02 MAG 2001

Luca Coscioni al Maurizio Costanzo Show: "Si, sono uno strumento, ma di lotta politica e amore"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 7 min 10 sec
Organizzatori: 

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Registrazione video di "Luca Coscioni al Maurizio Costanzo Show: "Si, sono uno strumento, ma di lotta politica e amore"", registrato mercoledì 2 maggio 2001 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 7 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Primo intervento, sul Satyagraha

    Roma, 2 maggio 2001 - Luca Coscioni è intervenuto al Maurizio Costanzo Show nello spazio di 'par condicio' concesso ai radicali sulle reti Mediaset. Il presidente del Comitato dei Radicali ha spiegato le ragioni del Satyagraha con lo sciopero della sete di Emma Bonino e la propria autoriduzione dei farmaci, ed è intervenuto a polemizzare con gli attacchi che gli sono stati esplicitamente rivolti da "L'Avvenire" e più velatamente da Giorgio Gaber.<br>
    0:00 Durata: 4 min 6 sec
  • Secondo intervento, sulle ragioni della sua candidatura

    <br>Il neo eletto presidente del Comitato dei Radicali ha anzitutto affrontato l'iniziativa nonviolenta in corso: "E' una lotta politica e non una protesta: le nostre vite - ha proseguito - sono in pericolo per far sì che il rito democratico del 13 maggio possa essere celebrato nella pienezza del conoscere per deliberare". "I radicali non sono questuanti - ha affermato - ma difensori della democrazia contro la morte politica del diritto dei cittadini ad essere informati su temi quali la libertà di cura, l'eutanasia e la clonazione terapeutica".<p>Coscioni ha colto l'occasione per replicare alle accuse di strumentalizzazione rivoltegli dal quotidiano della Cei, "L'Avvenire" che aveva parlato di una sua strumentalizzazione elettoralistica da parte dei radicali. "Nei momenti di difficoltà - ha affermato - quando la disperazione sembra prendere il sopravvento e la malattia vincere, amo ricordare un passo del Vangelo che recita: «Niente è impossibile a chi crede»."<br> "A questi credenti atei, a questi sepolcri imbiancati, ai laici da salotto che vorrebbero costringere me e centinaia di migliaia di altri come me nei campi di concentramento, dico che niente è impossibile a chi crede. A chi crede in Dio, nella libertà, nell'amore, nel lavoro, nella politica, ad altro rispetto quello di cui Berlusconi e Rutelli hanno ipocritamente trattato nei loro incontri con il cardinal Sodano". Questa la replica alle accuse di strumentalizzazione: "Sì, sono uno strumento, ma uno strumento di lotta politica e d'amore: il mio contributo è inquietante per chi fa politica senza avere contenuti politici, per chi non crede se non alle spartizioni di seggi e di poteri".<br> Coscioni ha espresso la propria condizione emblematica con queste parole: "Il problema della cittadinanza - ha affermato - è un problema che hanno in comune l'immigrato che cerca di ottenerla e il malato italiano che la perde non appena si ammala, il razzismo ha molte facce". <br> Altro spunto polemico nei confronti di Gaber che nella trasmissione di Celentano aveva scagliato la propria accusa contro 'coloro che strumentalizzano i malati'. Il presidente dei Radicali ha quindi chiesto ad Adriano Celentano di essere invitato alla sua trasmissione, anche se Gaber non si stava riferendo a lui. "Sono il solo esponente politico di rilievo nazionale muto, in sedia a rotelle e anche malato", ha affermato chiedendo al noto personaggio televisivo di consentirgli di poter spiegare a 14 milioni di telespettatori le ragioni della sua candidatura.<br>
    0:04 Durata: 3 min 4 sec