27 GIU 2001

Metalmeccanici: Cofferati all'assemblea Fiom 'benedice' lo sciopero generale

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Bologna, 27 giugno 2001 h12.30 - Il segretario della Cgil è intervenuto all'assemblea nazionale della Fiom sul tema "Per il contratto: l'integrità della piattaforma".

Sergio Cofferati ha quindi confermato l'appoggio della Cgil alla decisione della Fiom di mantenere la linea dura con Federmeccanica per il rinnovo del contratto, spezzando la quarantennale prassi unitaria.

"La decisione è importante e molto impegnativa, figlia di un momento difficile e delicato, per voi e per il sindacato confederato, per quello che i lavoratori e le lavoratrici metalmeccanici hanno storicamente rappresentato
nel corso dei tanti decenni e nella storia della Cgil.

Siete arrivati a questa decisione sulla base di una convinzione profonda che non solo rispetto ma condivido ed è importante presentare le proprie ragioni, provocando discussioni e gli approfondimenti necessari".

Così il segretario della Cgil ha esordito nel suo intervento in cui ha ribadito inoltre la necessità di non manifestare "ostilità verso gli altri anche quando gli altri mostrano ostilità verso di noi".

"Sappiamo che non basta avere ragione - ha proseguito Cofferati - si deve convincere chi è con noi, attorno a noi e che può non percepire allo stesso modo le ragioni che ci muovono a decisioni difficili e delicate.

Per questo serve molta fermezza e grande senso di responsabilità.

Sarebbe un limite e un errore se una decisione impegnativa come quella che per la prima volta molti di voi sono chiamati a prendere e poi a praticare fosse accompagnata da una sorta di senso di liberazione dalla costruzione dell'Italia, dalle regole, dai vincoli che questo presuppone.

Non può e non dev'essere così.

È un esercizio alto di responsabilità con il consenso e l'appoggio che non mancherà mai da parte della vostra confederazione" Sergio Cofferati ha comunque ribadito l'importanza di un'unità delle forze sindacali, pur affermando il sostegno alle scelte della Fiom: "Solo coinvolgendo chi ha condiviso la scelta iniziale - ha spiegato - si può dare sostanza ad una trattativa e produrre le mediazioni necessarie.

Registriamo l'indisponibilità degli altri e a questo punto c'è solo una strada possibile: quella di sostenere le nostre ragioni verso i lavoratori e le lavoratrici che le hanno condivise con l'utilizzo degli strumenti che la democrazia sindacale rende praticabili, compreso, come avete deciso, lo sciopero" Il segretario della Cgil ha sostenuto quindi l'importanza di arrivare ad una soluzione positiva della vertenza contrattuale per l'organizzazione sindacale e per quella parte del Paese "che ritiene che la crescita e lo sviluppo debbano avvenire all'interno di regole definite e condivise e debbano avere come conseguenza maggiore equità e maggiore giustizia".

La soluzione positiva è infatti la riaffermazione del valore del contratto nazionale non solo per i metalmeccanici ma per il mondo del lavoro tout court.

Cofferati ha denunciato l'atteggiamento di Confindustria, secondo cui il meccanismo redistributivo dovrebbe "produrre per decisione del governo provvedimenti di carattere fiscale che dovrebbero dare vantaggi consistenti alle imprese, ma vantaggi indistinti, non mirati, come sarebbe invece utile e auspicabile a migliorare il profilo dell'insieme dell'apparato produttivo italiano, e dunque vantaggi selettivi, destinati a stimolare innovazione, valorizzazione delle risorse umane e alzare la forza competitiva".

A "quest'idea inaccettabile" si aggiunge, secondo Cofferati, "l'idea che ogni occasione negoziale produca dinamiche salariali che si comprimono entro le soglie dell'inflazione programmata per quanto riguarda i contratti nazionali e con il vincolo esclusivo della produttività per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello" "I diritti per noi devono diventare il centro dell'Europa per la quale ci siamo battuti, di un'Europa che quando si allarga deve evitare che si crei una sorta di doppio mercato", ha concluso Cofferati, proponendo un modello sociale e di sviluppo europeo per governare la globalizzazione.

"L'Europa che noi vogliamo ha in sé le condizioni per riproporre un modello sociale e anche competitivo che manca nel mercato globale per aiutare i più poveri ad essere meno poveri, a diminuire le diseguaglianze e le differenze, ma perché ciò accada è indispensabile avere un sistema di protezioni e soprattutto dei diritti universalmente riconosciuti e rispettati".

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