04 MAG 2001

Martelli a Firenze: "Far credere agli elettori che eleggeranno il premier è un'imbroglio"

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Firenze, 4 maggio 2001, h.

16.47 - "Far credere agli italiani che si vota tra Berlusconi e Rutelli per scegliere il futuro premier è un imbroglio".

Con queste parole, Claudio Martelli nel corso della conferenza stampa tenuta nel capolugo toscano, si è unito alle denuncie di Pannella, Andreotti e Sartori che negli scorsi giorni avevano ribadito il carattere anticostituzionale di una campagna elettorale, nella quale si introduce l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, contro la lettera della Costituzione che affida i poteri dell'incarico al Presidente della Repubblica e il potere
dell'elezione al Parlamento.

Martelli ha ricordato che il 13 maggio si voterà per rinnovare il Parlamento e non eleggere un Presidente del Consiglio: "Questa confusione è la manifestazione più evidente dell'elevato grado di illegalità cui è arrivato il sistema politico italiano" in quanto "far credere che si voti per il prossimo futuro capo del Governo tra Berlusconi e Rutelli come se fossimo in una repubblica presidenziale è un inganno, un imbroglio".

Il leader del nuovo PSI ha sostenuto che gli italiani "ignorano chi voteranno", credendo di votare Berlusconi o Rutelli, mentre in realtà ci si dovrebbe concentrare "visto che siamo in un sistema a tre quarti maggioritario uninominale, su chi abbiamo come candidati nella nostra circoscrizione".

Altro esempio di "imbrogli elettorali" rilevato da Martelli, è quello delle liste civetta "create per danneggiare le minoranze".Il leader del Nuovo Psi è stato chiamato a rispondere anche dell'iniziativa non violenta dei radicali e sui temi che i radicali cercano di portare al centro della campagna elettorale: "Non condivido l'opinione di D'Alema e di Casini che ritengono che le questioni sollevate da Emma Bonino, ma anche dai socialisti, siano questioni private, personali, come se la ricerca scientifica e i condizionamenti che subisce in Italia la libertà di ricerca non fossero questioni pubbliche".

Proibizionismo sulla clonazione terapeutica, sanità, ricerca scientifica e "cosiddette questioni di confine" - ha proseguito Martelli - sono temi pubblici da cui non si può prescindere in un dibattito politico, pur se in queste questioni "è evidente che la libertà del singolo, la sua libertà di decidere debbono avere la parola finale".

Martelli ha anche messo in luce che, per quanto riguarda l'accanimento terapeutico contro l'eutanasia, c'è un errore etico che oltretutto "rappresenta un grande costo dal punto di vista sanitario: se si spende per mantenere in vita persone che sono sotto ogni profilo già morte e non si dispone poi delle risorse necessarie per fare una prevenzione adeguata in altri campi: purtroppo l'economia, i bilanci delle Regioni, degli Stati si misurano anche con queste difficili scelte che debbono essere pubbliche"."Siamo in pieno teatrino elettorale": questo il giudizio espresso dall'ex ministro del PSI sull'ipotetica vendita di Mediaset da parte di Berlusconi e sulla legge sul conflitto di interessi: "Hanno avuto 5 anni di tempo - ha aggiunto - non è stata varata la legge prima e Berlusconi non aveva manifestato finora l'esigenza di vendere Mediaset".

Quanto alle critiche a Berlusconi da parte della stampa estera, Martelli ha così espresso il proprio giudizio: "Quegli articoli davano il senso di un'interferenza - ha spiegato - ma non dimentichiamo che siamo in un'Unione Europea".

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