06 MAG 2001

Comizio di Giuliano Amato a Massa Marittima: "Abbiamo risanato il sistema pensionistico"

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Massa Marittima, 5 maggio 2001, h18.50 - "Oggi, non c'è un paese d'Europa che ha un sistema pensionistico sano come quello italiano".

Questa la rivendicazione di Giuliano Amato in un comizio pieno di riferimenti ai meriti del governo di centrosinstra soprattutto in materia di assistenza e di servizi sociali.

Lungo l'elenco di provvedimenti che il premier uscente ha elencato, ma significativo il riferimento alle pensioni: "L'Inps - ha affermato - ha i conti positivi: la verifica non porterà ad abbassamenti, non più a riduzioni, la pensione integrativa accanto a quella
obbligatoria".L'immigrazione è stato un altro tema al centro dell'intervento di Amato con spunti polemici nei confronti del centrodestra: "Se si pensa che qualunque straniero debba essere sbattuto fuori, allora si è dei reazionari più o meno fascisti, travestiti da leghisti".

L'immigrazione è invece - ha proseguito - una fonte di ricchezza per il Paese in quanto uno stato che si chiuda di fronte al diverso non potrà crescere né culturalmente né economicamente, anche se va tenuto presente il problema della sicurezza.Anche il lavoro ed il sindacato al centro dell'intervento di Amato che ha affrontato le questioni derivanti dalle trasformazioni del mercato del lavoro, riconoscendo che le forme di lavoro atipico ed a termine, sono state quelle che hanno consentito in gran parte la nuova occupazione.

Questo però - ha aggiunto - non deve far dimenticare che che è necessario consentire la trasformazione del lavoro a termine in lavoro a tempo indeterminato per garantire la giusta sicurezza ai giovani.

Amato, è intervenuto anche su un altro fronte polemico della campagna elettorale: i contratti collettivi.

"Si attuerà il socialismo quando i lavoratori potranno licenziare i loro datori di lavoro" quando cioè il lavoratore avrà sviluppato una competenza e una professionalità tali da "far valere su tutte le piazze" questo l'assunto del premier uscente.

A partire da questa considerazione, Amato si è dunque schierato contro le tesi che propongono il superamento del contratto collettivo per far posto al contratto individuale: "Questo va bene - ha affermato - solo a quei pochi che hanno già realizzato quel socialismo di cui parlavo, ma prima che lo abbiano realizzato tutti ci vuole ancora tanto sindacato e tanta contrattazione collettiva perché altrimenti i deboli rimangono solo degli sfruttati" quindi la flessibilità è utile quando va a favore del lavoratore ma "è il sindacato che deve valutare in quali situazioni non c'è bisogno della sua protezione".Sul fronte politico, infine, nuovo appello all'Unità al "compagno Bertinotti" per "evitare che vinca il non-compagno Silvio".

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  • Giuliano Amato , presidente del Consiglio dei Ministri

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