzione in Italia della RU 486."La campagna elettorale è segnata da un dato di illegalità sistematica, lo abbiamo visto sulla raccolta firme e con la delibera della Commissione di vigilanza che a parità di legge elettorale, a parità della legge sulla par condicio ha deciso questa volta di usare dei criteri diversi da quelli usati per le regionali.

A parità di condizioni la Vigilanza ha deciso che si gioca in modo diverso".

Così Emma Bonino inizia la conferenza stampa e annuncia le risposte non violente dei radicali: iniziative non violente e una campagna elettorale sui contenuti, a partire dai temi delle libertà economiche e delle libertà civili.

"Noi vorremmo che le libertà economiche e le libertà individuali - afferma - fossero al centro dello scontro politico, oggi non lo sono e lo strumento per espellere questi grandi dibattiti è molto semplice basta espellere i Radicali".

A dimostrazione delle sue parole Emma Bonino apre la sottoscrizione di due legge di iniziativa popolare sulle libertà di ricerca scientifica e terapeutica e fa riferimento al satyagraha e all'istituzione del Comitato di osservatori internazionali sullo stato della democrazia in Italia.

Rispondendo alle domande dei giornalisti l'ex commissaria europea ribadisce l'anomalia italiana che vede il divieto nell'introduzione di tecnologie mediche, come la RU 486 ampiamente sperimentata in Europa, che consentano un'interruzione volontaria di gravidanza meno invasiva e meno dolorosa.

Bonino sottolinea poi la gravità del contesto in cui si inserisce questa forma di proibizionismo: "questo dato da burocrazia clericale è ancora più preoccupante in Italia in quanto non c'è una reazione dignitosa e ferma dell'intera classe politica sia di centrodestra che di centrosinistra.

Rosy Bindi e Buttiglione, Berlusconi e Rutelli in questo settore parlano esattamente la stessa lingua confondendo le schiere dei credenti con le schiere dei votanti.

Questo calcolo mi pare insopportabile e miope e un po' umiliante per i cittadini italiani che dai referendum degli anni '70 hanno ben capito la differenza tra coscienza individuale e laicità delle istituzioni".

Per quanto riguarda lo svolgimento della campagna elettorale "gridata e vuota" Emma Bonino afferma che "è fatta di criminalizzazioni dell'avversario, una cosa inaudita in qualunque reminiscenza di democrazia liberale" e che è totalmente assente lo scontro sui contenuti.

A tal proposito la leader radicale prende ad esempio il tema della sicurezza, punto focale dei programmi di tutti gli schieramenti, e ribadisce la necessità di legalizzare le droghe e la prostituzione per alleggerire il carico di lavoro inutile della polizia e della magistratura, consentendo così che vengano assicurati alla giustizia i criminali e lo svolgimento effettivo e rapido dei processi.

Emma Bonino fa quindi riferimento al satyagraha e all'istituzione del Comitato di Osservatori internazionali sullo stato della democrazia in Italia, in risposta alla costante violazione dei diritti dei cittadini ad essere informati, a "conoscere per deliberare, a conoscere per vivere".

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  • Benedetto Della Vedova, introduce

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 3 min 38 sec
  • Emma Bonino

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  • "Mi chiedo se le donne italiane siano considerate d'ufficio donne con passaporto vaticano"

    <em>Emma Bonino risponde alle domande dei giornalisti</em>
    0:10 Durata: 1 min 43 sec
  • "Per la sicurezza noi proponiamo la legalizzazione delle droghe e della prostituzione che toglierebbe l'80% di lavoro alle forze dell'ordine e al sistema giudiziario"

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  • Il satyagraha e il Comitato di Osservatori internazionali per la verifica dello stato della democrazia in Italia: "I cittadini italiani sono privati del diritto di conoscere per deliberare"

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