08 LUG 2001

Radicali: Coscioni, Difendere la libertà di ricerca da Sirchia, Cei e Biancofiore

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Roma, 7 luglio 2001 - "Rilanciare l'iniziativa politica radicale, dopo la sconfitta elettorale dello scorso 13 maggio, è cosa molto difficile, ma non impossibile".

Così Luca Coscioni ha esordito nel corso del suo intervento in un seminario che la direzione dei radicali, ad una settimana dall'appuntamento 'istituzionale' del Comitato, per organizzare le prossime battaglie.Qualsiasi sarà la decisione organizzativa e politica che i radicali adotteranno nei prossimi giorni, sembra proprio però, che un fronte di lotta non sarà sicuramente dismesso: quello per la libertà e la laicità della
ricerca scientifica incarnato da Luca Coscioni nell'ultima campagna elettorale, il cui esito negativo, pur avendo messo a dura prova il suo fisico già minato dalla malattia, non induce il Presidente del Comitato dei Radicali a dismettere la battaglia.Al contrario, Luca Coscioni, chiama a raccolta i radicali, li incita alla lotta e individua avversari e bersagli: la Conferenza Episcopale italiana, il Biancofiore di Rocco Buttiglione, e - soprattutto - il ministro della Sanità, Girolamo Sirchia.Sirchia, un oscurantista cattolico, è lui il nostro bersaglioCon l'avvento di Sirchia (un "oscurantista cattolico"), Coscioni denuncia "un deciso, e deprecabile, ritorno alla prudenza democristiana, illiberale, illegale", ai quali i radicali sono chiamati ad opporsi, indivisuando proprio nel neo-ministro, il "bersaglio" principale della battaglia radicale.L'affondo nei confronti del successore di Veronesi, muove da un elemento sintomatico, la cancellazione del rapporto dulbecco e del settore dedicato alle cellule staminali dal sito internet del Ministero della sanità, che si verifica proprio all'indomani dell'insediamento di quel ministro che - ricorda Coscioni - è stato proprio "uno dei membri della Commissione che si è opposto all'impiego degli embrioni soprannumerari".Coscioni passa in rassegna le posizioni su eutanasia, aborto e legalizzazione delle droghe leggere.

"Si tratta di posizioni non solo inconsistenti, ma anche pericolose" denuncia, poichè rappresentano "un arretramento" rispetto alle libertà individuali e civili, che i radicali devono contrastare.La Cei ed il BiancofioreNel mirino anche gli ultimi Orientamenti pastorali emanati dalla Cei lo scorso 2 luglio che accusano di "eclissi morali" le trasformazioni in atto nella società, a partire dalla diffusione di idee distanti dal Vangelo su temi quali Rapporto Stato-famiglia, economia, migrazione dei popoli, sessualità, procreazione, vita, morte, facoltà di intervento dell'uomo sull'uomo.Questo documento (una sorta di "programma di governo del Biancofiore"), rappresenta "un pesante attacco alla laicità dello Stato", così come "alle libertà individuali fondamentali, religiose ed economiche".Anche le prime inziative legislative su aborto ed embrioni, della componente dichiaratamente democristiana della nuova maggioranza, il Biancofiore di Rocco Buttiglione, allarmano Coscioni e lo inducono a ritenere che esista in Italia "lo spazio per l'iniziativa politica radicale, sui temi della vita e della morte".Una battaglia transnazionaleCoscioni, però, non limita il suo sguardo all'interno dei confini nazionali: anche sul fronte comunitario i radicali devono prestare massima attenzione sui lavori della Commissione genetica Umana dell'europarlamento, così come sullo scontro in atto nell'amministrazione statunitense.

In tal senso, l'invito a rilanciare la battaglia per la libertà e la laicità della ricerca scientifica diventa una battaglia che - a partire dall'Italia - deve coinvolgere anche il Partito Radicale transnazionale.

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  • Testo integrale dell'intervento di Luca Coscioni

    <br><strong>Link</strong>
  • Sirchia-Veronesi: Continuità su tutto tranne che sulle libertà civili

  • Sirchia contro la legalizzazione delle droghe

  • Embrioni: Sirchia risponde al question time alla Camera

  • Il documento della Cei