11 GIU 2001

Il secondo governo Berlusconi: Le opinioni Pasquino, Baget Bozzo e Sergio Romano

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Registrazione di "Il secondo governo Berlusconi: Le opinioni Pasquino, Baget Bozzo e Sergio Romano", registrato lunedì 11 giugno 2001 alle 00:00.

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  • Roma, 11 giugno 2001, h 15.10 - Dopo il giuramento di Silvio Berlusconi Claudio Landi ha registrato i pareri di tre autorevoli politologi italiani chiedendo loro un giudizio sulla "squadra" allestita da Berlusconi, sulla questione della laicità del governo e sulle prospettive del sistema politico italiano, anche in considerazioni delle turbolenze nella sinistra italiana.<p><strong>Il giudizio d'insieme</strong><br>Parole d'entusiasmo da parte di Baget Bozzo: "Il migliore dei governi possibili - ha commentato - non abbiamo più la Democrazia Cristiana al governo, abbiamo fatto fuori i comunisti, finalmente l'Italia è libera e c'è un Paese finalmente normale". "Un governo accettabile, da valutare sul campo", questa la positiva valutazione anche di Pasquino, il quale ritiene che il secondo esecutivo di Berlusconi "sia migliore del precedente", riferendosi alla breve esperienza del 1994. Per Pasquino si tratta di un "governo equilibrato", composto da persone "persone che in un certo senso sono dei tecnici nel loro rispettivo settore" indubbiamente competenti nei campi in cui sono chiamate a governare.<br>L'ambasciatore Sergio Romano, invece, ha espresso un parere meno entusiasta in quanto il Berlusconi 2 ed ha operato un distinguo. "Un giudizio positivo dipende dal fatto che Berlusconi ha messo in campo le persone con cui ha condotto la battaglia dell'opposizione - ha affermato Romano - che hanno acquistato una certa credibilità di fronte al Paese, che si sono esposte per un lungo periodo, persone di cui entro certi limiti è possibile giudicare la professionalità, anche se stiamo parlando di gente che non ha esperienza di governo". Meno positiva invece è considerata l'eccessiva attenzione posta da Berlusconi "al problema degli equilibri" quella che Romano ha definito "la spartizione" tra le varie componenti del centrodestra. "Da Berlusconi - ha aggiunto Romano - mi sarei aspettato un governo più presidenziale".<p><strong>L'opposizione</strong><br>Tutti concordi sulla necessità di una ricostruzione del centrosinistra che non è in questo momento all'altezza di portare avanti un'opposizione chiara ed unitaria, condizione determinante per la costituzione di un sistema dell'alternanza.<br> Se Gianfranco Pasquino ritiene positivo il rafforzarzamento della leadership di Rutelli, ma allo stesso tempo afferma che "bisogna attendere la prova, cioè il Rutelli capo dell'opposizione in Parlamento, se rimane chiuso in Parlamento non è una grande opposizione, bisogna che riesca a raggiungere settori sociali che hanno votato per il Polo". L'obiettivo dei DS è quello di tronare al 30%.<br>Meno speranzosa l'analisi di Baget Bozzo che ha parlato di un degrado irreversibile della sinistra: "Penso ad un tramonto della sinistra - ha affermato - che non ha più identità, non ha più voglia di trovarla, è diventata semplicemente occupazione di potere degradata"<br> Infine, Sergio Romano, che ha esortato la sinistra a svolgere criticamente il suo ruolo di opposizione, ipotizzando i rischi derivanti da un sistema bloccato "se la sinistra non si rinnoverà per presentarsi alle prossime elezioni con un leader e una coalizione alle sue spalle e se il centrodestra non metterà all'ordine del giorno le riforme istituzionali".<br>
  • Gianfranco Pasquino, professore di Scienza Politica presso l'Università di Bologna

    0:00 Durata: 9 min 4 sec
  • Don Gianni Baget Bozzo

    0:09 Durata: 9 min 1 sec
  • Sergio Romano, politologo

    0:18 Durata: 11 min 30 sec