23 GIU 2001

Massimo D'Alema parla del futuro della sinistra (Intervento alla sezione DS di Testaccio)

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Roma, 22 giugno 2001 - Al centro dell'intervento che Massimo D'Alema ha svolto nel corso di un incontro con i militanti nella sezione dei Ds del quartiere romano di Testaccio, i temi che attraversano il partito dei democratici di sinistra, soprattutto in vista del prossimo congresso.

"Probabilmente al congresso - ha sostenuto D'Alema - si potrà anche trovare un processo unitario, nessuno vuole dividere o perseguitare, ma c'è anche un grande bisogno di chiarezza e la discussione democratica se volta alla chiarezza politica è un fatto positivo".

Soprattutto D'Alema ha invitato ad evitare
personalismi ed ha respinto le impostazioni che possano metterlo in discussione: "Il congresso non deve essere un referendum pro o contro questo o quel leader, sono del tutto d'accordo, anche perché questo o quello sono sempre io.

Non chiedo un referendum a favore di Massimo D'Alema, ho già detto che non mi candido a fare il segretario e non accetterei neanche un referendum contro perché avrebbe un altro significato, chi promuove un campagna contro di me lo fa anche e soprattutto per colpire l'autonomia della sinistra oltre che per colpire me.

Se qualcuno pensasse di fare un congresso contro di me, io mi difenderei".

Il presidente dei Democratici di Sinistra ha affermato l'importanza di ricercare un percorso unitario per creare un'opposizione di governo alla Casa delle Libertà, della cui forza bisogna prendere atto: "Una coalizione che per circa dieci anni ha il consenso della metà degli italiani - ha affermato - non è riducibile ad un fenomeno di consenso televisivo".

La prosepettiva della rivinciata del centrosinistra è nel solco del socialismo europeo: "Nell'epoca della globalizzazione - ha spiegato D'Alema - non può esserci sinistra se non europea e mondiale" quindi è fondamentale "collegarsi con il partito socialista europeo, allearsi con il mondo moderato, innovare il sistema politico e istituzionale.

Noi non abbiamo perso per aver fatto quella politica ma per non aver avuto la forza di non portarla avanti.

Il congresso serve appunto per cercare una strada".D'Alema ha esortato la sinistra a "lavorare in profondità sui grandi temi della società" ed in particolare a proporre delle soluzioni e dei modelli di sinistra alle grandi trasformazioni del mercato del lavoro.

"Oggi - ha spiegato - siamo di fronte ad una realtà del lavoro assai più inafferrabile", una realtà frammentata fatta anche di una parte che "noi non tuteliamo, non rappresentiamo, che non si sente rappresentata da noi e che in parte notevole è un lavoro giovanile e femminile.

D'Alema ha richiamato le pecculiarità della "mutazione del lavoro" che in Italia ed in Europa vede "una crescita costante del lavoro cosiddetto atipico".

Questa nuova realtà del lavoro colstituisce "l'esperienza di vita di milioni di persone che non trovano rappresentanza nella sinistra e che tuttavia chiedono una nuova generazione di diritti sociali".

Dunque, se esiste un "fenomeno di destra" correlato alle trasformazioni della società, queste però che "non hanno spezzato le ragioni della sinistra, che hanno una grande e persino più acuta attualità".

Il discorso di D'Alema ha fatto riferimento diretto alle dichiarazioni di Giuliano Amato, nel corso dell'incontro con le riviste di sinistra: "Amato ha detto delle cose interessanti" ha affermato D'Alema.

"Il nesso tra l'Ulivo e il socialismo europeo che innanzitutto noi rappresentiamo è essenziale perché i problemi sociali a cui vogliamo dare risposta si risolvono se c'è più unità politica dell'Europa".

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  • Massimo D'Alema (DS-U), presidente dei Democratici di Sinistra

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