18 GIU 2001

I commenti a caldo dopo le dichiarazioni programmatiche di Berlusconi

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Roma, 18 giugno 2001 - Alessio Falconio ha raccolto le dichiarazioni a caldo di senatori e ministri dopo le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.Ottaviano Del Turco (Sdi) ha sostenuto che l'approccio di Berlusconi è stato "molto prudente" per quanto concerne il discorso sul "buco" nei bilanci dello Stato.

"Nei giorni in cui Berlusconi era in Svezia a parlare con i Capi di Stato di tutto il mondo i suoi ministri lanciavano cifre incredibili sul disavanzo, un'attitudine assai singolare" ha ricordato e ha aggiunto che "su tutti i temi, compreso la
giustizia, c'è una grande differenza tra il Berlusconi della campagna elettorale che chiedeva il voto agli italiani sulla base di programmi affascinanti e il Berlusconi presidente del Consiglio che fa i conti con grande realismo con i problemi che ci sono" Antonio Falomi (DS) ha espresso critiche nei confronti della tempistica prospettata dal presidente del Consiglio per la risoluzione del conflitto d'interessi: "Mi pare - ha affermato - che i tempi che si è dato per la questione del conflitto di interessi siano piuttosto lunghi.

Se penso che con decreto legge ha cambiato l'assetto dei ministeri francamente mi pare che la sua attenzione sia piuttosto scarsa sul tema del conflitto di interessi, come d'altra parte è stato totalmente assente dal suo discorso tutta la parte relativa al tema della libertà d'informazione, sull'assetto del sistema radiotelevisivo.

Su questo c'è assolutamente il silenzio" Roberto Castelli, ministro della Giustiziaha ritenuto invece che sul conflitto di interessi Berlusconi "abbia detto una parola molto chiara", così come sulla giustizia e sulla separazione delle funzioni della magistratura, misura più moderata rispetto alla separazione delle carriere: "Berlusconi è stato assolutamente chiaro, tranquillizzare la magistratura".

Per quanto riguarda le polemiche scatenate dal doppio giuramento del ministro Bossi, Falomi ha assicurato che "tra alleati non c'è stata nessuna polemica" e ha ricordato che "Berlusconi ha parlato anche di devoluzione, non soltanto di federalismo, autonomia, sussidiarietà quindi si è attenuto al programma di governo elaborato insieme.

Bossi ha dichiarato che presenterà un disegno di legge quanto prima chiaramente essendo un disegno molto importante dovrà essere lungamente meditato" Giuseppe Maria Ayala (Ulivo) ha affermato di essere rassicurato dalle dichiarazioni di Berlusconi sulla giustizia che "ha precisato a scanso di equivoci che sull'autonomia della magistratura e sull'obbligatorietà dell'azione penale non si discute, sono principi di riferimento e già questo è confortante, su questo è stato di una chiarezza che non dà adito a dubbi", ma si è anche dichiarato in totale disaccordo con le opinioni espresse dall'ex ministro delle Finanze, sul discorso programmatico: "mi è sembrata un'appendice della campagna elettorale, non condivido affatto il giudizio di Del Turco" Francesco Cossiga non si può annoverare tra gli entusiasti: Berlusconi ha il grande merito di aver realizzato il primo governo di destra democratica nella storia del nostro Paese e mi sarei aspettato da lui un discorso più forte, più all'altezza di questo fatto storico, un discorso di maggior opposizione nei confronti dell'Opposizione, alla Tatcher che certo non chiedeva la collaborazione dei laburisti.

Questo mi preoccupa perché quando un governo di destra sente il bisogno di cadere nel buonismo rischia di cadere rapidamente nel populismo che è un pericolo per la democrazia".

Alla domanda se voterà o meno la fiducia al governo risponde con un secco no anche se non ha ancora deciso le modalità del voto contrario, decidendo di graduare o meno la contrarietà al Governo: "Sono incerto se votare contro o astenermi in aula" Il ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione, Umberto Bossi ha chiarito le ragioni del doppio giuramento: "È un giuramento che abbiamo sempre fatto a Pontida, è un giuramento tra padani.

All'opposizione ho dato la possibilità di emergere, di far sentire ogni tanto la loro voce" e ha aggiunto che "nel consiglio dei ministri si è parlato di questo ma io sono una tomba" Il preidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, ha letto il discorso di Berlusconi sotto la chiave della concretezza: "È un intervento programmatico, ha indicato analiticamente le linee d'azione del futuro governo se qualcuno vuole fare le pulci al suo discorso le faccia pure ma il Paese ora ha bisogno di fatti e non più di parole.

Berlusconi in sede istituzionale ha confermato l'impegno a risolvere il conflitto d'interessi, arriverà ad una proposta chiara ed equilibrata prima dell'estate e probabilmente sarà un'iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri" Roberto Maroni, ministro per il Lavoro, la Salute e le Politiche Sociali ha commentato con entusiasmo il discorso: "Sottoscrivo parola per parola il discorso del presidente Berlusconi, sono contento anche che abbia posto al centro del suo discorso la famiglia, di cui intendo occuparmi personalmente insieme all'immigrazione" e ha poi affrontato il tema dei contratti a termine: "La scadenza è il 10 luglio, c'è l'adesione di quasi tutte le parti sociali ad esclusione di Cgil e Confcommercio che speriamo di poter recuperare, l'attuazione di questa direttiva è un fatto utile per il mondo del lavoro e non credo che ci sarà bisogno di un rinvio". .

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