30 GIU 2001

Informazione e politica: L'«era Berlusconi» (Faccia a faccia Curzi - Mentana)

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Curzi e Mentana concordi: nell'avvento dell'era Berlusconi rilevanti le responsabilità del centrosinistraMilano, 30 giugno 2001 h21.30 - Sandro Curzi, direttore di Liberazione, ed Enrico Mentana, direttore del Tg5, hanno affrontato un dibattito sul tema della libertà d'informazione nell'era della globalizzazione dal titolo: "La comunicazione politica nell'era di Berlusconi".

I due direttori si sono trovati d'accordo sul fatto che l'era Berlusconi è un fenomeno con radici profonde, al cui sviluppo ha contribuito fortemente il centrosinistra che ha modellato i messaggi e i contenuti politici
a quelli del centrodestra anziché proporre una efficace alternativa.E' Enrico Mentana il primo a sottolineare che l'«era Berlusconi» non è un fenomeno dell'ultima ora, ma un processo che si è sviluppato nel tempo, a partire dalla guerra nel Kossovo, che ha coinvolto una larga parte dell'opinione pubblica e che è stata in parte causata dalle scelte del centrosinistra di seguire l'attuale presidente del Consiglio sullo stesso terreno, utilizzando le medesime regole del gioco e le stesse modalità di propaganda."Si parla di era di Berlusconi - ha spiegato il direttore del Tg5 - perché, chi con speranza e chi con timore, ci si rende conto che questa volta non sarà come nel '94, non durerà poche settimane o pochi mesi".

Quindi "è una parte del Paese che si è spostata politicamente dalla parte di Berlusconi, non è più la vittoria corsara di qualche anno fa.

È l'era di Berlusconi, però, già da qualche anno, da quando c'è stata la guerra nel Kossovo, da quando centrodestra e centrosinistra si combattono con le stesse armi di consenso, di propaganda, di spot, di cartelloni".Da Mentana arriva una esplicita accusa al centrosinistra che "ha rinunciato negli anni del suo governo alla prospettiva i cambiare le regole del gioco, ha voluto giocare con le stesse regole del gioco del centrodestra e ha perso, ora non ha più né il potere, né la possibilità di cambiarle".D'accordo Sandro Curzi : "L'era di Berlusconi è iniziata molti anni fa, si è formata una situazione di omologazione e di similitudine su tutto" ha affermato il direttore di Liberazione: "D'Alema ha scritto che la guerra in Kossovo è stato il momento più alto della politica italiana, questo vuol dire non capire, è correre appresso a Berlusconi e ad Agnelli"Per il futuro, però, la vera preoccupazione di Curzi è soprattutto un'altra: la necessità di una immediata ricomposizione unitaria del centrosinistra per costruire l'alternativa ("e non l'alternanza") al Governo Berlusconi.

"Sia chiaro - ha ribadito - che se l'opposizione, subito e non tra un anno, non trova la capacità di essere opposizione e se le cose vanno avanti come sono andate avanti in queste settimane, l'era di Berlusconi diventa lunghissima, come un'altra era che abbiamo avuto in Italia, che è durata tanto e anche con il consenso di tantissimi italiani".Sui connotati che questa "era Berlusconi" andrà assumendo, Enrico Mentana non ritiene che il governo Berlusconi "possa spingere in una direzione più limitativa della libertà di informazione".

Proprio perché "portatore di un indubbio conflitto di interessi - ha spiegato il direttore di Tg5 - Berlusconi non può toccare la materia della comunicazione senza che tutti se ne accorgano"."Tutta la libera informazione - ha proseguito Mentana - deve rendersi conto che sulle nomine della Rai si gioca una battaglia che riguarda tutti".

E se è vero che "un CdA di centrodestra" darà vita ad un sistema "squilibrato", per Mentana "il problema è che non lo può dire l'Ulivo che ha peccato allo stesso modo del Polo o della vecchia Dc".

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